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Williams pronta a sacrificare il 2025 in vista dei nuovi regolamenti

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James Vowles si aspetta una Williams più in difficoltà la prossima stagione per prepararsi al 2026, anno di svolta per il regolamento tecnico.

Non sarà semplice la prima stagione di Carlos Sainz in Williams. Il Team Principal della squadra britannica, James Vowles, ha dichiarato che il 2025 potrebbe essere sacrificato per prepararsi al meglio al 2026, stagione in cui le monoposto verranno completamente rinnovate.

I nuovi regolamenti prevedono l’arrivo di vetture più piccole e leggere, con downforce ridotto ma anche una minore resistenza all’avanzamento (drag), mantenendo quasi intatto il rapporto di efficienza aerodinamica. Il tutto viene concepito per tornare all’obiettivo principale dei regolamenti del 2022, cioè un maggiore spettacolo in pista grazie alla possibilità di seguire più da vicino la vettura davanti senza soffrire di turbolenze importanti.

La Williams non chiude una gara in Top 5 dal 2017, salvo per il (non) Gran Premio del Belgio 2021, a causa della crisi finanziaria che ha attanagliato la famiglia proprietaria. Dopo l’enorme pacchetto-salvataggio di investimenti messo sul tavolo da Dorilton Capital, la squadra di Grove ha iniziato lentamente a recuperare terreno sui rivali sotto ogni punto di vista, sia prettamente prestazionale sia nelle infrastrutture di sviluppo.

Il 2026 diventerà così una grandissima occasione di miglioramento per la Williams, forte di una coppia di piloti come Albon e Sainz. Per fare ciò, ci sarà bisogno di un sacrificio, e Vowles ha visto nella prossima stagione il male minore di cui soffrire.

“È il messaggio che Alex e Carlos conoscono entrambi: il 2025 sarà una lotta, credo”, ha dichiarato Vowles a Motorsport.com. Non ci vedrete andare avanti, faremo un piccolo passo indietro”.

“E se lo siamo, per me va bene, perché significa semplicemente che sto investendo al giusto tasso per il ’26 rispetto a quelli intorno a me. Ecco cosa dovremmo aspettarci: scenderemo a compromessi per il ’25. Ciò non significa che saremo decimi, ma sarà un anno difficile”.

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I problemi principali del 2024 sono spariti

La Williams arriva da un 2023 chiuso al settimo posto davanti alla allora AlphaTauri (ora VCARB) per pochissimi punti, mentre la prima parte di questa stagione ha reso la vita difficile alla squadra, raccogliendo solo 4 punti fino al Gran Premio del Belgio.

Da Monza però, il team ha ripreso il giusto slancio grazie anche all’ingaggio di un pilota al momento solido come Colapinto, collezionando 12 punti negli ultimi 3 appuntamenti. I nuovi upgrade hanno dato nuova vita alla FW46, togliendo molto del peso in eccesso che rallentava la vettura, migliorando sensibilmente le prestazioni.

“Penso che siamo stati fortunati a finire settimi l’anno scorso, ha aggiunto Vowles. “AlphaTauri è stata dannatamente veloce alla fine dell’anno, ed è stata davvero solo una questione di strategia che ha definito chi è arrivato davanti nel campionato”.

“La macchina di quest’anno era performante. Penso di essere stato abbastanza aperto su quanto fossimo sovrappeso. Basta prendersi quella pausa e vedrete che non dovremmo essere dove siamo nel campionato. Ora che abbiamo avuto la prestazione, togliendo peso dalla macchina, siamo tornati dove mi sarei aspettato che fossimo, il che non è quindi un passo indietro”.

Williams 2024 a Monza

Un anno difficile per un’era migliore

Il Team Principal britannico però ora è pronto al sacrificio, chiamando un approccio fatto da tentativi ed errori durante i prossimi 12 mesi per far trovare pronta la Williams nel contesto della rivoluzione del 2026.

“Stiamo cercando di fare balzi, non passi avanti, non avanzamenti lenti, non guadagni minimi o guadagni marginali, ma balzi nella tecnologia e in quello che stiamo facendo”, ha spiegato Vowles.

“E nel farlo, ci faremo male da soli. E sono a mio agio con questo, perché non possiamo dimenticare quello che abbiamo imparato”.

“Ti do quasi una garanzia: sfortunatamente, inciamperemo di nuovo. Non credo che sarebbe nel ’25, per quel che vale. Penso che abbiamo un percorso abbastanza buono per condurci lì. Penso che nel ’26, quello che stiamo chiedendo all’organizzazione è più di quanto possiamo dare. Quindi dobbiamo adattarci o forse inciampare un po’ lungo il cammino“.

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