Sainz domina in Messico e lascia solo le briciole agli avversari. Norris è secondo e guadagna punti preziosi, Leclerc terzo con giro veloce, Verstappen, mazzata da 20 secondi, limita i danni con una P6 dietro alle Mercedes.

La partenza
Partenza concitata, come da pronostico, all’autodromo Hermanos Rodriguez di Città del Messico. Verstappen brucia sullo scatto il poleman Sainz e si prende la prima posizione del gran premio che difende poi muscolarmente a curva 1 portando largo lo spagnolo della rossa. Il Madrileno costretto a tagliare sull’erba rientra in pista primo ma restituisce la posizione all’olandese prima di curva 4. Contemporaneamente alla lotta per la P1 c’è il violento botto di Tsunoda nel lungo rettilineo principale, causato da un contatto fortuito con Albon, che, chiuso tra l’Alpine di Gasly e proprio la RB del giapponese, non ha potuto far niente per evitare l’impatto, portando al ritiro di entrambi. Il brutto incidente di inzio gara fa uscire la Safety Car e congela le posizioni ma solo per il momento.

Ripartenza dopo la safety car e la mazzata a Verstappen
Al giro 7 rientra ai box e la battaglia ricomincia con Verstappen che riparte bene allungando da Sainz in uscita del foro Sol ma dopo neanche 2 giri “El Matador” mette il mirino della sua SF24 sugli scarichi della Red Bull e attacca l’olandese con uno staccatone a curva 1, riprendendosi di fatto la prima posizione. Max il giro dopo è vicino e potrebbe riprovarci ma si lamenta del basso livello di energia disponibile, tanto che non ha la potenza necessaria per poter impensierire il leader della corsa. A questo punto è Norris che cerca di sfruttare la situazione di debolezza del campione del mondo provando il sorpasso all’esterno di curva 4 ma Verstappen allunga la staccata e porta fuori pista l’inglese, il quale taglia sull’erba e rientra davanti. Non passano neanche 10 secondi che a curva 8 il nativo di Hasselt perde le staffe e attacca all’interno il pilota della McLaren e lo porta completamente nella via di fuga buttandolo quasi nel muro. A sfruttare la coriacea diatriba tra i due è Charles Leclerc che come ad Austin una settimana fa sta all’interno e passa entrambi per prendersi la momentanea seconda posizione .Arrivano copiosi i team Radio di Norris che aggressivamente accusa Verstappen di averlo portato fuori, neppure la FIA si fa attendere e al giro 12 inizia l’investigazione sull’olandese per l’incidente con il britannico della McLaren. Al giro 14 arriva la prima pesante sentenza dei commissari di gara che infliggono 10 secondi di penalità a Verstappen per aver portato fuori pista Norris ma c’è un altra investigazione in corso che pesa come una spada di Damocle sul capo dell’olandese.
giro 15 Russell supera Lewis Hamilton e nello stesso giro Leclerc entra nel DRS del compagno di squadra facendo credere di poter attaccare Sainz ma dopo un paio di giri lo spagnolo si mette a martellare su un passo inarrivabile staccando Leclerc e facendo capire come in Messico non ce ne sia per nessuno. Nel frattempo il connazionale Fernando Alonso conclude il suo 400esimo GP nel peggiore dei modi, ritirandosi al giro 16 per dei problemi alla sua Aston Martin.
Al giro 18 Perez cercando una rimonta diventata ancora più difficile dopo la penalità di 5 secondi comminatagli per aver sbagliato a posizionare la sua RB20 in griglia, ingaggia un duello con Lawson in quella che non è solo una battaglia in pista ma anche nelle gerarchie della famiglia Red Bull. Perez attacca con forza all’interno di curva 4 lo neozelandese che non solo resiste ma glielo restituisce a curva 5 rifilando una sportellata al messicano e danneggiandogli parte del fondo. I guai in casa Red Bull però non finiscono qua perchè un giro dopo arriva un’altra penalità a Verstappen, altri 10 secondi che aggiunti a quelli presi prima diventano 20 secondi pesanti come un macigno sulla gara dell’olandese che da questo momento in poi dovrà limitare i danni.
Al giro 21 Perez va ai box per montare gomma media ma il suo passo non sarà ma competitivo a causa dei danni sulla sua RB20. Diverso è il discorso per la rimonta di Piastri che vede in queste fase vari sorpassi tanto che al giro 25 l’australiano supera Stroll passando in undicesima posizione.
Al giro 27 Verstappen rientra ai box e sconta i 20 secondi di penalità. Dopo una sosta apparentemente infinita l’olandese rientra in pista in quindicesima posizione davanti al suo compagno di squadra. Ci metterà poco il campione del mondo in carica a risalire fino alla zona punti grazie al valzer dei pit stop.

Le soste e la fase centrale del GP
Si fermano tutti, prima Lewis Hamilton, poi il giro dopo Hulkenberg e successivamente Norris, che induce poi anche Leclerc a sostare ai box. nello stesso giro si ferma anche Russell che rientra dietro a Lawson e Piastri, entrambi con gomma dura, di cui il pilota Mercedes si sbarazza subito. Infine al giro 33 si ferma Sainz senza fretta e con un distacco che gli permette di non rischiare nulla a livello strategico.
La gara si cristallizza nelle posizioni di testa con i primi tre che sembrano fare un altro sport, girando addirittura sotto l’1:21. Nel frattempo Verstappen continua la sua rimonta e al giro 36 passa Colapinto mentre al giro 38 è il turno di Lawson per la settima posizione.
L’allarme pioggia
Si addensano grossi nuvoloni neri sopra l’autodromo Hermanos Rodriguez tanto che Verstappen sperando in colpo di scena chiede a Lambiase se stia effettivamente per piovere mentre Russell riferisce al suo muretto di vedere minuscole gocce di pioggia sulla visiera. L’allarme però rientra poco dopo come da previsione.
La fase finale del gran premio
Norris al giro 51 sigla la tornata più veloce della gara a testimoniare un ottimo passo della McLaren con la mescola dura tanto che il pilota inglese, rosicchiando decimi su decimi a Leclerc, ora pensa ad un possibile attacco sul monegasco.
Al giro 54 Hamilton con un gran passo si porta sotto il secondo da Russell e inizia a studiarlo per portare un attacco. Al giro 57 invece Piastri attacco un grande Hulkenberg per la P8 mentre continua a calare il distacco tra Norris e Leclerc, a tal punto che dopo soli due giri il pilota McLaren si trova in zona DRS.
Alla tornata 63 arriva il sorpasso di Norris che sfrutta un errore all’ultima curva di Leclerc che perde la macchina in trazione e scodando va quasi a muro. Grandissimo rischio per il monegasco, da giri ormai in sofferenza con le gomme posteriori.
Imperversa nel frattempo una grande lotta tra i due alfieri della Mercedes con Hamilton che trova poi il sorpasso con una bella staccata all’interno di curva 1 all’inizio del 66esimo giro.
Gli ultimi giri di gara sono contraddistinti dai tentativi di Perez e Leclerc di fare il giro veloce, il primo senza più nulla da chiedere alla propria gara e il secondo stabilmente terzo con un distacco abissale tra sé e il quarto posto. Entrambi si fermano per montare mescola rossa al giro 70 ma sarà poi Leclerc a portarsi il punto addizionale a casa
Carlos Sainz vince il Gran Premio del Messico! Una gara meravigliosa. Lo spagnolo si è presentato sin dal venerdì con l’intenzione di annientare la concorrenza ed è ciò che ha fatto, grazie anche ad una fantastica Ferrari velocissima sia in gara che in qualifica. Secondo arriva Norris, autore di una gara solida davanti a Leclerc, terzo dopo un weekend che non lo ha visto molto a suo agio con la sua SF24. a completare la top 5 le due Mercedes sempre in una terra di nessuno a battagliare tra di loro. Sesto Verstappen, il quale limita i danni dopo una pesantissima, e sacrosanta penalità. A completare la top ten rispettivamente un super Magnussen, Piastri, Hulkenberg e infine Gasly

La classifica Finale

