Taglia il traguardo per primo Carlos Sainz, porta la Ferrari sul gradino più alto del podio e fa risuonare l’inno di Mameli che non si sentiva nel circuito Hermanos Rodriguez da quel lontano 1990.
Un’altra bandiera a Maranello. Carlos Sainz l’aveva detto che un trionfo in rosso sarebbe arrivato nuovamente. Sa bene quali saranno l’anno prossimo i colori della sua casacca ma sa anche quali sono i colori che indossa oggi.
Ieri, oggi e domani. Guarda al passato con l’esperienza di chi è passato di squadra in squadra sapendo rubare tutto ciò che gli serviva per diventare quello che è oggi e si proietta al futuro con gli occhi di chi sa che ha accettato un’ardua sfida in una squadra in cui nessuno avrebbe il coraggio di scommettere.
Ma tra i ricordi del passato e l’incertezza del futuro, Carlos Sainz guarda soprattutto al presente con la determinazione di chi sa che ha ancora qualche sfizio da togliersi e di chi sa che quel sedile se lo sarebbe meritato ancora. Perché c’è un finale di stagione tutto da vivere e una storia tutta da scrivere. Per quel lieto fine che ai Tifosi manca da troppo tempo e che chissà non sia più vicino di quanto si pensi. Per far sì che, anche se le strade si divideranno, il suo nome rimanga indelebile tra le memorie della Ferrari e le mura di Maranello.

Un orgoglio vivo per dimostrare a tutti quello che lui sapeva già. Un talento in cui pochi hanno creduto ma su cui lui non ha mai avuto dubbi.
Un pilota concreto che ha saputo farsi spazio tra presenze ingombranti: il rivale Verstappen prima, l’amico Lando poi e infine Leclerc. Un pilota che si è costruito con il duro lavoro, la costanza e la resilienza di chi aveva un solo obiettivo. Un fuoco che arde dentro alimentato forse da chi riponeva in lui tanti, troppi dubbi, di chi lo metteva sempre un passo indietro rispetto alle nuove leve della sua generazione. La maestria di chi ha saputo costruirsi, di chi ha avuto il coraggio di credere in sè stesso e la dimostrazione che il duro lavoro ripaga sempre.
Una dimostrazione questa. Per sè stesso che ha saputo lavorare duramente per trovare il suo vero io. Per la sua squadra che ha deciso di affidare il suo sedile a qualcun altro. Per i suoi fedelissimi fan che hanno sempre creduto in lui e continuano a farlo. Per i suoi fedelissimi haters che lo vogliono sempre secondo.

Una vittoria frutto di una convinzione infuocata e premiata dal coraggio di credere in ciò che è.
Urla, sorrisi e bollicine in una nuova domenica rossa. Bollicine che oggi, in questa notte italiana, sono più dolci del solito.
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