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Nel nuovo libro su Mercedes i retroscena del passaggio di Hamilton in Ferrari

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Nel suo nuovo libro Inside Mercedes F1, Matt Whyman ha rivelato alcuni retroscena legati al passaggio del secolo: Lewis Hamilton in Ferrari a partire dal 2025.

Lewis Hamilton è sempre stato noto per la sua dedizione e il legame profondo con la sua squadra, la Mercedes, che l’ha accompagnato verso numerosi successi in Formula 1. Tuttavia, la decisione di cambiare team per approdare in Ferrari è stata un passo che, pur da professionista, ha avuto un forte impatto anche a livello umano.

Matt Whyman, autore del libro Inside Mercedes F1, ha raccontato un momento particolarmente emotivo che Hamilton ha vissuto prima di comunicare la sua decisione al team. Ogni anno, Hamilton organizza un’attività di team building per i suoi ingegneri e collaboratori, portandoli a fare paintball prima dell’inizio della stagione. Era una tradizione consolidata, ma quella volta la situazione era diversa.

Nel suo nuovo libro Inside Mercedes F1, Matt Whyman ha rivelato alcuni retroscena legati al passaggio del secolo: Lewis Hamilton in Ferrari a partire dal 2025.

Hamilton, infatti, si trovò a un bivio emotivo quando arrivò al campo da paintball e vide il suo team pronto a partire. “Non riusciva a scendere dall’auto per venti minuti”, ha raccontato Whyman. “Era paralizzato dalla domanda: ‘Cosa dirò a loro dopo tutto questo tempo?’. Era un momento di grande umanità, non si trattava di una decisione robotica.”

Nonostante la sua reputazione di pilota determinato e concentrato, Hamilton ha dimostrato un lato più umano e riflessivo. Sapeva che la sua scelta avrebbe avuto ripercussioni non solo a livello professionale, ma anche a livello personale, sulle amicizie costruite nel corso degli anni. La Ferrari rappresenta l’unico obiettivo che gli manca nella sua carriera, ma l’aspetto umano, legato ai legami con i suoi colleghi, è stato quello che ha pesato di più nella sua decisione.

Come sottolineato da Whyman, tutti comprendono la scelta di Hamilton, soprattutto considerando che, per lui, “Ferrari è l’unica cosa che gli manca”. La decisione è stata difficile, ma la ricerca di nuovi stimoli e di una sfida più grande è sempre stata una caratteristica del campione britannico.

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