La storia del controverso GP di Abu Dhabi 2021, che ha incoronato Max Verstappen campione del mondo per la prima volta in carriera.
28 marzo 2021, in Bahrain va in scena il primo GP della stagione di Formula 1. Dopo un 2020 dominato da Lewis Hamilton e dalla Mercedes, il primo weekend stagionale sembra raccontare una storia diversa. Trascinata da Verstappen, la Red sembra aver costruito una vettura al livello degli avversari tedeschi, e la prima gara lo dimostra. L’olandese, dopo aver conquistato la pole position, perde la posizione su Hamilton ed è costretto alla rimonta: negli ultimi giri, l’incertezza regna sovrana.
Al giro 53 i due rivali arrivano affiancati in curva 4. Verstappen affonda la staccata, ma completa il sorpasso oltre i limiti della pista: Red Bull chiede immediatamente al suo pilota di restituire la posizione per evitare una penalità. Nei 3 giri successivi, l’olandese non riesce più a tornare in testa. Così, tra le polemiche, a trionfare nel primo episodio di una lunghissima stagione è Lewis Hamilton. È solamente il preludio di una battaglia sfiancante, giocata colpo su colpo dentro e fuori dalla pista, destinata a restare per sempre nella storia della Formula 1.

Il gran finale
Dopo una serie di episodi che tutti ricordiamo e su cui ancora discutiamo (basti pensare a Imola, a Silverstone o a Monza), capolavori da una parte o dall’altra e imprevisti, Verstappen e Hamilton arrivano all’ultima gara esattamente a pari punti. Uno scenario unico nel suo genere, che rappresenta l’essenza del motorsport: fare di tutto per stare davanti al proprio rivale, in qualsiasi situazione.
Quello che si respira in attesa del gran finale è un clima tesissimo, specialemente dopo quanto accaduto in Arabia Saudita. Red Bull e Mercedes sono da tempo ai ferri corti, con Horner e Wolff che non si risparmiano frecciatine e accuse più o meno velate. Le qualifiche premiano la RB16B, con Verstappen che scatta davanti ad Hamilton.
12 dicembre 2021. Ogni appassionato di Formula 1 si ricorderà sicuramente quella giornata, in cui sin dall’alba non si attendeva altro che lo spegnimento dei semafori.
Nella tensione della partenza Verstappen sbaglia. Nonostante una mescola di vantaggio, la leadership della gara e del campionato passano nelle mani di Hamilton. L’olandese non ci sta, e in fondo al primo lungo rettilineo tenta il sorpasso: l’inglese allarga la traiettoria e taglia la chicane, deciso a mantenere la testa della corsa. La direzione gara prende la prima decisione: “no further action”. Il pilota Mercedes, libero dal vincolo di dover restituire la posizione, prende il largo in vetta.

Red Bull sembra più lenta, ma dimostra di essere pronta a tutto pur di vincere il mondiale con Verstappen. Al ventesimo giro, dopo il valzer dei pit stop, l’olandese deve recuperare 8,5 secondi al suo diretto rivale, che nel frattempo è arrivato sulla coda di Perez (che non ha ancora effettuato la sosta). Il messicano, su ordine della squadra, si difende con il coltello tra i denti sul rettilineo, poi rallenta in tutte le curve lentissime dell’ultimo settore. In un singolo giro, Verstappen recupera ben 7 secondi ritrovandosi appena al di fuori della zona DRS. La gara è del tutto riaperta.
Nei successivi 30 giri, però, Hamilton dimostra di essere il più veloce in pista. L’inglese si costruisce un gap di 12 secondi che sembra permettergli di gestire la corsa. A 5 giri dal termine, però, accade l’impensabile: in una battaglia del tutto irrilevante in termini di classifica con Mick Schumacher, Latifi finisce contro le barriere nell’ultimo settore, causando l’ingresso della Safety Car. La Mercedes, che sembrava in controllo di tutto, è di fronte ad una scelta impossibile: fare un ulteriore pit stop per avere una gomma fresca oppure no? La situazione della Red Bull, per quanto disperata, è molto più semplice. Verstappen deve semplicemente fare il contrario di quello che fa Hamilton per avere un’ultima chance.
Hamilton rimane in pista, deciso a non abbandonare la posizione che varrebbe il titolo mondiale. Di conseguenza, il team austriaco richiama ai box la vettura numero 33 per montare una gomma soft nuova. Con una mossa che verrà messa sotto la lente di ingrandimento negli anni successivi, Masi concede un ultimo giro ai due sfidanti (liberati anche dalla presenza dei doppiati). Un ultimo giro impossibile da dimenticare, a prescindere dalle polemiche. Max capisce la situazione: deve superare Lewis il prima possibile. L’attacco decisivo arriva in curva 5, prima dei due lunghi rettilinei, proprio dove nessuno se lo aspettava.

Quasi per magia, Verstappen e la Red Bull si ritrovano gara e mondiale in mano. Dall’altro lato, Hamilton e la Mercedes sono disperati. Tutto sembrava andare così bene fino a quel giro 53, destinato a rimanere indelebile in tutti i libri di storia della Formula 1.
Così, in modo tanto controverso e discusso quanto spettacolare, Max Verstappen diventava campione del mondo per la prima volta in carriera. Esattamente 4 anni fa, gli dei del motorsport emettevano il loro verdetto su uno scontro generazionale indimenticabile.

