Al suo quarto successo in carriera, Rowland afferma di aver colto l’occasione unica, complice la SC, che lo ha portato alla vittoria in Messico.
Il pilota di casa Nissan, Oliver Rowland, è protagonista di ottimi risultati ormai da circa 1 anno, a partire dalla stagione 10.
In Brasile Rowland era autore di una buona gara che lo aveva portato ad essere uno dei piloti in lizza per la vittoria, ma a causa di una penalità dovuta ad una infrazione tecnica, le speranze del pilota britannico sono completamente decadute.
In quel di Città del Messico, durante il secondo round stagionale dell’undicesima stagione di Formula E, Rowland ha conquistato il suo quarto successo in carriera in una gara considerata da molti piloti ed esperti del settore come una delle più belle degli ultimi tempi.
Fortuna e bravura sono stati gli elementi essenziali che hanno portato il pilota alla vittoria, spodestando il duo Porsche dalle prime due posizioni conquistate qualche tempo prima in qualifica e che hanno mantenuto in maniera del tutto magistrale e attenta per gran parte di E-Prix.
La Safety Car uscita nelle parti finali di gara ha contribuito al successo incontrastato di Rowland, che con l’attack-mode ha portato a casa sorpassi importanti e decisivi.
Sul rettilineo di arrivo, inizialmente ha compiuto il sorpasso ai danni del britannico Jake Dennis. Ha poi superato Pascal Wehrlein e infine il leader della gara, Antonio Felix da Costa, all’ingresso dello stadio.
“Oliver è stato abbastanza decisivo! Ho difeso duramente e non credo che ci fosse troppo spazio”, dice un Felix da Costa sorridente dopo aver conquistato la leadership del mondiale piloti . “Ma è sempre bello combattere duramente e in modo equo l’uno contro l’altro”.
“Non è stata solo fortuna…”
“Ho avuto un po’ di fortuna (con la safety car), ma ho anche perso quasi sei minuti in modalità attacco. Il contrario è stato il caso di San Paolo: sono stato molto sfortunato, ho avuto una brutta gara perché abbiamo avuto un problema tecnico. Tuttavia, penso che sarebbe stato difficile vincere senza la safety car perché stavo lottando con l’efficienza”, ammette Rowland.
“Se li avessi superati (senza il secondo periodo di safety car), probabilmente avrei usato troppa energia e fatto fatica a rimanere davanti. La mia strategia sarebbe stata probabilmente di raggiungere i due (piloti Porsche) e assicurarmi il podio. Ma quando ne ho avuto la possibilità, l’ho colta”.
“Ho sempre voluto stare qui, in questo stadio, con questi fantastici fan – sono semplicemente super felice. Qualcosa del genere accade solo una volta nella vita, forse due volte al massimo. Vincere in Formula E, e poi di fronte a questa folla, è qualcosa che ho sognato da quando ho iniziato a guidare in Formula E. Questo è emozionante”, ha detto il pilota Nissan poco dopo la fine dell’E-Prix del Messico.


