Lando Norris trionfa nel caotico GP d’Australia, precedendo Verstappen e Russell. Tanti ritiri a causa della piogia, disastro Ferrari con la strategia. Quinto Antonelli.
La pioggia caduta fino a pochi minuti prima dell’inizio del Gran Premio non ha determinato un rinvio della partenza, ma ha sicuramente contribuito a generare condizioni meteorologiche non ottimali per i piloti, con temperature dell’asfalto e dell’aria rispettivamente pari a 19°C e 15°C. Tutti i piloti in pista con gomma intermedia, a eccezione di Stroll con gomma full wet. Due i piloti a partire dalla pit lane: Oliver Bearman e Liam Lawson, quest’ultimo a seguito di una modifica dell’assetto della sua monoposto in regime di parc fermé.
Durante il giro di formazione, il rookie della Racing Bulls, Isack Hadjar, perde il controllo della propria monoposto e impatta contro le barriere di protezione in prossimità di curva 2. Pilota illeso, sebbene visibilmente provato, mentre la partenza viene annullata per permettere alle gru di ripristinare le condizioni di praticabilità del tracciato. Il nuovo giro di formazione viene pertanto posticipato di 15 minuti.

Allo spegnimento dei semafori è subito bagarre. Max Verstappen tenta un doppio attacco all’esterno delle due McLaren, ma Norris riesce a difendere con determinazione la leadership della gara e l’olandese deve accontentarsi della singola posizione guadagnata su Piastri. Poco più dietro Leclerc supera secco prima Albon, poi Tsunoda, lasciando la pratica Williams nelle mani di un Hamilton sfavorito nella fase di sorpasso dalla track position. Errore da rookie per Doohan, che perde il controllo della propria Alpine dopo aver, mentre in regime di safety car Sainz vede la sua gara concludersi prematuramente dopo un impatto contro le barriere in curva 16.

La vettura di sicurezza rimane in pista per 6 giri complessivi e Lance Stroll ne approfitta per rientrare ai box e tornare su gomma intermedia, la mescola più adeguata alle condizioni del circuito. Al rientro della safety car Verstappen riesce a tenere alle spalle Piastri e si porta subito all’attacco di Norris, sfruttando a proprio vantaggio un ritmo che, per alcuni giri, era oltre 3 decimi più veloce.
Il britannico reagisce abbassando i propri tempi e Verstappen, da predatore, diventa preda di un affamato Piastri, che riesce a superare la Red Bull numero 1 nel corso del giro 17 sfruttando un errore dell’olandese. Nonostante il ritmo serrato, i tre piloti continuano a condurre una gara impeccabile, accumulando un vantaggio di 22 secondi su Russell, quarto classificato, nell’arco di 18 tornate. Le due McLaren, in particolare, dimostrano un passo gara straordinario, risultando un secondo al giro più veloci di qualsiasi altro concorrente in pista: le due Papaya, in lotta tra loro e separate da pochi decimi, gestiscono un vantaggio di 16 secondi sul resto della griglia.
Piastri, in zona DRS, riesce a mettere sotto pressione il compagno di squadra, tentando di sferzare un attacco ai danni della monoposto numero 4. Interviene prontamente il muretto McLaren, che ordina ai propri piloti di congelare le posizioni. Il giovane australiano, forse innervosito dalla chiamata del team, commette subito dopo un piccolo errore e perde terreno, permettendo a Norris di aumentare il distacco: solo a questo punto, con il pericolo ormai scampato, la scuderia britannica concede nuovamente libertà di lotta ai suoi alfieri.
Nel corso del 34° giro Fernando Alonso perde il controllo della propria Aston Martin in curva 7, innescando la seconda safety car della gara. Gran parte della griglia ne approfitta per rientrare ai box e soddisfare l’obbligo delle due mescole, passando a una più adatta mescola slick data l’evoluzione della pista e il suo progressivo asciugamento. In molti scelgono gomma hard (le due McLaren, le due Ferrari, le due Mercedes e le due Alpine), mentre alcuni optano per una più morbida mescola media (le due Red Bull, le due Sauber, Albon e Tsunoda). Temporeggiano le due Haas, che prima rimangono su gomma intermedia in attesa della pioggia, poi rientrano per montare mescole medie.

La safety car rimane in pista 6 giri per consentire il ripristino della praticabilità del circuito. Al rientro della vettura di sicurezza Verstappen prova a cercare un varco per il sorpasso di Piastri, ma il padrone di casa non lascia spazi e quindi l’olandese deve nuovamente accomodarsi in terza posizione. Poco più dietro, invece, Tsunoda riesce a superare Leclerc grazie al vantaggio di mescola, portandosi nuovamente nella P5 che il giapponese aveva conquistato durante le qualifiche.
La pioggia, prevista dai radar delle scuderie, arriva puntuale al giro 45, stravolgendo i valori visti in pista. Nel giro di poche curve accade di tutto: Oscar Piastri, vittima di aquaplaning, perde il posteriore e finisce nell’erba, riuscendo però a ripartire in retromarcia e rientrare in fondo allo schieramento, mentre Lando Norris scivola fino alla settima posizione. Le due McLaren rientrano ai box per montare gomme intermedie, lasciando così la leadership a Verstappen, che però poco dopo effettua a sua volta il pit stop per passare alla mescola più adatta alle nuove condizioni della pista.

La pioggia gioca un tiro mancino anche a Lawson, che nel corso del 47° giro va a muro e innesca la terza safety car della gara. Poche curve più avanti tardi testacoda anche per Bortoleto, che assieme al neozelandese va ad aggiungersi alla lunga lista di ritirati del GP d’Australia. Le due Ferrari si ritrovano, incredibilmente, al comando della gara, seguiti da Tsunoda, ma con una gomma non idonea. I due alfieri della Rossa entreranno ai box solo nel corso del giro 48, con tre giri di ritardo rispetto al resto del gruppo: la strategia totalmente senza senso costa caro ai due ferraristi, che al rientro in pista si ritrovano al margine della zona punti.
Al rientro della safety car, Leclerc e Hamilton danno vita a un breve duello, che permette al monegasco di guadagnare una posizione sul compagno di squadra. Insieme, le due Ferrari riescono poi a superare Gasly, anche grazie a un errore del pilota francese, ma si trovano bloccate alle spalle di Hulkenberg, settimo. Nelle fasi finali della gara, Hamilton perde ulteriore terreno e viene superato da Piastri, autore di una piccola rimonta dopo l’errore del 45° giro.
Davanti, Norris e Verstappen cercano di riaccendere la lotta per la vittoria, complice un errore di Norris negli ultimi giri. Verstappen, sfruttando il DRS e tentando più volte l’attacco, non riesce però a trovare lo spunto decisivo per il sorpasso, dovendosi accontentare della seconda posizione davanti a Russell. Grande prova di forza per Antonelli: unico rookie a non ritirarsi, evita i guai e sfrutta una strategia perfetta dei box Mercedes per risalire fino alla quinta posizione, superando Albon in P4 nelle fasi finali del GP d’Australia. Il sorpasso è però irregolare e quindi all’italiano viene inflitta una penalità di 5 secondi, che lo relega comunque a un ottimo quinto posto al traguardo.
Di seguito la classifica finale al termine del Gran Premio d’Australia. Qui, invece, la classifica del Mondiale Piloti e del Mondiale Costruttori.


