F1 | Come la Ferrari ha deciso di puntare tutto su Lewis Hamilton

Hamilton incorona Santi: “È il mio ‘Italian Bono'”

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Hamilton racconta la nuova intesa con Carlo Santi in Ferrari: il rapporto con il suo ingegnere di pista ricorda quello costruito con Bono in Mercedes.
 

Lewis Hamilton sembra aver finalmente trovato a Maranello un importante punto di riferimento per dare una svolta alla sua esperienza in Ferrari. Dopo un primo anno complicato e avaro di soddisfazioni, il sette volte Campione del Mondo ha instaurato un rapporto particolarmente positivo con Carlo Santi, il nuovo ingegnere di pista che lo sta affiancando nella stagione 2026.

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Il cambio è arrivato proprio a ridosso del Mondiale, dopo una prima stagione di collaborazione con Riccardo Adami. Il rapporto tra i due, partendo da basi positive, non aveva però prodotto quella sintonia necessaria tra pilota e ingegnere, tanto da da spingere i vertici Ferrari a cambiare rotta in vista della nuova stagione.

La svolta a inizio 2026 ha in un certo senso dato nuova linfa al rapporto tra Hamilton e la Rossa di Maranello. Il britannico ha trovato in Santi un importante punto di riferimento all’interno del box, al punto da ribattezzarlo “The Italian Bono”; un soprannome che richiama direttamente Peter Bonnington, lo storico ingegnere di pista con cui Hamilton ha costruito uno dei sodalizi più vincenti nella storia della Formula 1 in Mercedes.

Lo stesso Hamilton ha spiegato quanto tempo possa essere necessario per costruire una vera intesa tra pilota e ingegnere, soprattutto quando si tratta di tradurre in indicazioni tecniche precise le sensazioni percepite al volante. Un processo che, nel caso di Bonnington, aveva invece funzionato quasi immediatamente e che oggi il britannico sembrerebbe aver ritrovato al fianco di Santi.

L’anno scorso, Adami e io avevamo un ottimo rapporto ed era una persona fantastica. In realtà abbiamo lavorato relativamente bene insieme. Credo che, per assecondare le esigenze di un pilota, serva tempo per imparare a interpretare i suoi feedback: capire come percepisce l’equilibrio della vettura in percorrenza di curva e tutti gli elementi che contribuiscono alle difficoltà che sta incontrando“.

Solitamente si cerca di descrivere il problema [con il proprio ingegnere] curva per curva, distinguendo tra ingresso, percorrenza e uscita. Ma a volte scomporlo in cinque sezioni, se vuoi. In ogni caso trovare subito la sintonia perfetta con il proprio ingegnere di pista non è mai scontato, a volte si procede a tentativi“.

Con Bono, invece, la scintilla è scattata subito. Lui aveva già una straordinaria intesa di lavoro con Michael [Schumacher], e oggi sento che Carlo è un po’ il mio ‘Bono italiano’. L’ho detto a Bono proprio l’altro giorno: Santi è un veterano della vecchia scuola, uno che ha una lunghissima esperienza alle spalle ed è sempre estremamente calmo. Lo si nota chiaramente dai team radio, ma la vera differenza è la profondità di dettaglio con cui riusciamo ad analizzare insieme ogni aspetto ingegneristico“.

hamilton Bono

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