L’epilogo del GP di Cina è la chiusura di un Marzo totalmente da dimenticare in casa Ferrari. Le prestazioni faticano a decollare e un alone di mistero aleggia in quel di Maranello. Chi è a rimetterci? Ovviamente i tifosi.
Dopo la conclusione del 2024, le attese per il nuovo anno erano alle stelle. Nuovo pilota, nuova concezione di monoposto, ambizioni mondiali…cosa poteva andare storto?
Per quanto siano passate solo due gare e si ha davanti tutta una stagione, una cosa possiamo dirla: il copione è sempre lo stesso da 17 anni a questa parte. Le speranze tanto riposte a inizio stagione vengono prontamente disattese, quasi come se Ferrari abbia perso quel mordente che sempre la ha caratterizzata.
Quando arriva il momento di prendersi sulle spalle le pressioni di essere un team da mondiale, in Ferrari si inizia a compiere una serie di disattenzioni che inevitabilmente vanno ad inficiare il percorso e le ambizioni della squadra.
È capitato a Melbourne con la strategia, e lo stesso è stato oggi con gli assetti delle monoposto.

Ciò che più fa preoccupare, è che Ferrari abbia oltrepassato i limiti del regolamento, senza comunque trovare una performance tale da giocarsela per i posti che contano.
Inoltre, la strategia comunicativa adottata dai vertici (tra cui Vasseur stesso) risulta ad oggi essere tutt’altro che perfetta. A giustifica delle prestazioni della vettura, ogni volta sono state presentate delle attenuanti dovute a delle “problematiche” come se anche queste non fossero dovute a errori della Ferrari stessa.
In tutto ciò, quando si pongono quesiti riguardanti la bontà della monoposto, si tende sempre a rimanere sul vago, quasi come se non si volesse esporre una dura verità che inizia ad emergere nel box e nel paddock.

La doppia squalifica di oggi è un evento unico (in negativo) nella storia del cavallino. Una macchia indelebile che intercorre proprio in occasione del gran premio numero 1100 della rossa.
I tifosi oramai sono sfiduciati, ripetere per 17 volte di fila “sarà per l’anno prossimo” è un esercizio che ad ora risulta essere più duro che mai, nonostante l’amore incondizionato che ha sempre contraddistinto la piazza. Negli ultimi anni si è assistito a stagioni fallimentari, come il biennio 2020/2021 o a disfatte come nelle stagioni 2022 e 2023; ma nonostante ciò, il supporto non si è mai fatto mancare. Ecco perchè dopo un mondiale di ripresa quale lo scorso, la batosta di questo inizio 2025 risulta essere ancor più dura.

Dopo solo due gare, i punti di distacco dalla vetta sono già 71, uno scenario drammaticamente impronosticabile. Con oggi si è raschiato il fondo del barile. C’è bisogno di una reazione immediata. Per rispetto verso stemma , ma soprattutto, verso i tifosi.
ambizioso, perfezionista e in cerca di migliorarsi costantemente.

