Dopo il podio a Jeddah, Leclerc scommette su Barcellona e ripone grandi speranze nel nuovo alettone e nella direttiva FIA sulla flessibilità...

GP dell’Arabia Saudita – 3 lezioni che abbiamo imparato

Nella serata della domenica pasquale, con un ricco pranzo sullo stomaco, abbiamo assistito alla quinta edizione del GP dell’Arabia Saudita. Cosa possiamo affermare di aver appreso dopo questo GP?

Cari lettori, eccoci ritrovati con il consueto appuntamento post-Gran Premio. Dopo aver smaltito a pieno i vari pranzi di Pasqua e Pasquetta si può tornare a parlare di Formula 1. Il nostro “viaggio educativo” prosegue oggi analizzando brevemente tre spunti regalatici dal GP dell’Arabia Saudita, corso, per l’appunto, durante il giorno di Pasqua.

1 – Finalmente Charles Leclerc

In un inizio stagione decisamente rocambolesco e certamente non all’altezza delle (ovviamente fuori da ogni schema a causa di una classe giornalistica sempre più alla mercè del sensazionalismo) altissime aspettative, al tramonto del quinto round della stagione corrente Ferrari può finalmente vantare un podio. Si tratta, naturalmente, del podio conquistato da un fenomenale Charles Leclerc nella penisola arabica.

Charles Leclerc a bordo della SF-25 durante il GP dell'Arabia Saudita
Charles Leclerc a bordo della SF-25 durante il GP dell’Arabia Saudita

Una gara segnata da una perfetta gestione degli pneumatici da parte del monegasco – soprattutto nel caso del primo stint, corso perfettamente su gomma media ed allungato a puntino – ha permesso a Leclerc di conquistare il primo podio della Rossa dall’inizio della nuova stagione. C’è tuttavia poco da esultare: Ferrari non vedeva un inizio cosi a secco di podi da quando si correva con trattori rossi e poco più.

Se al tramonto di questo fine settimana c’è qualcuno da ringraziare, allora si tratta sicuramente del monegasco. Il suo weekend è stato perfettamente riassunto in questo modo dalla testata tedesca Auto Motor und Sport. “Leclerc: 10/10. Migliore della sua Ferrari”. L’altro lato del box, infatti, non se la passa altrettanto bene. Ma questo è un tema da rimandare almeno alla prima pausa estiva.

2 – Risorge anche Williams

Oltre al pilota Ferrari, anche Williams è riuscita a portare a casa un risultato importante a Jeddah. Grazie ai complessivi 6 punti conquistati dall’ottava posizione di Sainz e dalla nona di Alex Albon, la scuderia guidata dal britannico Vowles è riuscita ad arrivare a 25 punti totali dall’inizio della stagione. Questi rappresentano il miglior inizio di stagione da parte della scuderia di Grove dal 2016, anno nel quale ne furono conquistati addirittura 65.

Carlos Sainz Williams FP1 GP Australia 2025

Nelle prime cinque gare del 2016 il duo brasiliano-finlandese, come si direbbe oggi “a dir poco esotico”, composto da un Felipe Massa nelle fasi finali della propria carriera e da un Valtteri Bottas invece agli albori della stessa riuscirono a conquistare un fenomenale 4º e 5º posto in Russia che valse praticamente un terzo dei punti conquistati.

È comunque chiaro come il lavoro svolto dalla compagine di James Vowles stia lentamente prendendo la direzione sperata. Dopo il prematuro licenziamento di Sargeant le critiche non esitavano a fioccare ma due scelte lungimiranti in fila (ingaggiare Colapinto prima e Sainz poi) si stanno rivelando essere azzeccate. Tenete un occhio sulla signora in blu.

3 – La rivincita di Mark Webber

Il sottotitolo è chiaramente provocatorio ma ha, come alla base di ogni leggenda, un fondo di verità. Nessuno si sarebbe immaginato questa situazione tre anni fa, quando Alpine annunciava Oscar Piastri ad insaputa del protagonista. Nessuno si sarebbe immaginato Oscar Piastri leader del mondiale. Figuriamoci su una McLaren. E invece, quel giovane ragazzo, oggi, sotto l’ala protettrice di Mark Webber, è riuscito a conquistare la terza vittoria del 2025; è stato l’unico nell’arco di quest’anno a conquistarne più d’una.

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Sarà perché Verstappen (a tratti) e Leclerc non hanno una macchina all’altezza di una battaglia per il mondiale o sarà perché Norris sta vivendo un periodo psicologicamente complicato, Oscar Piastri è primo nel mondiale. O forse, semplicemente, sarà che al momento Piastri ha un compito: salvare il Motorsport regalandosi un mondiale che coronerebbe la propria carriera e darebbe una bella rivincita a Mark Webber.

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