A Miami è di nuovo polemica sul metro di giudizio adottato dai commissari della Fia. Andiamo ad analizzare i casi più scottanti del weekend.
Proprio come due settimane fa, in Arabia Saudita, è stata posta una grande lente d’ingrandimento sui duelli verificatisi rispettivamente all’inizio della gara e all’inizio della Sprint Race del sabato. Piloti e addetti ai lavori faticano a capire cosa è concesso fare in pista e cosa è vietato. La Fia è nuovamente in mezzo alla bufera.
Ecco i casi su cui ci soffermeremo oggi:
Duello Norris-Verstappen
Già dal sabato sera, guardando la griglia di partenza e in particolar modo la prima fila avremmo potuto pronosticare che il giorno dopo, allo spegnersi dei semafori, sarebbe accaduto qualcosa. E così è stato. Allo stacco frizione non accade nulla in particolare: Verstappen parte bene e chiude leggermente Norris all’interno. Arrivati in curva uno la situazione sembra essere ben definita e consolidata, con le posizioni che rimangono invariate rispetto alla partenza dai blocchi. Tuttavia proprio all’ingresso della curva, Verstappen blocca e va lungo, probabilmente per la bassa temperatura delle coperture e dei freni.
Norris prova ad approfittarne, affiancandosi in uscita, per poi venire accompagnato fuori in curva due dall’olandese. Come se non bastasse, Lando rientra in pista dovendo cedere ben quattro posizioni, chiudendo il primo giro intesta piazza.
Duello Antonelli-Piastri
Qui il giallo si consuma già dai primi metri della Sprint Race. A differenza del caso precedente, allo spegnersi dei semafori Piastri (partito dal lato interno della pista) ha uno trazione leggermente migliore rispetto alla Mercedes di Antonelli. L’australiano riesce ad affiancare il rivale, che però stacca profondo e al punto di corda transita davanti alla McLaren. Nonostante ciò, Antonelli viene accompagnato fuori pista da Piastri , perdendo tre posizioni.
Da questi eventi, cosa possiamo desumere?

Come ben sappiamo, da quest’anno sono entrate in vigore nuove regole che cambiano totalmente la concezione del duello ruota a ruota in pista. La FIA ha stabilito che se si vuole provare a portare un attacco all’esterno bisogna prima essere sicuri di affiancare totalmente l’avversario una volta arrivati alla corda della curva. Nonostante ciò pochi sono i casi in cui questa nuova regola viene realmente applicata. Come ci hanno dimostrato a Miami , quindi, se proprio si vuole insidiare un avversario dall’esterno, è bene che si abbia addirittura la propria vettura sensibilmente avanti (e non solo qualche centimetro) a quella dell’avversario, per potersi garantire qualsiasi tipo di tutela.
Questa nuova normativa della FIA, tuttavia, più che esemplicativa è sembrata essere tutto il contrario. I duelli adesso sono molto più difficili da interpretare, rispetto a quando bastava lasciarsi reciprocamente spazio indipendentemente dalla posizione in pista. Le polemiche alzate dai team, purtroppo, sembrano dunque destinate a non placarsi, a meno che non si decida di compiere un passo indietro.
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