Il Gran Premio di Spagna 2025 si preannuncia come una “partita a scacchi” tutta da giocare sul piano della strategia. Le qualifiche hanno lasciato poco spazio all’immaginazione, con la McLaren che ha conquistato la prima fila completa. Oggi la vera sfida però sarà tenere le gomme in vita…
Il meteo
Le condizioni meteo sono destinate a giocare un ruolo chiave. La temperatura dell’asfalto toccherà i 48°C, un valore che metterà a dura prova le gomme, soprattutto quelle posteriori. Ma non è solo il caldo a tenere sulle spine ingegneri e piloti perché pare che anche il vento sarà protagonista, con raffiche da sud fino a 40 km/h che soffieranno proprio nei tratti più veloci del circuito. Questo renderà il posteriore delle vetture instabile e comprometterà la trazione in uscita curva.
Dalle gare passate possiamo dire con fermezza che il vincitore non si decide in partenza. Su 34 edizioni recenti, solo 24 vittorie sono arrivate da chi partiva in pole. Con l’elevata usura degli pneumatici e l’importanza dell’undercut, chi gestirà meglio le soste e il degrado gomme potrà fare la differenza.

Le strategie principali
Pirelli indica la doppia sosta come l’approccio più efficace, con lo schema soft > medium > soft in cima alla lista. Le finestre ideali per i pit-stop vanno tra il giro 13 e 19 per il primo cambio, e tra il 42 e il 48 per il secondo. Tuttavia, se la mescola morbida dovesse degradarsi più rapidamente del previsto, alcuni team potrebbero virare su una strategia alternativa con una seconda parte di gara su hard: meno prestazionale ma più durevole.
Un’opzione speciale per Leclerc
Charles Leclerc, unico tra i primi dieci a disporre di due set di gomme medie, potrebbe tentare una strategia differente. Partendo dalla settima posizione, potrebbe anticipare la prima sosta per attaccare con un undercut aggressivo e poi contare su un secondo stint più lungo prima del finale. La sua alternativa? medium > medium > soft, con finestre di pit-stop tra i giri 12-18 e 36-42.

Chi parte dal fondo deve osare
Per i piloti fuori dalla top 10, come Tsunoda o Sainz, tentare qualcosa di diverso è quasi obbligatorio. Una strategia medium > hard > soft, con una parte centrale molto lunga e un finale sprint, potrebbe portare guadagni a sorpresa. Non è l’ideale sulla carta, ma se la gara dovesse riservare colpi di scena, potrebbe rivelarsi una mossa geniale.

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