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WRC | Rally del Cile 2025 in crisi: Tappa del Mondiale a rischio

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A pochi mesi dalla data fissata per lo svolgimento del Rally del Cile, una nuova bufera burocratica rischia di far saltare uno degli appuntamenti più attesi del calendario del Campionato del Mondo Rally (WRC). Secondo quanto riportato dall’emittente cilena Radio Bio-Bio, l’autorità regionale di controllo del Biobío ha sospeso il contratto tra l’agenzia turistica Sernatur e la società organizzatrice Horta Producciones, sollevando una serie di questioni legali e procedurali che ora mettono in seria discussione l’evento previsto per settembre.

Un contratto annullato e fondi già versati

Alla base del caos vi è una decisione dell’organismo di revisione regionale che ha dichiarato non valido l’accordo diretto firmato tra Sernatur (l’ente pubblico cileno per il turismo) e Horta Producciones, società guidata da Felipe Horta e incaricata della gestione del rally. Il contratto, dal valore di circa 8,5 miliardi di pesos cileni (pari a circa 7,7 milioni di euro), prevedeva anche il versamento anticipato di una parte dei fondi alla FIA per garantire l’inserimento del Rally del Cile nel calendario WRC 2025 e 2026.

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Il nodo centrale della questione riguarda l’assenza di una gara pubblica per l’assegnazione dell’organizzazione dell’evento. Secondo la sentenza, la stipula diretta del contratto con Horta Producciones sarebbe avvenuta senza rispettare i principi di trasparenza e concorrenza. Inoltre, si evidenzia una mancanza di chiarezza nelle modalità e nei tempi di pagamento, nonché il fatto che il governo del Biobío avrebbe anticipato i fondi a Sernatur senza attendere l’approvazione formale del contratto.

Le parole del governatore: “Una figuraccia internazionale”

A sottolineare la gravità della situazione è stato lo stesso governatore regionale del Biobío, Sergio Giacaman, che in un’intervista a Radio San Cristóbal ha dichiarato: “Sarebbe una vera disgrazia per il motorsport nella nostra regione e ci farebbe fare una pessima figura a livello internazionale”.

Giacaman ha puntato il dito contro i ritardi dell’agenzia Sernatur, accusata di non aver agito con la necessaria tempestività per evitare che il contratto venisse rigettato. Secondo il governatore, l’accordo avrebbe dovuto essere presentato con largo anticipo all’autorità di revisione per poter intervenire su eventuali criticità.

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“La Contraloría ha sollevato osservazioni importanti e ha richiesto modifiche. Ora stiamo lavorando per rivedere l’accordo e ripresentarlo in forma corretta. Si tratta di problemi che possono essere risolti”, ha affermato Giacaman con tono cauto ma speranzoso.

Quali scenari per il futuro del Rally del Cile?

La situazione è delicata: con il contratto sospeso, la tappa cilena del Mondiale Rally potrebbe saltare. Ricordiamo che il Cile è entrato nel calendario WRC per la prima volta nel 2019, ma ha già vissuto un’interruzione tra il 2020 e il 2022 per ragioni legate alla pandemia e ad altre difficoltà logistiche.

Le edizioni 2023 e 2024 avevano fatto ben sperare, riportando grande entusiasmo tra tifosi e piloti per una gara spettacolare che si snoda tra le foreste e le strade sterrate della regione del Biobío. Tuttavia, gli ostacoli burocratici sembrano diventati il vero tallone d’Achille dell’evento sudamericano.

In assenza di una soluzione rapida, l’annullamento dell’edizione 2025 comporterebbe non solo una grave perdita di immagine per il motorsport cileno, ma anche un impatto economico su tutto l’indotto turistico e commerciale della regione.

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Tentativi di salvataggio in corso

Nonostante lo stop imposto al contratto, le autorità locali non intendono arrendersi. Il governatore Giacaman ha assicurato che sia il governo regionale sia Sernatur stanno lavorando a pieno ritmo per modificare e ripresentare il contratto, cercando di rispettare le procedure richieste dalla Contraloría. L’obiettivo è far rientrare l’accordo in tempi utili per garantire lo svolgimento del rally a settembre.

Al momento, però, regna l’incertezza: né la FIA né il promoter ufficiale del WRC hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito. E mentre i fan attendono aggiornamenti ufficiali, il rischio concreto è che la tappa cilena venga cancellata o sostituita all’ultimo minuto con un altro evento.

Il Rally del Cile, che avrebbe dovuto essere una festa del motorsport, rischia di diventare un simbolo di inefficienza amministrativa e occasioni perse. In un calendario sempre più competitivo e globale, non c’è più spazio per incertezze.

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