Conclusa l’ultima gara di campionato a Nashville, oggi andiamo a vedere i protagonisti dei top e dei flop di questa corsa che ha saputo dare emozioni e colpi di scena. Con questa gara si chiudono i giochi per la stagione 2025 ma ci sono ancora molti punti di domanda da chiarire per il futuro.
Ormai i giochi sono conclusi e, per le monoposto Dallara IR-18, è giunto il momento di un lungo letargo che si concluderà a marzo con il primo appuntamento a St. Petersburg. Con la tappa di Nashville si conclude una stagione quasi monotona, ma non priva di sorprese e momenti che hanno fatto emozionare i tifosi e il pubblico.
A Nashville non sono mancate le emozioni e i colpi di scena e si può dire che il superspeedway ha mantenuto ancora il suo “fattore sorpresa” anche quest’anno; infatti, anche l’edizione dello scorso anno ha dato prova di ciò. Oggi andremo assieme a vedere chi sono stati i protagonisti di questo weekend di gara, chi è entrato nella lista dei top e chi invece, purtroppo, è entrato nella lista dei flop.
TOP 3
1) JOSEF NEWGARDEN
Dopo un anno passato tra la parte più bassa della classifica e le diverse problematiche e sfortune che lo hanno colpito, a Nashville, Josef Newgarden ha strameritato di vincere, anche se era l’ultima gara di campionato. L’ha tanto voluta, l’ha tanto cercata e finalmente anche la vittoria è arrivata per lui. Una grandissima prestazione per il numero 2 Penske che, nel tracciato ovale, sua specialità, ribalta completamente i pronostici e sbalordisce tutti quando oramai nessuno riusciva a credere in lui e nelle sue potenzialità.
È una vittoria che sa di riscatto per il team del Capitano, che galvanizza il suo momento di grazia dopo quasi una stagione passata tra le ombre degli scandali e le numerose sfortune che hanno colpito il team ma anche i piloti. Che occasioni perse a St. Louis, ma oggi possiamo dire: Newgarden è tornato, gente!
Vittoria sbalorditiva.

2) ALEX PALOU
Quello che c’è da dire sullo spagnolo è oramai la solita minestra riscaldata. Sappiamo benissimo quanto lo spagnolo sia talentuoso e quanta fortuna sfacciata ha nelle sue tasche: infatti durante la corsa ha subito il cedimento di uno pneumatico proprio sulla prossimità dell’ingresso della pit lane, cosa che lo ha platealmente avvantaggiato, infatti egli non ha avuto problemi a rientrare ai box, cambiare le gomme e ripartire. Oltre a ciò nonostante le numerose caution ha saputo mantenere la sua posizione e più di una volta ha provato ad insidiare chi invece occupava i primi posti.
Da sottolineare il bellissimo duello con Pato O’Ward nei primi giri della corsa, del quale hanno percorso il tracciato di Nashville assieme, fianco a fianco per quasi dieci giri, con il risultato che, il messicano ha rispedito al mittente l’attacco dello spagnolo. Seconda piazza che sa di costanza, talento e determinazione e, oltre a ciò si è portato a casa non uno ma due trofei: quello del secondo posto a Nashville e il titolo mondiale, quindi possiamo dire: ha fatto jackpot!
Grande talento, grande costanza e grande fortuna.

3) SCOTT MCLAUGHLIN
Una grande prestazione quella del neozelandese che, nell’ultima parte della corsa ha saputo dare emozioni e un fantastico duello contro Kyffin Simpson, il quale sono rimasti affiancati l’uno con l’altro quasi fino alla fine della corsa; terzo posto che solidifica la sua grande performance che, a Nashville è riuscito a capitalizzare in pieno sia durante le qualifiche ma anche durante la gara. Una doppietta Penske che sa moltissimo di rivalsa e di voglia di lottare come una volta, adesso il Capitano spera che l’incubo possa essere solamente un brutto ricordo, doppietta che onora la scomparsa del loro primo dipendente del team, Karl Kainhofer recentemente scomparso, del quale il neozelandese ha voluto omaggiarlo con un adesivo appostato sulla presa d’aria sopra al sedile.
Terzo posto che sa di rivalsa.

MENZIONE D’ONORE: KYFFIN SIMPSON
Per il numero 8 di Ganassi, questo quarto posto a Nashville sa ancora di consacrazione, dopo i numerosi sforzi e le diverse batoste che il caymaniano ha subito dopo il GP di Toronto, dove ha ottenuto il suo primo podio in carriera nella IndyCar.
E’ un quarto posto molto inaspettato perché egli non si era mai dimostrato competitivo nei tracciati ovali ma, a Nashville ha voluto zittire le voci con questo piazzamento, che per pochissimo non è diventato un podio, basti a guardare l’avvincente duello contro McLaughlin nell’ultima parte della corsa, dove entrambi i contendenti hanno tenuto con il fiato sospeso il pubblico che era lì ma anche chi ha visto la gara davanti alla TV, con il risultato di una grande ovazione da parte dei fan ma, anche un dato di fatto che il superspeedway sa dare moltissime emozioni rispetto ad un tracciato cittadino o permanente.
Quarto posto che sa di progressi.

FLOP 3
1) DAVID MALUKAS/ LOUIS FOSTER
Purtroppo per Malukas, l’incubo di Milwaukee si è ripresentato ancora: seconda posizione archiviata molto bene nelle qualifiche e poi, con l’inizio della gara e le numerose caution, l’americano-lituano ha perso completamente il passo gara necessario per restare nella zona alta della griglia, ma anche solamente nei primi 10; poi, complice anche una partenza non brillantissima, e a chiudere i giochi ci pensa lui e Louis Foster, il quale, durante un sorpasso di doppiaggio, ha pensato bene di chiudergli la strada (lo può fare, è da regolamento che le bandiere blu in IndyCar non obbligano il pilota doppiato a lasciar passare quello dietro).
Solo che il numero 4 di A.J. Foyt, un po’ sorpreso o infastidito dalla manovra, ha voluto improvvisare un altro sorpasso chiudendo la strada all’inglese campione del mondo Indy NXT, con il risultato di un brutto incidente che lo ha costretto ad andare in ospedale con l’elicottero. Per nostra fortuna non ha riportato nulla di grave ma va sottolineato che sia la sua manovra che anche quella di Foster sono state avventate e pericolosissime, specialmente in un tracciato ovale dove anche un minimo errore può costarti caro.
Ne è valsa la pena?


2) CHRISTIAN RASMUSSEN
Fino a una settimana fa era stato portato in trionfo come un eroe dopo la grandissima prestazione a Milwaukee; qui a Nashville, invece, le cose non sono andate per niente bene: alla partenza egli era in mezzo al traffico e nella zona alta del tracciato, poi, complice un piccolo contatto con Ferrucci e un tentativo azzardato di un sorpasso all’esterno, non si è concretizzato; anzi, il danese l’ha completamente persa da solo, finendo a muro e provocando la prima caution della corsa.
Un gran vero peccato, ma questo dimostra quanto possa essere bello e allo stesso tempo crudele il motorsport; questo però non deve cancellare i grandi progressi che ha fatto durante la permanenza in Ed Carpenter Racing e, come tutti, deve continuare a migliorarsi.
Dalle stelle alle stalle.

3) CHRISTIAN LUNDGAARD
Purtroppo non è stato un weekend di gara da incorniciare per il mondo McLaren: a Zandvoort in F1 Norris si ritira, qui in IndyCar il danese è stato costretto al ritiro per problemi al motore nonostante la brillante terza posizione in qualifica, poi ci si è messa di mezzo la sfortuna con O’Ward, che ha subito una gomma forata che lo ha portato a muro.
Per il numero 7 papaya, Nashville si è rivelata un forte incubo per lui, che pensava di aver sconfitto il difetto di non essere competitivo nei tracciati ovali; cosa che invece, in gara, non è stato in grado di mantenere la sua posizione di partenza, faticando non poco in questa corsa. Poi, la rogna al motore è stata la ciliegina sulla torta amarissima, fatta di mera sfortuna.
Un altro gran peccato per il danese che, in questa stagione in Arrow McLaren, è stato fenomenale con una prima stagione con i colori papaya degna di nota, soprattutto nella prima parte di campionato, dove si è portato il peso del team e ha avuto l’occasione di lottare per il campionato contro Palou.
Sfortuna nera a Nashville.

MENZIONE DISONOREVOLE: ROBERT SHWARTZMAN
Non ci sono parole da scrivere su cosa ha combinato il pilota russo-israeliano che, con Prema, stava conducendo una gara meravigliosa che, se l’avesse conclusa regolarmente, oggi si parlerebbe di lui come rookie dell’anno 2025. Ma non è andata così; lo avrei giustificato se avesse avuto un problema con la vettura o se fosse rimasto vittima di un incidente, ma le cose sono completamente andate diversamente.
A poche tornate dalla fine, il pilota Prema blocca la strada a Ferrucci che lo doveva doppiare; risultato? Penalità per drive-through e addio al trofeo rookie dell’anno… Comprendo che il numero 14 di A.J. Foyt non possa piacere a tutti, ma bloccargli la strada platealmente, gettando al vento la possibilità di vittoria contro Louis Foster per il trofeo, è qualcosa di indescrivibile.
Shwartzman poteva e doveva vincere quel trofeo sia per soddisfazione personale, sia per una questione di prestigio per Prema, il cui futuro in IndyCar è completamente appeso a un filo. Doveva agire diversamente, ma non è stato così. Una grossa occasione sprecata che potrebbe avere conseguenze anche peggiori di questa; si spera che sia lui che Prema possano continuare questo cammino in IndyCar anche dopo questa pessima figura.
Occasione buttata al vento.

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