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Alpine A424, primo sigillo al Fuji: Lapierre si toglie un peso di dosso.

Alpine ce l’ha fatta! Al Fuji arriva la prima vittoria assoluta dell’A424 nel Wec; la prima dal 2023 per Alpine. La #35 di Milesi-Chatin-Habsburg ha tagliato per prima il traguardo dopo una gara tiratissima, decisa da una mossa strategica ai box.

Dalle attese alle difficoltà

Quando Alpine ha annunciato il ritorno tra le Hypercar, le aspettative erano altissime. Telaio Oreca, motore Mecachrome, sistema ibrido standard: sulla carta c’erano tutte le carte per stare davanti.

Peccato che fino al Fuji sia stato tutto un “quasi”: buone qualifiche, stint promettenti, ma mai concretizzati. Penalità, problemi tecnici, episodi sfortunati.

Lapierre lo riassume così: “Ogni volta c’era qualcosa che ci fermava”.

Fuji, una gara dai mille volti

La 6 Ore del Fuji è stata una roulette. Safety car, Full Course Yellow, incidenti: le strategie si sono mescolate più volte.

All’inizio, la Peugeot #93 con Jensen sembrava avere la meglio, ma Alpine non ha mollato la presa e attraverso il ritmo imposto e la strategia è riuscita a venirne a capo.

La chiave? L’ultimo pit-stop. Due gomme nuove solo sul lato sinistro, usate a destra. Una scelta rischiosa, ma che ha permesso a Charles Milesi di rientrare in pista davanti.

La Peugeot ci ha provato in tutti i modi a rimontare, ma Jensen ha dovuto guardarsi le spalle dalla Porsche #6 di Vanthoor, e Alpine ha potuto allungare quel tanto che basta. 

Al traguardo +7 secondi sulla Peugeot e prima dolcissima vittoria per il team guidato da Lapierre.

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Le voci dei protagonisti

Nicolas Lapierre, ex pilota e oggi figura chiave nel programma endurance del marchio francese, ha sottolineato, a Sportscar365, l’importanza di questo risultato affermando “C’era pressione, volevamo capitalizzare il potenziale che abbiamo dimostrato, ma qualcosa ci ha sempre fermato. Arrivare qui e portare a casa una vittoria è fondamentale per la credibilità del progetto.

Ha anche elogiato la lucidità strategica del team, ammettendo che l’opzione sulle due gomme era già prevista.

Ma ha assunto un valore cruciale nel momento in cui si sono ritrovati a dover gestire il ritorno della Peugeot.

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Habsburg: una rinascita dopo l’infortunio

Ferdinand Habsburg, uno dei piloti della vettura #35, ha avuto un percorso difficile: l’anno scorso, infatti, aveva affrontato gravi problemi dopo un incidente in test che gli costò l’opportunità di gareggiare per alcune tappe.  

Anche in gara ha dovuto fare i conti, con la “sfortuna”, con 5 secondi di penalità per un contatto con la Toyota di Buemi.

Il pilota francese si è soffermato, inoltre, sulle difficoltà che insieme ai suoi compagni ha dovuto sopportare per poter arrivare a questo successo.

Un dettaglio curioso infatti è che l’equipaggio #35 ha dovuto adattarsi anche a un sedile unico per piloti fisicamente molto diversi.

Inoltre secondo Habsburg è tutto dovuto alla scommessa, che Philippe Sinault, ha fatto su di loro. Descrivendo la vittoria a sportscar365 “qualcosa di unico” e che “non c’è niente di più bello che vincere una gara con due amici del paddock.”

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Impatti e prospettive per Alpine

La vittoria di Fuji, oltre a essere storica, arriva nel momento ideale per Alpine: è un punto di svolta che libera tensioni accumulate e rimette il progetto A424 in carreggiata. Ora l’obiettivo è trasformare questo momento in una traiettoria positiva, con regolarità, scelte strategiche solide e la voglia di far crescere il team.

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