Bearman Tsunoda Austin 1

F1 | Scontro Bearman – Tsunoda: l’inglese torna sull’accaduto

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La mancata penalità lascia Bearman ed Haas perplessi, ma è già arrivata ora di voltare pagina.

Dopo aver conquistato un ottimo nono posto ad Austin, valevole il secondo piazzamento a punti consecutivo con la sua Haas, Oliver Bearman si è detto comunque molto contrariato nei confronti di Yuki Tsunoda, colpevole di averlo forzato ad uscire di pista e a girarsi mentre i due cercavano di battersi per il settimo posto in classifica.

Si, bello tutto, ma ciò è accaduto una settimana fa, come mai ne stiamo ancora parlando oggi?

Beh, i motivi sono due: a voler tornare sull’argomento nella giornata di ieri è stato proprio Bearman, non solo perché è un tema da approfondire con la direzione gara, ma anche perché (e qui arriviamo al secondo punto) il giapponese della Red Bull non è stato in alcun modo penalizzato, nonostante l’evidente colpa.

La mancata penalità lascia Bearman ed Haas perplessi, ma è già arrivata ora di voltare pagina.

“Ciò che ha fatto è stato piuttosto pericoloso, contrario allo spirito con cui dovremmo gareggiare e all’immagine che dovremmo trasmettere ai ragazzi che crescono nel karting” sono state le parole di Bearman subito dopo essere sceso dalla macchina.

A distanza di 5 giorni , tuttavia, il copione non sembra essere cambiato molto, anzi. Andiamolo a sentire:

“Sì, la penso ancora così” ha esordito l’inglese.

La mancata penalità lascia Bearman ed Haas perplessi, ma è già arrivata ora di voltare pagina.

“Certo, quando ho finito la gara non ero contento, c’era adrenalina e cose del genere, ma quella curva è una di quelle in cui puoi fare questo tipo di manovre pericolose senza che siano così evidenti, data la natura della curva.”

“Molte persone non vedono ciò che ho visto io e ciò che abbiamo visto noi.” ha poi continuato.

“Probabilmente farò presente questa cosa durante il briefing con i piloti”  ha poi anticipato Bearman.

“In questa curva, dove la pista gira a sinistra, si può semplicemente dire: ‘Bene, prendo il punto di corda’, ma se si osserva la traiettoria ideale di gara, non è quella fatta da Yuki. 

La mancata penalità lascia Bearman ed Haas perplessi, ma è già arrivata ora di voltare pagina.

“La cosa fondamentale è che sono stato reattivo, e questo è l’aspetto principale, direi, senza contare il fatto che lì Yuki ha frenato molto presto rispetto al normale. Tutta questa somma di fattori hanno reso la manovra molto pericolosa.” Ha poi concluso.

Sapendo la pasta di entrambi i piloti, siamo sicuri che i conti verranno regolati in pista, in un ipotetico scontro futuro.

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