Griglia F1 2026

F1 | Modifica alla procedura di partenza: i team votano, Ferrari la più colpita

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F1 | La Formula 1 è pronta a bloccare sul nascere uno degli aspetti che più di tutti stava preoccupando i team, sia per la sicurezza sia per il potenziale vantaggio micidiale che la Ferrari avrebbe potuto ottenere allo start.

La Formula 1 sembra pronta a intervenire per bloccare un altro degli aspetti più pericolosi delle partenze di quest’anno, dopo gli avvertimenti dei vari team durante i test.

Nel corso delle recenti discussioni sulla sicurezza delle partenze con le vetture 2026, l’attenzione iniziale si era concentrata sulle procedure di cronometraggio e sulle possibili difficoltà per i piloti nel far girare i turbo prima dell’avvio della sequenza dei semafori.

La FIA è intervenuta concedendo cinque secondi aggiuntivi ai piloti in griglia per facilitare la preparazione, con diverse simulazioni di partenza completate con successo durante i test di questa settimana in Bahrain.

Tuttavia, un altro elemento era emerso come fonte di preoccupazione: ai piloti sarebbe stato consentito utilizzare la modalità aerodinamica attiva in uscita dalla griglia.

Poiché le griglie di partenza si trovano solitamente al centro delle zone di attivazione della modalità rettilinea, le regole consentivano ai piloti di tenere le ali in modalità a bassa resistenza per la partenza della gara.

In teoria, ciò garantirebbe un aumento della velocità massima poiché ridurrebbe al minimo la resistenza nella corsa verso la prima curva, mentre i piloti si contendono la posizione.

Griglia F1, 2026 Ferrari

F1 | Dubbi e perplessità restano

Nonostante il divieto imminente e una procedura di partenza rivista, la Formula 1 continua a intervenire su un tema che, più che legato alla sicurezza, sembra ormai toccare equilibri competitivi molto delicati. I primi secondi di un Gran Premio restano complessi, ma è difficile ignorare come le discussioni si siano intensificate proprio quando alcune power unit hanno iniziato a fare la differenza.

Tra queste, la Ferrari si è distinta per un’efficacia evidente allo spegnimento dei semafori, con partenze capaci di ribaltare le gerarchie nei primi metri. Un vantaggio tecnico costruito sul lavoro, che però ora rischia di finire nel mirino in nome di una presunta uniformità prestazionale.

Il pilota della Mercedes George Russell, che in una delle prove è stato superato alla curva 1 da Lewis Hamilton, scattato dalle retrovie, ha ammesso che sul fronte partenze sono necessari progressi importanti.

“Penso che abbiamo un grande potenziale, ma per vincere una gara bisogna anche partire bene“, ha detto. “Penso che le due partenze che ho fatto questa settimana siano state peggiori della mia peggiore partenza in F1. Quindi Lewis è sceso in P11, è passato in P1”.

“A questo punto, non credo che importi quanto sei veloce. Ciò che ti farà inciampare sarà l’ostacolo più alto, ed è proprio questo che stiamo cercando di capire in questo momento. E sì, al momento stiamo inciampando su alcuni ostacoli.”

Anche Andrea Stella ha evidenziato come le differenze nella velocità di fuga siano ancora marcate, un tema che resta al centro del dibattito.

“Penso che l’attività che si sta svolgendo alle partenze sia molto positiva”, ha spiegato.

“Si sta creando una situazione in cui a tutti viene data l’opportunità di preparare la propria power unit, anche se, a dire il vero, vediamo ancora molta disparità nelle prestazioni iniziali”.

“Quindi, in un certo senso, la preoccupazione, in base a quanto abbiamo visto nei test, non è stata necessariamente superata.”

frederic vasseur ferrari

Cambio regole: Malafede contro Ferrari?

Dietro la giustificazione della sicurezza, la sensazione diffusa nel paddock è che la nuova stretta sulle procedure di partenza possa finire per colpire proprio chi aveva costruito un vantaggio tecnico evidente.

Nel mirino c’è soprattutto la capacità della Ferrari di sfruttare lo scatto iniziale, un’arma che negli ultimi test aveva mostrato un’efficacia difficile da neutralizzare.

Cambiare le regole a stagione in corso, o comunque a ridosso dell’introduzione delle nuove vetture, rischia di sembrare meno una misura preventiva e più un intervento destinato a ridurre l’impatto competitivo di chi, con lavoro e sviluppo, era riuscito a trovare un punto di forza.

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