La prima gara di F1 del 2026 ha evidenziato partenze caotiche e potenzialmente pericolose a causa del nuovo regolamento della FIA.
Nella prima gara di ieri si è visto un primo assaggio degli effetti del nuovo regolamento introdotto dalla FIA, e già dalla griglia di partenza, infatti, non sono mancati momenti di caos.
Diversi piloti si sono presentati allo start con la batteria scarica a causa di una gestione non ottimale del giro di formazione, creando così differenze di velocità evidenti subito dopo lo scatto verso curva 1. Questa situazione ha costretto alcuni team a cambiare immediatamente strategia: invece di attaccare nelle prime fasi, molti piloti hanno dovuto utilizzare il primo giro per recuperare energia e ricaricare la batteria.
F1, le nuove regole complicano le partenze…
Il regolamento stabilisce che l’energia elettrica non possa essere utilizzata mentre la vettura è ferma in griglia e che il contributo della batteria entri in gioco solo dopo aver superato i 50 km/h allo start. Un vincolo che incide soprattutto sulle monoposto dotate di turbo più grandi: queste unità necessitano infatti di più tempo per raggiungere il regime di rotazione ottimale e garantire una spinta efficace, una difficoltà che diventa ancora più evidente quando la trasmissione prevede rapporti più lunghi.

A causa di ciò, alcuni piloti tra cui quelli della Mercedes, hanno iniziato ad alzare il regime del motore già prima del segnale dei cinque secondi che precede lo spegnimento dei semafori, cercando di mettere in pressione il turbo. La scarsa carica della batteria però, ha colto molti di sorpresa, creando differenze di velocità che si sono aggiunte alle normali variazioni nello scatto al via.
La situazione ha creato anche qualche problema sul piano della sicurezza, soprattutto nel centro del gruppo. Alcune vetture si sono trovate infatti a schivare rivali molto più lenti in accelerazione o a evitare chi era partito quasi fermo. È il caso di Franco Colapinto, che ha evitato per un soffio il contatto con Liam Lawson, rimasto praticamente immobile in griglia a causa di un problema alla power unit.
La mancanza di energia ha inoltre prodotto un effetto curioso: alcuni piloti, tra cui Kimi Antonelli, non hanno nemmeno potuto completare correttamente i burnout prima della partenza proprio per l’assenza del boost elettrico.
Senza la possibilità di effettuare la consueta sequenza di burnout per portare in temperatura le gomme posteriori, allo start diversi piloti hanno dovuto fare i conti con un marcato slittamento degli pneumatici, che ha compromesso lo spunto iniziale rendendo l’accelerazione decisamente più lenta.
Per questo motivo il primo giro è stato caratterizzato da diversi cambi di posizione. Alcuni piloti, infatti, hanno dovuto utilizzare la tornata iniziale più per recuperare energia che per tentare un attacco, adottando in alcuni casi un lift and coast più accentuato.
Partenza da caos, ma cosa è successo?
Ma come si spiega il fatto che così tante vetture siano arrivate in griglia con poca energia disponibile? La ragione è duplice: da un lato la quantità di energia utilizzabile è limitata, dall’altro il modo in cui i piloti affrontano il giro di formazione per portare in temperatura gomme e freni incide notevolmente sul consumo della batteria.
A differenza di un normale out-lap in qualifica, dove la FIA concede un’eccezione permettendo di recuperare fino a 8,5 MJ di energia e dove le monoposto escono dai box con la batteria già abbastanza carica, il giro di formazione segue logiche diverse.

Durante questa fase, infatti, i piloti devono guidare in modo insolito per portare in temperatura gomme e freni, alternando continuamente accelerazioni e frenate. Questo stile di guida mette sotto pressione la batteria: il continuo passaggio da basse ad alte velocità fa aumentare il consumo di energia nelle fasi di accelerazione.
Il risultato è che alcune vetture arrivano in griglia senza aver raggiunto il livello di carica ideale, costringendo i piloti a recuperare energia proprio nei primi giri di gara, una situazione tutt’altro che ideale.
La prima gara ha messo in luce come il nuovo regolamento della FIA renda la gestione della partenza più complicata e meno sicura, penalizzando lo spettacolo e costringendo i piloti a concentrarsi più sulla ricarica della batteria che sulla strategia di gara. È evidente che alcuni aspetti delle regole dovrebbero essere rivalutati, per garantire partenze più regolari e un maggiore equilibrio tra prestazioni e sicurezza.
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Studentessa di lingue ed amante dei motori!

