Pista di Suzuka F1

F1 | 5 cose che abbiamo appreso dal GP del Giappone

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Dopo la terza gara stagionale disputata a Suzuka, è tempo di alcune considerazioni su ciò che abbiamo visto

Mercedes fa tre su tre in questo inizio di F1: nel GP del Giappone Antonelli ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva dopo il successo sul tracciato di Shangai. Alle sue spalle, però, non troviamo il compagno di squadra Russell ma un ottimo Oscar Piastri con la McLaren (di cui parleremo a breve) mentre al terzo posto troviamo Leclerc.

Gara perfetta per l’italiano della Mercedes che è stato un metronomo soprattutto con la gomma bianca nella seconda parte di gara. Oltre alla vittoria di Antonelli, c’è da sottolineare l’ottima prova di Gasly e l’incidente di Bearman che apre un tema inerente alla sicurezza dei piloti.

1: Antonelli fa due su due ma partenze da sistemare

Partiamo proprio dal vincitore del GP, Kimi Antonelli. Il pilota italiano è stato costantemente più veloce di Russell nel corso del weekend e ha costruito la sua vittoria già in qualifica ottenendo la pole per tre decimi sul compagno di squadra.

Kimi Antonelli nel weekend di F1 a Suzuka

Ai microfoni, Antonelli ha dichiarato che questa vittoria “è stata più bella di quella di Shangai”: come sottolineato poc’anzi è stata una vittoria nel segno della costanza per il numero 12 della Mercedes che ha rifilato 13 secondi alla McLaren di Piastri. Se vogliamo trovare un “neo” nella gara di Antonelli, è sicuramente quello della partenza: Kimi, così come nella Sprint di Shangai, è partito male finendo in sesta posizione alle spalle di Hamilton. Vedremo se per il GP di Miami, l’italiano farà qualche passo in avanti sotto questo aspetto.

2: Segnali di ripresa da McLaren

Un weekend altalenante per la McLaren che, tuttavia, esce da Suzuka con 28 punti: Piastri ottiene il secondo posto dopo essere partito terzo mentre Norris conferma la quinta posizione conquistata in qualifica. Il team papaya ha lottato con Ferrari per il ruolo di seconda forza in Giappone convincendo solamente a tratti tra venerdì e sabato mattina.

Dal sabato pomeriggio, poi, qualcosa è cambiato: i due piloti hanno sopravanzato le Rosse in qualifica e anche in gara, il ritmo è stato complessivamente buono. Piastri è stato in testa nella prima parte di gara tenendo un buon ritmo nei confronti delle due Mercedes: la gara dell’australiano è stata – probabilmente – dalla Safety Car che ha consentito ad Antonelli di sopravanzarlo al momento della sosta. Gara diversa per Norris che nel finale è riuscito a riprendere Hamilton e a chiudere in quinta posizione. Segnali di ripresa dalla McLaren che va a Miami con fiducia grazie al podio di Piastri.

3: Gasly ancora a punti e le difficoltà di Max

Dopo le prime sei posizioni occupate dalle prime tre forze della griglia, alle loro spalle si inserisce un pilota di centro gruppo che ha iniziato positivamente la stagione: stiamo parlando di Pierre Gasly. Il francese dell’Alpine, dopo aver ottenuto il decimo posto in Australia e il sesto posto in Cina, si conferma anche a Suzuka chiudendo in settima posizione. Alla fine della terza gara della stagione, Gasly ha conquistato 15 punti (in tutto il 205 ne ha ottenuti 22): un inizio all’insegna della concretezza per il pilota Alpine.

gasly cop

Discorso diverso, invece, per Verstappen che continua a faticare con la sua Red Bull: l’olandese ha chiuso il GP del Giappone in ottava posizione lottando per quasi tutta la gara proprio con Gasly non riuscendo a sopravanzarlo. Dopo il GP del Giappone, sembra che il team di Milton Keynes sia più vicino alle scuderie di centro gruppo piuttosto che alle prime tre del vertice: da vedere se gli aggiornamenti nel corso della stagione consentiranno al team di chiudere il gap sui rivali davanti.

4: L’incidente di Bearman e il “Super Clipping”

Uno degli episodi più rilevanti del GP è stato sicuramente l’incidente occorso a Bearman. La gara dell’inglese è terminata al 22° giro quando, nel tentativo di evitare l’Alpine di Colapinto (piantata al centro della pista) è finito sull’erba girandosi e andando a sbattere sulle barriere poste sull’altro lato della pista ad una velocità di 308 km/h.

La batteria dell’argentino ha avuto il cosiddetto “Super Clipping” ovvero quel fenomeno che consiste in un calo improvviso della potenza quando la batteria risulta completamente scarica. E’ opportuno precisare che Colapinto non ha mantenuto la posizione ideale in pista ponendosi al centro anziché sul lato destro ma l’incidente di Bearman ha messo in allarme la FIA che prevede di organizzare incontri nel mese di Aprile per discutere eventuali modifiche su questo tema.

Dopo l’incidente, fortunatamente, Bearman ha riportato solamente una contusione al ginocchio destro ma le conseguenze potevano essere sicuramente peggiori.

5: Valori (più o meno) delineati dopo tre gare

Dopo tre gare si iniziano a delineare quelli che potrebbero essere i valori effettivi dei vari team: Mercedes resta sempre il punto di riferimento ma è da attenzionare la crescita della McLaren che può inserirsi nel ruolo di seconda forza nelle prossime gare. Ferrari è costante con tre podi in altrettante gare anche se nel GP di oggi il team del Cavallino Rampante sembrava leggermente più indietro rispetto al team papaya come ritmo.

Interessante la lotta che va a configurarsi per i ruoli di quarta e quinta forza. In classifica Costruttori la Red Bull mantiene un margine di due punti su Haas e Alpine e di quattro sulla scuderia “satellite” RB (quest’ultima a punti nel GP di oggi grazie a Lawson).

Audi appare una vettura più efficiente in qualifica piuttosto che in gara mentre la Williams ha ancora qualcosa da sistemare. In fondo al lotto la debuttante Cadillac e Aston Martin (per i problemi ben noti al motore Honda).

La F1 si prepara a vivere una pausa di un mese prima di tornare in pista a Miami: alcuni team potrebbero portare i primi aggiornamenti stagionali che potrebbero cambiare radicalmente i valori prestazionali visti fino a questo momento.

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