Approfittando di questa lunga pausa dalle gare, il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali, ha parlato delle problematiche dei nuovi motori del 2026.
La sfida di motorizzare le macchine in maniera elettrica al 50%, è una decisione che sin dalla sua proclamazione ha fatto storcere il naso a tutti. Nonostante sia passato diverso tempo, Il CEO della F1 Stefano Domenicali raccoglie ancora molte critiche riguardo questo particolare dei nuovi regolamenti.
Il motivo che giustifica questo cambio radicale, tuttavia, risiede nelle recenti riforme prese dai vari stati, le quali prevedono una completa e unica produzione di auto elettriche dal 2036 in poi. Il fine ultimo , dunque, sarebbe quello di trovare un connubio fra utilità alla circolazione e corse. A dircelo, ai microfoni di “Motorsport.com”, è stato proprio Stefano Domenicali. Andiamolo a sentire.

“Credo che ci troviamo in un momento, un momento unico, in cui non dobbiamo necessariamente mescolare mobilità e corse” ha esordito.
“Ma ovviamente, le corse sono gestite da team e costruttori. E quindi, se si guarda alla rapidità con cui è cambiato il panorama dei costruttori dopo il ‘Diesel-gate’ è impressionante.”
“Se metto in relazione questi due elementi che dovrebbero rimanere separati, è vero che all’epoca c’era una chiara indicazione da parte di tutti i produttori che o si andava in questa direzione [l’elettrificazione] o noi [i produttori] non saremmo stati interessati a nessuno sport.”

“E potrei essere ancora più diretto. Se avessimo avuto un produttore indipendente, avremmo potuto dire: ‘Sapete cosa? Ok, offriamo un motore F1/FIA in white label ai team che vogliono correre, proviamoci. Ma non lo facemmo. All’epoca non c’era nessuno in grado di fornire un motore indipendente” ha poi aggiunto Domenicali.
“Questa era la situazione cinque anni fa. Ora è chiaro che l’elettrificazione ha preso il sopravvento sull’ibridazione. E tutti capiscono che se i carburanti sostenibili saranno disponibili in quantità sufficiente e a prezzi adeguati, potrebbero rappresentare la strada giusta per affrontare concretamente il problema delle emissioni.”

“Quello che abbiamo imparato nel mondo del motorsport è, prima di tutto, di non trovarci più in una situazione in cui dipendiamo così tanto dai costruttori”
“Quello che abbiamo imparato nel mondo del motorsport è, prima di tutto, di non trovarci più in una situazione in cui dipendiamo così tanto dai costruttori”.
Domenicali ha poi concluso dicendo che l’obiettivo principale rimane il riuscire a trovare dei carburanti sostenibili, che consentano di riuscire a tornare ad una Formula 1 che abbia al proprio centro i motori a combustione.
ambizioso, perfezionista e in cerca di migliorarsi costantemente.

