Andrea Kimi Antonelli riceve il Trofeo Bandini e fa il punto della situazione sul mondiale di F1 e su un ipotetico passaggio in Ferrari.
Il pilota di Bologna ha ritirato il prestigioso premio nel borgo medievale di Brisighella davanti a una folla stimata di 3.000 persone, aggiungendo il suo nome e cognome a una lunga lista di piloti che hanno fatto la storia di questo sport. Esempio su tutti Lewis Hamilton, Michael Schumacher e Max Verstappen.
Durante la conferenza stampa, sono stati tanti i temi trattati. Passando da cosa si prova a ritirare questo nobile riconoscimento, fino al duello recente con George Russell in Canada, un pensiero sul ritorno di Imola nel calendario di F1 e, in ottica futura, una domanda immancabile su un suo probabile trasferimento in Ferrari.
“Sono davvero molto contento e onorato di ricevere questo trofeo, ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa premiazione. È una giornata speciale, c’è un sacco di gente ed è un evento incredibile che mi ricorderò per sempre”.
“Riguardo alla classifica, è sicuramente un bel momento ma la stagione è ancora molto lunga. L’importante adesso è restare con i piedi per terra, continuare a lavorare e poi si vedrà alla fine dell’anno”.

“Siamo partiti molto bene in questo inizio di stagione e insieme al team stiamo facendo un grandissimo lavoro. Sentire accostare il mio nome a piloti che hanno fatto la storia fa sicuramente effetto, ma cerco di non lasciarmi trasportare: io penso solo a fare il massimo ogni volta che salgo in macchina”.
“Del trofeo ne ero a conoscenza, anche perché molti dei piloti che corrono tuttora lo hanno ricevuto. È un riconoscimento molto noto nel Circus”, ha dichiarato il giovane pilota italiano nella prima parte della conferenza stampa, sottolineando come il mondiale sia ancora lungo e bisogna essere concentrati e più vigili che mai per portare a casa il titolo.
Antonelli e le battaglie in pista con i propri avversari
Il numero 12 della Mercedes ha trattato anche temi cruciali come quello degli aspetti alla guida sottolineando come la concentrazione alla guida sia la parola chiave per ottenere ottimi risultati e, inoltre, ha spiegato come in pista non ci siano amici ma bisogna non far sconti a nessuno, rimandando tutti alla battaglia interna con il suo compagno di squadra.
“Non è mai facile entrare in quella modalità e non è una cosa scontata, perché richiede un livello di focus davvero elevato. Quest’anno mi è capitato a Suzuka dopo la Safety Car e a Miami, dove sono rimasto in quella ‘bolla’ per tutta la gara; a Montreal un po’ meno”.
“Quando ci riesci è una delle sensazioni più belle in assoluto, perché è come se guidassi in automatico. Non ti rendi conto perfettamente di ciò che fai, ma tutto ti riesce alla perfezione e consumi anche molta meno energia mentale. Adesso ci riproveremo a Monaco”.
“Sicuramente il mio obiettivo principale è vincere in pista, ma mi piacerebbe avere un impatto positivo anche al di fuori, rimanendo esattamente la persona che sono. Non voglio cambiare il mio modo di essere, mi comporto così perché mi viene naturale. Spero di poter essere un esempio per i ragazzi, mantenendo questa genuinità sia dentro che fuori dal paddock”.
“In pista è come essere in una vasca piena di squali: o mangi o vieni mangiato. Bisogna essere aggressivi nella giusta dose. A Montreal forse lo sono stato anche troppo in certi frangenti. Se dovesse ricapitare una situazione simile, bisognerà essere più lucidi. Ma la competitività è questa, stiamo correndo per vincere e in questo momento sono davanti in classifica, quindi voglio sfruttare al massimo ogni opportunità”.

Interrogato sulla questione mondiale, Antonelli ha sottolineato come non abbia intenzione di lasciare qualcosa agli avversari e come il suo obiettivo sia vincere ogni volta che ci sia l’occasione. E inevitabilmente, ripensando allo scorso weekend, si è fatto un paragone con la rivalità tra Hamilton e Rosberg.
“Non so se mi temano – nel paddock, ndr – ma sicuramente adesso ho molta più voce in capitolo e avverto maggior rispetto da parte degli altri piloti. Mi sto facendo notare e in pista cerco di mandare un messaggio chiaro: io non mi tiro mai indietro. L’obiettivo è vincere ogni volta, anche se ci sono domeniche in cui è più importante guardare ai punti in ottica campionato. Voglio cercare di lasciare il mio segno”.
“Il segreto principale per vincere un mondiale è la costanza, massimizzando il risultato ogni weekend e correndo in modo aggressivo ma intelligente. Essendo una battaglia interna al team, il discorso è leggermente diverso: con un compagno di squadra corri prestando più attenzione, perché non vuoi fare danni per la squadra. Io e George siamo in una posizione grandiosa per lottare per qualcosa di importante, ma non vogliamo rovinare la bellissima dinamica che c’è nel box. Correremo duramente l’uno contro l’altro, saremo accaniti, ma in modo corretto e senza contatti. Mercedes deve vincere”.
Antonelli con l’Italia nel cuore: Tra il ritorno di Imola e il richiamo della Ferrari
La conferenza poi è continuata con l’ultima parte dove sono stati trattati alcuni dei temi più caldi per l’Italia e gli italiani. A partire dalla possibilità di Imola di rientrare nel calendario di Formula 1, passando alla rivalità con Ferrari, e se un domani ci potesse essere un passaggio in tuta rossa.
“È un grande peccato – riferendosi al fatto che Imola sia uscita dal calendario di Formula 1 – Spero vivamente che si possa tornare a correre a Imola in futuro, perché è a tutti gli effetti il mio circuito di casa ed è un tracciato a cui sono legatissimo. Sarebbe stato bellissimo correrci quest’anno con una macchina così forte e in questa posizione di classifica”.

“Vedremo chi riceverà gli aggiornamenti. La Ferrari sembra una di quelle più accreditate: se riusciranno a sviluppare la power unit si avvicineranno, perché a livello di telaio sono messi molto bene. Spesso la gente si concentra solo sul nostro motore, ma vi assicuro che anche il nostro telaio è fantastico, andiamo forte in curva e consumiamo poco le gomme”.
“Anche McLaren e Red Bull hanno fatto passi in avanti notevoli e saranno della partita, ma io preferisco concentrarmi su me stesso. Siamo in ottime mani, il team sta spingendo fortissimo e questo dà una carica pazzesca a noi piloti”.
“La Ferrari è un team immenso, ha un seguito pazzesco e una storia che resterà per sempre. Però io adesso sono un pilota Mercedes, sono felicissimo di essere con loro. Mi hanno dato una grande opportunità fin da piccolo, mi hanno accompagnato in tutto il percorso e sento il dovere di dare il massimo per questo team. Sono in debito con loro e voglio vincere il più possibile con la Mercedes, poi in futuro si vedrà”, così ha concluso la conferenza stampa l’attuale leader del mondiale di Formula 1.

