Il ritorno del V8 è sempre più vicino: Ben Sulayem svela il futuro della Formula 1 tra monoposto più leggere, costi ridotti e nuove regole.
In occasione della sua presenza alla 24 Ore di Le Mans, il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha affrontato il tema del futuro della Formula 1, rilasciando alcune dichiarazioni a diversi media. Tra gli argomenti più rilevanti emersi c’è il progetto di un ritorno ai motori V8, previsto per il 2031 e che potrebbe addirittura essere anticipato al 2030.

Una prospettiva di cui si discuteva già da diverse settimane e che ora trova una conferma ufficiale. Gli attuali propulsori ibridi V6, caratterizzati da una ripartizione dell’energia pari al 50% tra motore termico e componente elettrica, lasceranno infatti spazio a una nuova generazione di V8. Si tratterebbe di un ritorno a una configurazione già utilizzata in Formula 1 tra il 2006 e il 2013, segnando un importante cambiamento nella direzione tecnica della categoria.
Ben Sulayem conferma, “Il V8 tornerà in Formula 1.”
Mohammed Ben Sulayem non ha lasciato spazio a dubbi sul futuro della Formula 1. Il presidente della FIA ha infatti confermato che il ritorno dei motori V8 è ormai una decisione definitiva: “Il motore V8 è confermato. La decisione è stata presa.” Secondo Sulayem, uno dei principali vantaggi della nuova configurazione sarà la riduzione dei costi di sviluppo rispetto agli attuali propulsori ibridi. “Un motore V8 è robusto. Quando parliamo di ricerca e sviluppo, parliamo di oltre 200 milioni di euro.”, ha spiegato Ben Sulayem, sottolineando come l’attuale complessità tecnica abbia portato i costruttori a investimenti sempre più elevati.
A sostegno della sua tesi, il presidente della FIA ha citato anche il caso Red Bull Powertrains: “Hanno investito oltre 1,3 miliardi di dollari nel motore attuale: è assurdo.” Un’affermazione che evidenzia la volontà della Federazione di rendere la Formula 1 economicamente più sostenibile, evitando che lo sviluppo delle power unit diventi un ostacolo per i costruttori presenti e per quelli che potrebbero entrare in futuro.
Sebbene l’introduzione dei nuovi motori sia prevista per il 2031, Ben Sulayem ha rivelato che la FIA sta lavorando per anticipare la transizione di una stagione. “La FIA prevede che il nuovo motore sia pronto per il 2031, ma noi stiamo spingendo per il 2030. Ci sarà un ibrido, ma leggero e semplice.”
L’obiettivo quindi, non è un ritorno nostalgico al passato, bensì la ricerca di un compromesso tra spettacolo, sostenibilità e contenimento dei costi. I futuri V8 manterranno infatti una componente elettrica, ma in una forma meno complessa rispetto alle attuali power unit, segnando una nuova direzione per la Formula 1 del prossimo decennio.
Delle monoposto più leggere e V8 ibridi
Oltre a confermare il ritorno dei motori V8, Sulayem ha fornito ulteriori dettagli sulla direzione che la FIA intende intraprendere con il prossimo regolamento tecnico. L’obiettivo è chiaro: realizzare vetture più leggere, meno complesse e meno costose da sviluppare e gestire, senza rinunciare alle prestazioni. “La complessità è ciò contro cui combatto.”, ha dichiarato il presidente della FIA, evidenziando la sua volontà di semplificare una Formula 1 che negli ultimi anni è diventata sempre più sofisticata dal punto di vista tecnico.
Tra le priorità vi è una significativa riduzione del peso delle monoposto: “Il mio obiettivo è raggiungere un peso tra i 630 e i 650 chilogrammi per le nuove monoposto di F1. Guardate le auto nei musei, poi guardate quelle che abbiamo oggi: abbiamo aggiunto 50 kg in nome della sicurezza. Un’auto pesante non fa bene al pilota e non è certo più sicura.”
Si tratta di una posizione destinata a far discutere, soprattutto considerando quanto il tema della sicurezza sia centrale nell’evoluzione della categoria. Tuttavia, secondo Sulayem, il continuo aumento del peso delle vetture ha ormai raggiunto livelli che incidono negativamente sia sulla guida sia sullo spettacolo in pista.

Anche sul fronte motoristico, la FIA punta a una filosofia più essenziale. “Con un motore V8, il 10% di ibridazione e carburante sostenibile, otteniamo 760 cavalli nella versione base e circa 880 con l’ibrida. Senza turbocompressore. Un turbocompressore aggiunge peso e costi.”, ha spiegato il presidente della Federazione. L’idea è quindi quella di mantenere una componente elettrica ridotta, abbinandola a carburanti sostenibili e a una meccanica meno complessa rispetto alle attuali power unit.
Sulayem ha infine riassunto la strategia della FIA in tre concetti chiave: “La missione è: semplicità, contenimento dei costi e qualità del suono per il pubblico.” Una visione che, secondo quanto riferito dal presidente, troverebbe consenso anche tra i costruttori: “Abbiamo consultato i sei produttori di motori: prediligono leggerezza e semplicità, con costi dei motori ridotti da 1,5 milioni a circa 700.000 euro.”
Se queste linee guida verranno confermate, la Formula 1 del prossimo decennio potrebbe presentarsi con vetture più agili, propulsori meno complessi e una filosofia tecnica profondamente diversa da quella che caratterizza l’attuale era ibrida.
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Studentessa di lingue ed amante dei motori!

