Silverstone 2008 lewis hamilton f1

Silverstone 2008, la danza di Hamilton sotto la pioggia

Sotto una pioggia battente, Lewis Hamilton dominò Silverstone con oltre un minuto di vantaggio sui rivali, firmando una delle più grandi prestazioni sul bagnato nella storia della Formula 1

Ci sono vittorie che valgono più di altre, gare destinate a entrare nella leggenda. Il Gran Premio di Gran Bretagna del 2008 appartiene senza dubbio a questa categoria. Sotto una pioggia incessante e in condizioni al limite, Lewis Hamilton firmò una delle prestazioni più straordinarie della storia della Formula 1, al punto da definirla, anni dopo, una delle migliori della sua carriera.

Arrivato a Silverstone in un momento delicato della stagione, il britannico aveva bisogno di una svolta. Il ritiro in Canada, causato dal clamoroso incidente in pit-lane con Kimi Räikkönen e lo zero ottenuto in Francia lo avevano fatto scivolare a dieci punti dal leader del mondiale Felipe Massa. Anche Robert Kubica, fresco vincitore in Canada, era in corsa per il titolo, rendendo il campionato più aperto che mai.

In qualifica Hamilton non va andato oltre il quarto posto, alle spalle anche del compagno di squadra Heikki Kovalainen, autore della pole position. Ma la domenica il meteo cambiò completamente le carte in tavola. La pioggia trasformò Silverstone in una pista insidiosa, dove mantenere la monoposto in pista era già un’impresa.

Silverstone hamilton 2008 f1

Al via Hamilton sfruttò le difficoltà di alcuni avversari e si portò subito nelle prime posizioni. Dopo appena cinque giri era già al comando: con una manovra decisa superò Kovalainen all’interno della Stowe e da quel momento iniziò una gara a sé.

Mentre il britannico sembrava danzare sull’asfalto bagnato, tutti gli altri erano in difficoltà. Massa fu protagonista di una gara da dimenticare, con ben cinque testacoda, mentre anche Kovalainen perse il controllo della sua McLaren e precipitò in fondo al gruppo.

Per qualche giro sembrò che Kimi Räikkönen potesse impensierire Hamilton. Il ferrarista, grazie alle gomme intermedie, riuscì a ridurre il distacco, ma una scelta strategica errata del muretto Ferrari compromise definitivamente le sue possibilità. Convinta che la pioggia fosse ormai terminata, la squadra decise di non sostituire le gomme durante il pit stop. Poco dopo, però, il cielo di Silverstone si incupì nuovamente e la pioggia tornò a cadere.

Hamilton, invece, montò un nuovo set di gomme intermedie: giro dopo giro il suo vantaggio aumentò, mentre i rivali continuavano a commettere errori.

Anni dopo, ricordando quella gara, il sette volte campione del mondo confessò di aver provato una forte tensione: “Ero nervoso. Con la pioggia basta un attimo per commettere un errore e farlo proprio nel Gran Premio di casa sarebbe stato terribile. Ogni volta che superavo indenne la curva Abbey e vedevo i tifosi alzarsi sotto la pioggia, capivo che stavano vivendo la gara con la stessa tensione che provavo io. Fino a quel momento era stata la migliore gara della mia carriera.”

Lewis Hamilton f1 silverstone

Il risultato finale rispecchiò alla perfezione la superiorità di Hamilton. Il pilota della McLaren tagliò il traguardo con oltre un minuto di vantaggio su Nick Heidfeld e più di un minuto e venti su Rubens Barrichello, terzo classificato. Soltanto tredici vetture conclusero la corsa e ben nove di esse terminarono con almeno un giro di ritardo, Massa, addirittura, chiuse a due giri dal vincitore.

Quel pomeriggio di luglio segnò una svolta decisiva nella stagione 2008. Grazie ai 10 punti conquistati, Hamilton raggiunse Massa in vetta alla classifica e si portò virtualmente al comando del mondiale, una leadership che non avrebbe più perso fino alla conquista del suo primo titolo.

A distanza di anni, il Gran Premio di Gran Bretagna del 2008 resta una delle più grandi masterclass sul bagnato nella storia della Formula 1: la gara che diede il via alla sua corsa verso il primo dei suoi sette titoli mondiali.

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