Dopo il progetto fallimentare di Aston Martin e Honda nel 2026, Newey punta a rilanciare la AMR26 e a non ripetere gli stessi errori.
Il nuovo ciclo regolamentare di F1 del 2026 si era aperto con grosse aspettative per l’Aston Martin e per la sua partnership con la Honda.
Tutti gli elementi combaciavano per un inizio degno del campionato, complici un pilota come Alonso e la firma del genio della matita Adrian Newey.

Nonostante il team di Silverstone disponesse di tutti gli elementi per far bene, uniti a delle strutture nuovissime e di ultima generazione, i risultati non stanno arrivando. Si è entrati in una vera e propria crisi nera fin dai test pre-stagionali in Bahrain.
Le ragioni del disastro Aston Martin
La Honda ha avviato il progetto di sviluppo della sua Power Unit con circa due anni di ritardo rispetto ai costruttori rivali e, con l’arrivo dell’ ingegnere britannico nel team di Silverstone, la struttura della Power Unit ha dovuto subire modifiche importanti per circa il 35%.
È stata eseguita una profonda revisione con la ricollocazione del pacco batterie e la modifica del sistema di raffreddamento. Mentre per il telaio non è stata progettata un’adeguata separazione dalla Power Unit e, di conseguenza, il team si è trovato a dover fronteggiare problemi di vibrazioni, che hanno complicato in primis lo sviluppo, ma hanno anche creato problemi enormi ai piloti, provocando addirittura danni fisici.

L’AMR26 B sarà la rivincita di Newey?
Avendo capito dove ha sbagliato nella progettazione della propria vettura l’ingegnere britannico sta realizzando una vettura completamente nuova, con un telaio completamente rivisto nella sua aerodinamica, meccanica e in termini di peso.
La versione B dell’attuale monoposto, dovrebbe debuttare nel GP di Ungheria, con miglioramenti che potrebbero valere – vedendo la situazione attuale disastrosa – addirittura secondi sul giro, come riportato da Autosport Giappone.

