La lotta degli sviluppi non si ferma: in Olanda Ferrari e McLaren con soluzioni innovative per insidiare Mercedes e rientrare nella lotta al titolo.
Il rientro dalla pausa estiva porta con sé tante novità. A Zandvoort Ferrari introduce un nuovo fondo, il continuo dello sviluppo di quello portato a Barcellona a giugno mentre attende con ansia di scendere in pista con la nuova Power Unit sfruttando le concessioni dell’ADUO. McLaren è in grande forma dopo la vittoria di Norris in Ungheria e gli aggiornamenti continui fino al termine della stagione cercheranno di sbloccare tutto il potenziale della MCL40.

Ferrari: obiettivi tecnici e ADUO
Da un punto di vista tecnico l’obiettivo di Ferrari è chiaro: generare più deportanza attraverso la carrozzeria e migliorare le prestazioni complessive della vettura. La scuderia di Maranello vuole garantire la competitività della SF-26 anche sui circuiti più tortuosi dove i lunghi rettilinei e la velocità massima sono meno rilevanti, proprio come Zandvoort. Le caratteristiche del tracciato olandese serviranno proprio a valutare l’efficacia degli sviluppi che no si fermeranno e che continueranno nel corso della seconda metà di stagione.
Inizialmente l’introduzione di una versione ulteriormente rivisitata del fondo già introdotto in Spagna non era prevista, ma dai dati che sono emersi nei weekend successivi al GP di Catalogna ci si è resi conto in Ferrari che c’era ancora spazio e necessità di migliorare ancora. A Monza poi dovrebbe arrivare il tanto atteso motore nuovo che monterà una turbina dal diametro maggiore che permetterà di migliorare notevolmente le prestazioni sul rettilineo. A Maranello c’è tanta fiducia, creatività e voglia di lavorare: una base solida per tentare l’attacco a Mercedes da qui fino ad Abu Dhabi.

McLaren cerca di correggere il tiro
Anche McLaren grazie agli sviluppi sta recuperando terreno su Mercedes e Ferrari: forte della vittoria in Ungheria la MCL40 avrà delle parti rivisitate per il weekend olandese. Nuovo fondo anche per la scuderia di Woking, il completamento di quanto è stato introdotto all’Hungaroring: gli uomini di Andrea Stella hanno ormai individuato i punti deboli della vettura, alcuni dei quali derivano da scelte di design che non possono più essere cambiate in corso d’opera, ma alla quali ci si può tentare di mettere una pezza.
Parliamo ad esempio del passo corto, ovvero la distanza ridotta tra l’asse anteriore e quello posteriore della monoposto. Questa scelta tecnica fatta da McLaren favorisce l’agilità nei cambi di direzione e la reattività nei tornanti, ma riduce la stabilità alle alte velocità e comporta difficoltà nel trovare il giusto setup. Per risolvere o quantomeno limitare questo punto debole gli ingegneri hanno rivisitato alcune parti della vettura, tra cui proprio il fondo, per sbloccare il potenziale della MCL40 e dare la possibilità alla McLaren di lottare con Mercedes e Ferrari.


