L’ultima edizione del GP di Zandvoort, tra le altre cose, ha visto trionfare Lando Norris mentre l’idolo di casa Verstappen si è dovuto ritirare: andiamo a vedere insieme alcuni spunti di riflessione
Ieri a Zandvoort è andata in scena – salvo cambiamenti futuri di calendario – l’ultima edizione del GP d’Olanda di F1: nella gara di ieri a trionfare è stato Lando Norris che, dopo la gara di Budapest, ha ottenuto il secondo successo in questa stagione. L’inglese della McLaren, inoltre, ha ottenuto la seconda vittoria sul tracciato olandese dopo quella del 2024.
Una gara da dimenticare, invece per Max Verstappen: il pilota di casa si è dovuto ritirare nei primi giri dopo aver perso la sua Red Bull all’ultima curva. Da sottolineare anche l’ottima gara di Fernando Alonso così come quella di Tsunoda che si è piazzato appena al di fuori della top 10.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio i temi che hanno caratterizzato questo GP d’Olanda.
Table of Contents
1) Norris: la rincorsa al titolo è ancora possibile?
Dopo le difficoltà della gara Sprint, Norris ha ottenuto la vittoria nella gara lunga di ieri: un successo che conferma l’ottimo momento di forma del pilota inglese dopo la vittoria in Ungheria e, che al tempo stesso, mostra come la vettura papaya sia diventata molto competitiva dopo gli sviluppi portati nel weekend di Budapest.

Da sottolineare, inoltre, come Norris sia costantemente davanti al compagno di squadra Piastri in questi ultimi appuntamenti: l’inglese sembra trovarsi decisamente a suo agio con la vettura rispetto all’australiano che ha chiuso la sua gara in sesta posizione. Dopo il successo di Zandvoort, Norris ha 159 punti (-97 dal leader Antonelli): un distacco importante, figlio soprattutto dei problemi di inizio stagione ma le ultime gare confermano come la McLaren sia in crescita. Norris può ancora credere nel mondiale?
2) Ferrari: una gestione gara da rivedere
La Ferrari ha terminato il GP d’Olanda in quarta posizione con Lewis Hamilton e in quinta posizione per Charles Leclerc: una gara al di sotto delle aspettative per la Rossa che ambiva a conquistare il podio nel weekend di Zandvoort. Nonostante il ritmo di gara sia stato buono, nel momento decisivo il team di Maranello ha commesso qualche errore a livello strategico.
In particolar modo, la scuderia ha ritardato la seconda sosta di Hamilton che ha perso secondi preziosi dietro al compagno di squadra: secondi che poi hanno pesato a fine gara dato che il distacco tra Hamilton e la terza posizione di Russell è stato di 1,8 secondi. E’ indubbio che la partenza di entrambe le vetture dalla terza fila abbia condizionato l’esito della corsa ma la conduzione della gara dal punto di vista strategico non ha consentito di massimizzare il risultato. Riuscirà la Ferrari a riscattarsi nel GP di casa a Monza?
3) Verstappen e lo zero davanti al suo pubblico
Dopo due podi nei GP di Belgio e Ungheria, nella gara di casa Verstappen ha potuto fare solamente due giri. L’olandese, infatti, è finito in testacoda all’ultima curva sopraelevata urtando le barriere e terminando anzitempo il suo GP. Per Verstappen è il quarto ritiro stagionale dopo quelli di Cina, Monaco e Gran Bretagna.

Verstappen era scattato dalla quarta fila (settima posizione) al fianco del compagno di squadra Lawson dopo una qualifica non esaltante. Poi l’errore decisivo all’ultima curva che lo ha costretto al ritiro: sicuramente non era questo il modo in cui Verstappen voleva concludere l’ultimo GP di casa. Vedremo se l’olandese riuscirà a riscattarsi nel GP d’Italia tra due settimane.
4) Le prestazioni di Hulkenberg e Alonso
Tra i piazzamenti finali del GP d’Olanda, ce ne sono due che spiccano più di altri: parliamo dell’ottavo posto di Hulkenberg e del nono posto di Alonso. I due piloti si sono ben comportati sul tracciato olandese portando a casa punti preziosi per le loro scuderie.
Nei precedenti weekend avevamo visto un Hulkenberg nettamente in difficoltà rispetto a Bortoleto con il brasiliano che aveva portato a casa gli unici punti per il team tedesco. Dal GP d’Ungheria, però, Hulkenberg sembra avere maggior confidenza con la vettura e i risultati parlano chiaro: il tedesco ha fatto sei punti nelle ultime due gare portando l’Audi a 16 punti nella classifica Costruttori.
Discorso diverso, invece, per Fernando Alonso e la sua Aston Martin: il team inglese, che aveva portato la versione B della monoposto in Ungheria, ha fatto alcuni progressi ma continua a essere lontana dai team del midfield. Nel nono posto di Alonso a Zandvoort c’è tanto del pilota asturiano: il numero 14 ha effettuato solamente una sosta gestendo ottimamente le sue coperture e portando a casa i primi punti “veri” della stagione dopo che quelli di Monaco erano stati conquistati per la penalità inflitta a Perez.
5) Il rientro di Tsunoda
Da sottolineare, infine, il ritorno di Tsunoda alla guida di una vettura di F1: il giapponese, che quest’anno ha il ruolo di terzo pilota sia per Red Bull sia per RB, è stato chiamato a sostituire Lawson nel team di Faenza in questo GP dato che l’australiano è passato in ed Bull dopo l’infortunio di Hadjar.
Tsunoda si è fatto notare per un bel duello ruota a ruota con l’Alpine di Gasly nella parte finale della gara restando sempre a contatto con la zona punti. Alla fine il numero 22 si è dovuto accontentare dell’undicesimo posto ma il weekend è stato sicuramente positivo. Lo stesso Tsunoda ha detto che tornare a gareggiare “è stato un sogno”: merita una chance nella prossima stagione?

