Si era detto, ed è successo: Sami Pajari fa tre di fila e ora mette pressione ad Elfyn Evans. Fourmaux eroico sale sul podio, mentre Lancia vince il titolo costruttori WRC-2 al debutto.
Il Rally del Paraguay ci ha regalato tanto caos, risultati per nulla scontati e tante belle cose su cui discutere. Quindi, senza ulteriori indugi, andiamo a fare il punto della situazione con il nostro Post-Rally.
Tripletta Pajari
Settimana scorsa, ho scritto che Sami Pajari avrebbe potuto tentare il colpaccio, visto che è cresciuto al punto da poter rientrare quasi sempre tra i papabili per la vittoria. Detto, fatto. Il finlandese ha approfittato del caos generale del venerdì per issarsi in prima posizione e da lì amministrare il vantaggio senza troppi patemi d’animo. Questa è una vittoria diversa dalle altre che aggiunge un indizio ben preciso sui rally e sugli anni che verranno.
Sami ha la maturità giusta per vincere da campione. Dopo la vittoria di velocità pura in Estonia, e da rapace in Finlandia, in Paraguay il giovane della Toyota ha guidato con cautela, e ritrovatosi primo ha gestito “alla Ogier” senza dare la sensazione di poter cedere il passo.

È stato in assoluto il più veloce? No, ma questo è il rally signori. E, imitando il grande Boskov, si potrebbe dire che “Vince chi arriva a traguardo con minor tempo possibile”. Ora Sami è a soli 20 punti da Elfyn Evans, 4° al traguardo e anche lui bravo ad evitare la maggior parte dei problemi, pur non riuscendo ad essere così veloce come il compagno a causa del lavoro di pulizia strade. Il finlandese ha rosicchiato ad Elfyn un terzo del vantaggio che aveva post-Finlandia e ora inizia a mettergli pressione. Mancano ancora 3 gare e 20 punti non sono tanti. La sfida si accende.
Rivincita Paddon, Fourmaux eroico
Continua a sfumare la prima vittoria nel WRC di Adrien Fourmaux. Il pilota Hyundai ci ha provato sin dall’inizio, ma purtroppo qualche foratura di troppo lo ha attardato e messo giù dal podio dopo la giornata del venerdì. Però, la voglia di essere veloce e di tentare l’impresa è stata così tanta, che il francese è andato a bomba per il resto dei due giorni, ed è riuscito a rosicchiare più di mezzo minuto ad Evans e a finirgli davanti in 3a posizione, con una prestazione veramente eroica.
Il buon Adriano ormai le sta provando tutte, ed è chiaro a tutti che è uno dei migliori piloti del panorama rallyistico attuale. Purtroppo, fortuna e numeri non sono dalla sua parte, ma ha dimostrato ancora una volta che la velocità c’è.

Hayden Paddon, invece, evita i guai il venerdì e, pur con qualche spavento, termina indenne il weekend e chiude in 2a posizione. Un risultato forse insperato ma che come lui stesso ha ammesso rappresenta una rivincita per il neozelandese. Qualcuno giustamente ha criticato la scelta di Hyundai di ingaggiarlo per il 2026, ma a livello di punti è per ora il migliore dei terzi piloti del team coreano. A dirla tutta, la speranza che potesse fare bene c’era, visto il palmares condito con due campionati ERC. Però all’inizio non si erano viste grandi prestazioni, figlie forse di un adattamento non proprio easy alla Rally1. Però, Hayden con determinazione si è preso una sua piccola rivincita.
Caos
Per tutto il resto, ci sarebbe solamente da dire una parola: Caos. Quello del venerdì, che ha sparigliato le carte in tavola e messo fuori gioco tanti piloti, come Sébastien Ogier per esempio, out quasi subito per colpa di una sospensione rotta. Oppure Thierry Neuville, subito out e quasi più visto. Per non parlare di Takamoto Katsuta, che incassa un pesante zero che lo fa scivolare al 4° posto nel mondiale.
Il giapponese, è stato pure vittima la domenica di un violento botto che ha costretto gli organizzatori a fermare la SS18 e a cancellare la SS19, rimandando i piloti direttamente alla Power Stage. Taka e il navigatore sono stati portati precauzionalmente in ospedale, ma fortunatamente non hanno subito conseguenze.
Oliver Solberg è ora 3° nel mondiale ma paga sempre 41 punti di distacco da Evans. Lo svedese sarebbe potuto essere della partita, ma le noie al motore del venerdì mattina lo hanno attardato e non poco, costringendolo solo al 5° posto finale.
Burrascoso anche il weekend di Josh McErlean, soprattutto sul finale con la leva del cambio spezzata. Ma l’irlandese ha stretto i denti e portato a casa il miglior risultato in carriera, e dei bei punti per M-Sport. Ha preso il largo rispetto a Jon in classifica, e ora è lui a guidare il team dopo un inizio tutt’altro che semplice. Armstrong invece si è dovuto arrendere alle insidie del Paraguay.

Lancia vince il titolo costruttori
Anche sul WRC-2 c’è tanto da dire. Prima di tutto, che Lancia ha vinto al debutto il titolo costruttori di categoria. Considerando i risultati. acquisiti e le regole sul campionato costruttori, il team italiano ha la meglio su Toksport e vince al debutto, dopo decenni di assenza dal panorama rallystico. Certo, a livello di risultati di classifica piloti, con Yohan Rossel e Nikolay Gryazin ci si aspettava sicuramente di più. Però, è arrivato il titolo marche e non si butta via, anzi. Il ritorno è stato condito almeno con una ciliegina sulla torta. È andato tutto liscio? No, però la matematica dice che Lancia è stata la migliore.

Prima vittoria in carriera, in casa, per Diego Dominguez che ha approfittato del caos anche nel WRC-2 per mettersi subito in 1a posizione e non mollarla più. Ha guidato molto bene e siè tenuto fuori dai guai, portando a casa una bella ed emozionante vittoria. Dietro a lui, torna a fare capolino Gus Greensmith dopo un periodo un po’ in ombra dove è sembra ormai essere passato di moda. Invece il buon Gus è tornato e non ha fatto per niente male. 3° un altro paraguayano, Alejandro Galanti, che approfitta dell’errore di Fabrizio Zaldivar sul finale per regalarsi il podio in casa.
Al 4° troviamo Taylor Gill, che si è presentato in Paraguay dopo aver ottenuto un volante da Toksport 2 sulla Škoda Fabia, organizzato un test pre-evento con una vettura gentilemente concessa da Lauri Joona e per giunta dopo aver perso il visto per rimanere in Finlandia ed essersi accasato in UK sul sofà del suo ingegnere. La sua carriera ha iniziato a prendere una brutta piega, ed invece il buon Gill ha stretto i denti e ottenuto un ottimo 4° posto che fa ben sperare per il futuro. Non si sa se otterrà altre guide quest’anno, ma è certo che del talento c’è. Speriamo di rivederlo presto.
5° e 6° Nikolay Gryazin e Yohan Rossel, che pur con i loro problemi hanno, come già detto, regalato il titolo a Lancia. Si sono autoeliminati sin dall’inizio, Robert Virves, che interrompe quindi la sua striscia di vittorie quest’anno, e Alejandro Cachón, uno che avrebbe potuto farci divertire.

