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Hamilton vuole garanzie: chieste regole dopo il duello con Leclerc a Monza

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Il britannico torna a parlare del contatto con Leclerc durante il primo giro del GP d’Italia e chiede a Vasseur un regolamento interno per disciplinare i duelli tra compagni di squadra.
 

Lewis Hamilton vuole maggiore chiarezza nei duelli con il proprio compagno di squadra. Il sette volte Campione del Mondo ha chiesto a Vasseur di stabilire precise regole di ingaggio dopo il contatto con Leclerc avvenuto durante il primo giro del GP d’Italia, quando le due Ferrari, partite dalla seconda fila, si sono trovate immischiate in una lotta fraticida che avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti.

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Jacques Villeneuve ha analizzato la situazione in casa Ferrari dopo la vittoria di Lewis Hamilton nel GP di Barcellona e per lui non ci sono dubbi su chi debba puntare la Rossa in questo campionato.
Ferrari’s Lewis Hamilton consoles Charles Leclerc after qualifying for the Barcelona-Catalunya Grand Prix at the Circuit de Barcelona-Catalunya, Spain. Picture date: Saturday June 13, 2026. (Photo by David Davies/PA Images via Getty Images)

Hamilton, quarto allo spegnimento dei semafori, ha provato immediatamente ad attaccare Leclerc alla variante del Rettifilo, ma il monegasco ha resistito alla pressione e ha difeso la propria posizione nelle due curve della chicane. Il confronto tra i due alfieri della Rossa si è concluso con la monoposto #44 che ha lasciato l’asfalto per transitare nella via di fuga in ghiaia, con una conseguente perdita di diverse posizioni: al rientro in pista il britannico era decimo.

Non è la prima volta che i due compagni di squadra si ritrovano a duellare durante questa stagione: Hamilton e Leclerc si erano già confrontati duramente nelle prime gare dell’anno, arrivando anche a sfiorarsi, e in Cina l’inglese aveva definito quel tipo di battaglia addirittura divertente. A Monza, tuttavia, il britannico ha assunto una posizione molto più netta e intransigente sulle battaglie con il compagno di squadra.

Per evitare che episodi simili si ripetano, il britannico ritiene necessario che Ferrari stabilisca una linea precisa da seguire nei duelli tra compagni di squadra. Secondo Hamilton, la figura al vertice designata all’assegnazione di queste priorità è proprio Vasseur, cui spetta definire con precisione le modalità con cui i due piloti dovranno affrontarsi in pista per il resto della stagione.

“Alla fine, tutto parte dall’alto e da lì arrivano le decisioni. Inizia tutto da Fred. Noi [piloti] possiamo dire la nostra fino a un certo punto, possiamo spingerci solo fino a un certo punto. Ma le decisioni spettano ai vertici della squadra. Ieri ho detto che dobbiamo analizzare il modo in cui comunichiamo, perché se continuiamo tutti sulla stessa strada, otteniamo lo stesso risultato. E questo è ciò che stiamo ottenendo“.

“Dobbiamo cambiare qualcosa, perché credo questo non ci aiuti ad andare avanti. Credo che la squadra sia disponibile ad ascoltare e ad affrontere la questione internamente, soprattutto dopo la prossima gara, per cercare di capire come procedere e fare le cose in modo diverso, così che certe situazioni non possano continuare a ripetersi“.

Nel sostenere la necessità di introdurre regole precise, Hamilton ha poi fatto riferimento alla sua esperienza in Mercedes al fianco di Nico Rosberg. Quando i due erano compagni di squadra e si contendevano anche il Titolo Piloti, la scuderia aveva infatti stabilito un regolamento interno per disciplinare i duelli tra le proprie monoposto, sebbene i due siano comunque arrivati al contatto nel celebre GP di Spagna 2016.

“Credo che tutto si riduca alle regole di ingaggio. Quando ero in Mercedes, avevamo regole di ingaggio scritte. Non abbiamo mai avuto situazioni davvero gravi, a parte forse un paio di episodi tra me e Nico, ma nella maggior parte dei casi le cose funzionavano bene. Qui, invece, non ci sono regole, e credo che sia un aspetto che dobbiamo affrontare“.

Quando infine gli è stato chiesto se la situazione potesse essere legata a una questione culturale interna a Ferrari, Hamilton ha preferito non alimentare ulteriormente il dibattito. “So dove volete arrivare. Non voglio mettermi a discutere o litigare sulla mia squadra“.

“Alla fine, sto facendo tutto il possibile per far crescere questa squadra e aiutarla ad arrivare dove merita di essere. Oggi non abbiamo fatto un buon lavoro, ma è già abbastanza doloroso così, non c’è necessità di mettere ulteriormente sotto pressione i miei ragazzi. Tornano a casa dalle loro famiglie e lavorano davvero, davvero duramente. Oggi non abbiamo fatto le cose nel modo giusto. Non è abbastanza. Ma torneremo al tavolo da disegno e lavoreremo per tornare più forti. Alla prossima gara ci presenteremo con la giusta energia e continueremo a lottare“.

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