Nel GP di Spagna, forti le incognite del Madring, le diverse scelte strategiche e la gestione dei pit stop possono fare la differenza.
Il nuovo Madring si prepara a ospitare un GP di Spagna ricco di incognite. Il verdetto delle Qualifiche parla chiaro: Lando Norris partirà dalla Pole, ma nel complesso ci saranno quattro squadre diverse nelle prime quattro posizioni: con un gruppo di testa così variegato ma compatto, la strategia potrebbe diventare determinante. Vediamo insieme le differenti scelte per l’appuntamento con il tracciato cittadino di Madrid.
Sorpassi e Safety Car, due variabili
Uno dei temi centrali del Gran Premio potrebbe essere la posizione in pista. Le simulazioni effettuate durante il weekend hanno evidenziato poche opportunità concrete di sorpasso e, pertanto, la track position potrebbe avere un peso enorme. La posizione di partenza e quella di rientro in pista al termine di un pit stop saranno cruciali: una strategia più veloce sulla carta rischia di perdere valore se il pilota rientra dai box nel traffico e non riesce a sfruttare il vantaggio delle gomme più fresche.
Il Madring porta inoltre con sé una percentuale di imponderabilità tipica dei circuiti inediti, che potrebbe ribaltare qualsiasi piano strategico. A rendere ancora più imprevedibile il GP di Spagna saranno le possibili Safety Car, Virtual Safety Car e le bandiere rosse. Finora nel weekend non sono mancati incidenti e interruzioni e il tempo necessario per rimuovere le vetture e ripristinare le barriere ha inoltre mostrato quanto possa essere complesso intervenire rapidamente su alcune zone del tracciato.
Un’interruzione della gara potrebbe trasformare completamente il piano strategico di piloti e team. Proprio per questa motivazione saranno fondamentali sia il cronometro, sia l’interpretazione della situazione in pista: la capacità di adattarsi rapidamente potrebbe rivelarsi importante quanto la simulazione strategica preparata prima della gara.
Le strategie più probabile
Il riferimento consigliato da Pirelli è la strategia a singola sosta media-hard, con il pit stop previsto indicativamente tra il 18° e il 24° giro. È l’opzione che offre il miglior compromesso tra prestazioni e gestione delle gomme, lasciando inoltre ai team la possibilità di modificare il piano in base all’evoluzione della gara.
Un’altra strategia a singola sosta altrettanto valida è la soft-hard, che a differenza della precedente prevede un pit stop anticipato tra il 15° e il 21° giro. Partire con la mescola più morbida garantisce maggiore grip al via, un elemento particolarmente importante su un tracciato dove i sorpassi potrebbero essere complicati. Potrebbe essere la scelta giusta per i piloti che partono arretrati e che quindi hanno necessità di conquistare qualche posizione allo spegnimento dei semafori.
La strategia a doppia sosta media-hard-hard resta comunque una valida alternativa, soprattutto qualora il graining dovesse risultare più aggressivo del previsto. Le finestre suggerite dal fornitore di pneumatici sono tra il 10° e il 16° giro per il pirimo pit stop, e tra il 31° e il 37° per il secondo.
Tra le opzioni meno convenzionali (e forse meno convenienti) c’è infine la strategia hard-medium. Qualora qualche team decidesse di scendere in pista con gomma più dura, l’obiettivo principale per il pilota sarebbe allungare enormemente il primo stint, puntando a effettuare la sosta nella zona compresa tra il 36° e il 42° giro, trascorrendo gran parte della gara con una mescola inizialmente meno performante.
Tuttavia, proprio l’incertezza legata alle neutralizzazioni potrebbe renderla una scelta interessante per le vetture più arretrate: in caso di Safety Car o bandiera rossa, il sacrificio iniziale potrebbe improvvisamente trasformarsi in un’opportunità.

Incognita graining e meteo
A complicare il lavoro degli strateghi sarà soprattutto il comportamento degli pneumatici. Durante le prove è emerso un graining significativo, sia sull’anteriore sia sul posteriore, favorito dalle caratteristiche dell’asfalto e dalle temperature emerseal venerdì.
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Le condizioni ambientali aggiungeranno un ulteriore elemento di difficoltà. Con la temperatura dell’aria prevista attorno ai 31° C, e con la temperatura dell’asfalto che potrebbero raggiungere i 54° C, la gestione degli pneumatici sarà quindi fondamentale. I piloti dovranno evitare di sovraccaricare le gomme, soprattutto nelle fasi in cui il graining inizierà a manifestarsi.
Il ritmo dovrà quindi essere gestito con attenzione per evitare un degrado eccessivo. Al Madring non vincerà necessariamente chi avrà la strategia più aggressiva, ma chi saprà adattarla meglio (e chi saprà adattarsi meglio) a ciò che accadrà in pista.


