Fondo rivisto e ala “Macarena” in versione alto carico: la sfida di Woking alle curve lente di Baku

La McLaren porta a Baku aggiornamenti aerodinamici chiave per il Gran Premio d’Azerbaigian. L’obiettivo è lanciare Lando Norris e Oscar Piastri nella lotta per la pole position.
La Formula 1 torna nella “Città dei Venti” per il round 15 della stagione 2026. È lo stesso tracciato dove Piastri, un anno fa, visse un weekend da incubo: incidente in Q3, partenza anticipata e ritiro al primo giro.
Anche Norris non se la passò meglio. Sbagliò l’ultimo tentativo in Q3 e chiuse settimo. Fu invece Carlos Sainz a brillare, conquistando il primo podio con la Williams.

Le novità sulla MCL40
Per il 2026, Woking punta a cambiare rotta con un pacchetto aerodinamico rivisto. L’obiettivo è aumentare la velocità di punta della MCL40.
Secondo Auto Motor und Sport, gli aggiornamenti includono un nuovo fondo vettura e una versione adattata dell’ala posteriore soprannominata “Macarena”.
Il team si è detto soddisfatto del debutto dell’ala a Monza, dove Norris e Piastri diedero vita a un duello serrato. Ma Baku richiede più carico aerodinamico rispetto a Monza. Per questo gli ingegneri hanno sviluppato una variante specifica ad alto carico, che verrà testata nelle prove libere.

Le libere serviranno anche a valutare il nuovo fondo. Le prestazioni recenti hanno convinto gli ingegneri che la MCL40 soffra in particolare nelle curve lente.
Il nuovo fondo è stato progettato proprio per migliorare l’efficienza aerodinamica nei tratti più lenti di Baku.
Le curve a media velocità e i lunghi rettilinei saranno decisivi per le qualifiche. Ma la McLaren ha già mostrato un ritmo impressionante nei curvoni veloci: Norris ha conquistato la pole in Spagna, Ungheria e Paesi Bassi, e ha ammesso di avere ancora margine nel giro di Madrid, dopo un errore che gli è costato circa due decimi.
Con questo pacchetto mirato, Woking punta a eliminare le ultime debolezze residue, nella corsa verso la massima efficienza sui rettilinei e il miglior passo in qualifica.

