Singapore-GP alonso vettel 2010

Singapore 2010: Alonso, una notte da Grand Slam

Fernando Alonso domina la notte di Singapore e respinge Vettel fino all’ultimo giro: pole, vittoria e giro più veloce

Singapore, 26 settembre 2010. È una delle gare più impegnative dell’intero campionato: sessantuno giri, quasi due ore di gara e un caldo umido che rende ogni curva ancora più difficile.

Davanti a tutti c’è Fernando Alonso, partito dalla pole con la Ferrari. Alle sue spalle, incollata alla sua F10, la Red Bull di Sebastian Vettel. Sarà una sfida a distanza ravvicinata, giocata sul filo dei decimi. La classifica del campionato è ancora apertissima e ogni punto può cambiare gli equilibri della stagione.

Allo spegnimento dei semafori Vettel prova subito ad attaccare. La Red Bull scatta bene, ma Alonso non concede spazio: mantiene la prima posizione e imbocca la prima curva davanti al tedesco. Dietro di loro, Lewis Hamilton e Jenson Button cercano di tenere il passo.

Singapore GP 2010 alonso vettel

A Singapore, però, la gara può cambiare volto in qualsiasi momento. Tra le strette curve di Marina Bay, non c’è spazio per le distrazioni: un solo errore può rimescolare le carte e trasformare completamente la gara. Dopo pochi giri, la Force India di Vitantonio Liuzzi è costretta a fermarsi in una posizione pericolosa e la Safety Car entra in pista. Webber, partito dalla quinta posizione, rientra ai box e anticipa la propria sosta, scommettendo sulla strategia.

Alonso e Vettel, invece, restano davanti. Quando la gara riparte, la Ferrari prova immediatamente a imporre il ritmo. Vettel non molla. Il tedesco rimane a pochi secondi, poi a pochi decimi, seguendo ogni movimento della Ferrari. Non può attaccare, ma non lascia respirare Alonso.

Il duello diventa soprattutto psicologico. Alonso sa di non poter commettere errori: un bloccaggio, una traiettoria leggermente troppo larga, un contatto con il muro e la vittoria svanirebbe. Vettel, dal canto suo, continua a spingere. La Red Bull sembra avere il ritmo per mettere pressione alla Ferrari, ma Singapore offre pochissime occasioni di sorpasso.

A metà gara arriva il momento del cambio gomme: Alonso e Vettel effettuano il loro pit stop e tornano in pista mantenendo le prime due posizioni. Webber, grazie al pit anticipato, sale al terzo posto. Dietro, la lotta è sempre più accesa.

E proprio questa lotta porta ad uno degli episodi più pesanti della serata. Lewis Hamilton è in battaglia con Webber quando i due entrano in contatto. La McLaren dell’inglese è danneggiata, la vettura deve ritirarsi. Per Hamilton è un colpo durissimo per la corsa al titolo, per Webber, invece, è un’altra posizione guadagnata.

Singapore GP 2010 lewis hamilton

Davanti, però, la storia è sempre la stessa: Alonso contro Vettel.

Giro dopo giro, la distanza tra i due rimane minima. Gli ultimi giri diventano una prova di nervi. Vettel è sempre lì. La Ferrari non riesce a scappare, la Red Bull non riesce a passare. È una gara decisa dalla capacità di mantenere la concentrazione quando la pressione è massima.

Poi, a due giri dalla fine, la Lotus di Heikki Kovalainen prende fuoco. Il finlandese riesce a fermare la vettura e ad allontanarsi dalle fiamme, mentre Alonso e Vettel continuano la loro battaglia verso il traguardo.

singapore 2010 Kovalainen

Quando la Ferrari numero 8 taglia finalmente la linea d’arrivo, Vettel è ancora alle sue spalle. La distanza è di appena 0,293 secondi. Meno di tre decimi dopo 61 giri.

Alonso può finalmente esultare. È la sua seconda vittoria consecutiva dopo Monza e una delle più importanti della sua stagione. Per lo spagnolo è la serata perfetta: pole position, vittoria e giro più veloce. Un Grand Chelem, il primo della sua carriera.

Singapore si spegne lentamente, ma la sensazione rimane: quella notte la Ferrari ha vinto una gara non soltanto contro la Red Bull, ma contro la pressione. Alonso ha resistito a Vettel per quasi due ore senza concedergli un’occasione. E alla fine, tra le luci di Marina Bay, sono stati soltanto 293 millesimi a separare il vincitore dal secondo classificato.

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