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F1 | Hamilton, errore strategico a Singapore: la scelta che gli è costata il podio

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Il britannico decide di restare in pista durante la Virtual Safety Car e punta su uno stint lunghissimo con le Soft. La scommessa fallisce e la Ferrari chiude la gara con un sesto posto.

Il Gran Premio di Singapore lascia a Lewis Hamilton un sesto posto e il rimpianto di un podio possibile. Durante la Virtual Safety Car, il britannico ha scelto di restare in pista con le Soft invece di fermarsi ai box come Charles Leclerc. La scommessa è fallita e Hamilton si è assunto la responsabilità della decisione.

La VSC e la scelta di Hamilton

Hamilton era partito con le gomme medie, ma dopo il primo stint era rientrato ai box intorno al 19° giro, passando alle Soft. La situazione è cambiata al 39° giro, quando Lance Stroll ha fermato la propria Aston Martin per un sospetto problema alla frizione, provocando l’ingresso della Virtual Safety Car.

La neutralizzazione offriva un’occasione preziosa: effettuare una sosta perdendo meno tempo rispetto alle condizioni di gara normali. Leclerc ne ha approfittato, mentre Hamilton ha deciso di rimanere fuori. Le due Ferrari erano abbastanza vicine da rendere possibile anche una doppia sosta, secondo la ricostruzione di Autosport.

La scelta del britannico era legata alla possibilità di conservare la posizione e tentare di arrivare alla fine senza un altro pit stop. Il problema era la durata dello stint: le Soft avevano già percorso 21 giri e avrebbero dovuto reggere ancora per oltre venti tornate. Un rischio considerevole su un circuito cittadino dove perdere prestazione significa diventare vulnerabili agli attacchi.

Hamilton

Gomme finite e podio sfumato

La scommessa non ha pagato. Con il passare dei giri, Hamilton ha perso competitività e Leclerc è riuscito a superarlo al 46° giro. Nel finale sono arrivati anche gli attacchi degli altri avversari: il pilota Ferrari ha terminato sesto, dopo aver completato uno stint di ben 44 giri con le Soft.

Secondo la stima pubblicata da Autosport, la decisione è costata circa 41,5 secondi rispetto al risultato che avrebbe potuto ottenere con una strategia diversa. È una valutazione, non la certezza di un risultato alternativo: fermarsi sotto VSC avrebbe migliorato le sue possibilità di lottare per il podio, ma non avrebbe garantito una posizione specifica.

«My call»: Hamilton si assume la responsabilità

Dopo la gara, Hamilton ha ammesso via radio di aver sbagliato valutazione, sottolineando che la scelta di restare fuori era stata sua. Un’ammissione importante, perché chiarisce il punto centrale dell’episodio: non si è trattato semplicemente di una chiamata mancata dal muretto Ferrari, ma di una scommessa personale che non ha dato i risultati sperati.

La Ferrari aveva davanti una finestra favorevole per cambiare le gomme. Hamilton ha preferito puntare sulla strategia a una sosta e ha pagato il prezzo di uno stint troppo lungo. A Singapore, il podio non era garantito, ma l’occasione per provarci c’era. E la decisione di rinunciarvi è stata dello stesso Lewis.

Ferrari Lewis Hamilton MTA 3208

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