Ferrari completa lo sviluppo tecnico della sua monoposto negli Stati Uniti introducendo novità alle pance e un fondo nuovo lasciando inalterata l’ala anteriore con l’obiettivo di ritrovare la vittoria
La Formula 1 si prepara a fare tappa ad Austin per il Gran Premio degli Stati Uniti, appuntamento nel quale la Ferrari introdurrà l’ultimo pacchetto di aggiornamenti previsto per questa stagione. Dopo il secondo posto conquistato a Singapore, Charles Leclerc ha espresso chiaramente la speranza che le novità pensate a Maranello possano offrire quel margine utile per ritornare al successo. Con la seconda posizione nel campionato Costruttori che, ad oggi, è ampiamente nelle mani della Scuderia, l’obiettivo per questo finale di stagione consiste nel ritrovare una vittoria che manca dalle tappe estive di Barcellona e Silverstone.
Sviluppo al capolinea per la SF-26
La tappa ad Austin segna la chiusura definitiva del programma di evoluzione tecnica per la monoposto di Maranello. Avendo ormai un vantaggio più che rassicurante in classifica Costruttori (105 i punti di vantaggio nei confronti di McLaren e 112 su Red Bull), Ferrari può concedersi di mettere in secondo piano una logica difensivista, tipica di chi lotta attivamente per la classifica, e concentrare tutti i suoi sforzi nella ricerca del gradino più alto del podio. Il pacchetto conclusivo messo a punto in fabbrica rappresenta l’ultima cartuccia a disposizione della Scuderia per spezzare il digiuno di successi, traducendo in pista la fame di vittoria mostrata da Charles Leclerc dopo la gara dello scorso weekend.

Le novità tecniche: fondo e pance per gestire i flussi
Sul piano strettamente tecnico, il pacchetto progettato dagli ingegneri si focalizza sul corpo della monoposto. La modifica principale riguarda sicuramente la riprogettazione del fondo, studiato per incrementare il carico nella parte bassa garantendo una maggiore costanza al variare delle altezze da terra e avere una vettura migliorata nella stabilità aerodinamica. In correlazione con il sottoscocca, la carrozzeria e le pance sono state modellate per ottimizzare l’incanalamento dell’aria verso il retrotreno. Al contrario, l’ala anteriore non subirà alcuna variazione, mantenendo la specifica già collaudata nelle ultime uscite.

La sfida di Austin: stabilità e finestra di utilizzo
Il “Circuit of the Americas” costituisce un test particolarmente severo per le vetture di F1. L’alternanza tra i cambi di direzione ad alta velocità del primo settore e i tratti sconnessi del circuito richiede una piattaforma aerodinamica estremamente stabile, priva di improvvisi sbalzi di bilanciamento. L’obiettivo delle modifiche di Ferrari non è quindi la sola ricerca del picco di carico, ma l’ampliamento della finestra operativa della monoposto, fattore determinante per permettere a Leclerc e Hamilton di gestire al meglio la monoposto in questo particolare circuito e per il finale di stagione.


