George Russell ha ammesso che la sua stagione non era destinata a essere quella del titolo, mentre il compagno di squadra Kimi Antonelli si avvicina al primo titolo mondiale in Formula 1. L’italiano arriva al Gran Premio degli Stati Uniti con 102 punti di vantaggio sul britannico e ha la prima possibilità matematica di chiudere i conti già ad Austin.
Una stagione tra sfortuna e prestazioni
Lo stesso Russell, tuttavia, ha voluto guardare oltre la semplice sfortuna, sottolineando quanto i problemi prestazionali delle prime gare abbiano pesato sull’andamento del suo campionato: “In termini di mentalità, la mia visione del campionato quest’anno è stata un altalena”, ha dichiarato. “All’inizio dell’anno, quando avevo un grande svantaggio di punti, la cosa che non mi faceva dormire la notte era la mia mancanza di prestazioni e il pensare: ‘Come farò a migliorare? Di cosa ho bisogno dalla macchina e cosa serve alla macchina dal mio stile di guida?’”.

I colpi di scena e il divario finale
Russell ha, comunque, cercato di reagire a metà campionato, arrivando a ricucire uno strappo importante prima che una serie di sventure riaprisse definitivamente il solco a favore del pilota italiano: “Sono riuscito a recuperare da uno svantaggio di 70 punti fino ad arrivare a meno di 25 dopo Silverstone, poi il divario è tornato ad allargarsi. Baku è stata una mazzata per le mie speranze e, una settimana dopo, si è aggiunta la beffa con la penalità in griglia a Singapore. Questa stagione semplicemente non era destinata a essere quella giusta”.

L’accettazione della realtà senza amarezza
Dietro i calcoli dei punti e le occasioni sfumate, c’è, però, la consapevolezza di un pilota maturato che preferisce assumersi le proprie responsabilità piuttosto che cercare scuse: “Non sono amareggiato per come è andata. Guarderò alle aree in cui avrei potuto e dovuto fare meglio, anziché prendermela con le cose fuori dal mio controllo. Per quanta sfortuna io abbia avuto, ci sono state altrettante mie prestazioni non all’altezza di ciò che so di poter dare. Questa è la realtà dei fatti”, ha così concluso il pilota britannico.

