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Lewis Hamilton ammette l’errore a Singapore: “Decisione sbagliata, mi assumo la responsabilità”

Dalla scelta delle gomme medie alla mancata sosta sotto Virtual Safety Car: Lewis Hamilton analizza le decisioni che hanno compromesso la sua gara

Lewis Hamilton ha fatto chiarezza su quanto accaduto durante il Gran Premio di Singapore, ammettendo di aver scelto di non seguire l’indicazione della Ferrari di rientrare ai box durante la Virtual Safety Car. Una decisione presa in pochi istanti, ma che ha finito per compromettere una gara nella quale il britannico sembrava avere tutte le carte in regola per conquistare il podio.

Sul circuito di Marina Bay, Hamilton si trovava alle spalle del compagno di squadra Charles Leclerc, quando l’ingresso della Virtual Safety Car aveva offerto alla Ferrari un’occasione importante dal punto di vista strategico. Il muretto aveva richiamato entrambi i piloti ai box, ma il sette volte campione del mondo aveva deciso di proseguire, perdendo così l’opportunità di effettuare la sosta.

Nell’immediato dopogara, la dinamica dell’episodio era rimasta poco chiara. Alcuni problemi della regia della Formula 1 avevano infatti impedito di ascoltare le comunicazioni radio tra Hamilton e il suo ingegnere. La Ferrari aveva confermato di aver richiamato il britannico contemporaneamente a Leclerc, senza però spiegare perché il numero 44 non fosse rientrato. A complicare ulteriormente la situazione era stata l’assenza dello stesso Hamilton alle interviste, a causa di un malessere accusato al termine della gara.

Alla vigilia del Gran Premio degli Stati Uniti, il pilota della Ferrari ha finalmente ricostruito quanto accaduto, riconoscendo di aver deliberatamente ignorato l’indicazione ricevuta dal muretto.

“Mi stavo avvicinando all’ingresso della pit lane e non sapevo che Charles sarebbe rientrato, anche perché mi sembrava avesse effettuato una sosta poco prima. Ho dovuto decidere in una frazione di secondo e ho scelto di restare in pista. Appena superato l’ingresso dei box, però, mi sono reso conto che probabilmente avevo fatto la scelta sbagliata. Ho riconosciuto l’errore, mi sono assunto le mie responsabilità e ora bisogna guardare avanti“, ha spiegato Hamilton.

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La strategia alternativa nel tentativo di sorprendere Verstappen

La mancata sosta durante la Virtual Safety Car non è stata però l’unica scelta strategica ad aver penalizzato Hamilton. Il britannico aveva infatti deciso di affrontare la prima parte della gara con pneumatici medi, differenziando la propria strategia rispetto a quella di Leclerc, decisione che non ha prodotto i risultati sperati.

Hamilton ha spiegato di aver voluto tentare una strada diversa per cercare di mettere in difficoltà Max Verstappen, consapevole della superiorità mostrata dalla Red Bull.

“Il mio obiettivo è sempre quello di vincere. Cerco continuamente soluzioni alternative e volevo adottare una strategia diversa da quella di Charles, invece di limitarci a seguire lo stesso piano e restare uno dietro l’altro. Sapevamo che Max avrebbe potuto avere un passo superiore e, secondo le nostre simulazioni, il risultato più probabile era un secondo e un terzo posto. Ma per me non era abbastanza. Volevo avere qualche possibilità in più e provare a vedere fin dove saremmo potuti arrivare“, ha raccontato il sette volte iridato.

L’idea era quella di sfruttare la maggiore durata delle gomme medie per allungare il primo stint e aprire nuove opportunità strategiche. Tuttavia, il comportamento degli pneumatici non ha consentito al britannico di mettere in pratica il piano.

“Speravo che le medie potessero durare più a lungo, permettendoci di spostare in avanti la sosta. Purtroppo, fin dai primi giri, le sensazioni non erano buone e quella strategia non ha funzionato. Successivamente mi sono ritrovato alle spalle di Charles, perdendo parecchio tempo nonostante avessi un passo migliore con le gomme morbide. È stata una situazione che, per certi versi, mi ha ricordato quanto successo a Zandvoort“, ha aggiunto Hamilton.

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Il risultato finale è stato un deludente sesto posto. Nella parte finale della gara, il degrado gomme ha infatti costretto il ferrarista a cedere diverse posizioni, trasformando quella che sembrava una concreta occasione di podio in un risultato ben al di sotto delle aspettative.

La delusione per quanto accaduto a Singapore è stata difficile da digerire. Hamilton ha ammesso che anche nei giorni successivi alla gara il morale non era dei migliori, ma ha assicurato che all’interno della Ferrari sono già state affrontate le criticità emerse, con l’obiettivo di migliorare la collaborazione e prevenire il ripetersi di situazioni simili.

“Abbiamo avuto confronti costruttivi lontano dai riflettori, cercando di capire come possiamo migliorare e lavorare ancora più efficacemente insieme. Questo episodio non ha cambiato il rapporto che abbiamo costruito né il modo in cui collaboriamo all’interno della squadra“, ha sottolineato il britannico.

“Sono convinto che il mio compito non sia semplicemente quello di seguire sempre le indicazioni senza metterle in discussione. Devo continuare a stimolare la squadra, ma anche me stesso, cercando di andare oltre le scelte convenzionali. È proprio questa mentalità che mi ha permesso di arrivare dove sono oggi e non ho intenzione di abbandonarla. A volte le cose non vanno come sperato, e Singapore è stato uno di quei casi. Ma bisogna voltare pagina e prepararsi alla prossima sfida.”

“Si vince e si perde insieme, come squadra. Questo significa condividere sia le soddisfazioni sia le conseguenze degli errori. Mi fa particolarmente male quando una mia decisione costa punti alla Ferrari, perché non è qualcosa che mi capita spesso. Proprio per questo mi impegnerò ancora di più affinché una situazione del genere non si ripeta“, ha concluso Hamilton.

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