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F1, Austin sotto accusa: i piloti criticano le condizioni dell’asfalto

Il circuito di Austin torna al centro delle polemiche per le numerose irregolarità dell’asfalto: Gabriel Bortoleto e Max Verstappen denunciano le sollecitazioni fisiche provocate dai dossi, mettendo in discussione la sicurezza del tracciato texano

Il Circuit of the Americas di Austin continua a far discutere per le condizioni dell’ asfalto. Nonostante gli interventi effettuati dagli organizzatori prima del Gran Premio degli Stati Uniti, le numerose irregolarità presenti lungo il tracciato rappresentano ancora un problema per i piloti. A sollevare la questione sono stati soprattutto Gabriel Bortoleto e Max Verstappen, che hanno espresso forti perplessità sulla sicurezza della pista e sulle conseguenze fisiche delle continue sollecitazioni.

Le difficoltà sono legate principalmente alla natura del terreno sul quale è stato costruito. La presenza di argilla, soggetta a espansioni durante i periodi piovosi e a contrazioni quando il clima diventa più secco, provoca continui movimenti del suolo che finiscono per deformare progressivamente l’asfalto. Un problema noto fin dalla realizzazione dell’impianto, quando il terreno venne scavato fino a tre metri di profondità per renderlo più stabile.

Con il passare degli anni, tuttavia, le irregolarità sono diventate sempre più evidenti. In vista del GP di quest’anno, gli organizzatori hanno provveduto a rifare l’asfalto nel tratto compreso tra l’ingresso di curva 9 e quello di curva 11, intervenendo inoltre con lavori di levigatura in prossimità delle curve 12 e 19. Operazioni che, secondo diversi piloti, non sono state sufficienti a risolvere il problema.

max verstappen f1 us gp

Tra i più critici c’è Max Verstappen, che ha raccontato come le sollecitazioni generate dalle monoposto moderne possano avere conseguenze importanti sulla salute dei piloti. L’olandese ha rivelato di essersi sottoposto ad alcuni controlli alla colonna vertebrale, dai quali sarebbero emersi segni di deterioramento.

“Mi è capitato di subire sollecitazioni verticali superiori ai 9G sulla colonna vertebrale e posso assicurare che non è affatto piacevole. Con il passare degli anni inizi a prestare sempre più attenzione a queste cose, perché sono situazioni che vorresti evitare”, ha spiegato il quattro volte campione del mondo.

Verstappen ha poi sottolineato come il comportamento delle attuali monoposto renda particolarmente violento il passaggio sulle irregolarità, soprattutto nelle fasi di frenata.

“Quando le ali si chiudono e l’altezza da terra diminuisce, la vettura arriva a toccare il fondo con molta più forza. Qui ad Austin ci sono diversi punti particolarmente sconnessi in frenata e il problema è che non sempre riesci a prevedere come reagirà la macchina. Basta spostarsi leggermente dalla traiettoria abituale per incontrare avvallamenti diversi”, ha osservato.

“Dagli esami che ho effettuato, la parte inferiore della mia colonna vertebrale non è nelle condizioni migliori. So che determinati rischi fanno parte del motorsport, ma questo non significa che si debba considerare normale continuare a correre su circuiti che possono aggravare il problema. Se accettiamo queste condizioni, finiremo per pagarne le conseguenze fisiche.”

“Una pista di F1 non dovrebbe essere in queste condizioni”

Alle parole di Verstappen si sono aggiunte quelle di Gabriel Bortoleto. Il pilota dell’Audi ritiene che le condizioni attuali dell’asfalto non siano adeguate agli standard richiesti dalla F1.

“È davvero molto impegnativo dal punto di vista fisico. Credo che un circuito di Formula 1 non dovrebbe presentarsi in queste condizioni ed è un vero peccato”, ha dichiarato il brasiliano, evidenziando come gli interventi effettuati finora abbiano interessato soprattutto zone meno problematiche.

“Secondo me bisognerebbe intervenire su un numero maggiore di tratti sconnessi. Hanno rifatto l’asfalto in una sezione che percorriamo praticamente in rettilineo, dove il problema si avverte molto meno. Mi auguro che in futuro riescano a sistemare anche le altre parti, perché Austin è un circuito bellissimo, con un layout fantastico sul quale adoro correre. Purtroppo, però, alcuni dossi possono diventare pericolosi”, ha aggiunto Bortoleto.

Una valutazione condivisa anche da Charles Leclerc, che ha definito le condizioni dell’asfalto particolarmente scadenti, indicando nel primo settore la zona maggiormente irregolare.

austin us gp f1 colapinto

Anche Franco Colapinto ha confermato le difficoltà incontrate dai piloti: “Austin resta uno dei circuiti più belli al mondo da affrontare con una Formula 1, soprattutto per la sequenza di curve veloci. È davvero un peccato che l’asfalto sia così sconnesso, perché le sollecitazioni sul corpo sono notevoli. Io sono ancora giovane e faccio già fatica a sopportarle, quindi posso immaginare come si sentano i piloti più anziani”, ha commentato l’argentino.

Colapinto ha comunque riconosciuto i benefici dei lavori effettuati in alcune zone: “Il nuovo asfalto tra curva 9 e la frenata di curva 11 è decisamente più regolare rispetto allo scorso anno. Sarebbe fantastico poter avere una superficie simile anche nel resto del circuito.“

Le dichiarazioni dei piloti riportano così al centro dell’attenzione un problema che accompagna il Circuit of the Americas ormai da diverse stagioni. Se da una parte Austin continua a essere considerata una delle piste più apprezzate per il suo layout tecnico e spettacolare, dall’altra le condizioni dell’asfalto alimentano interrogativi sempre più concreti sulla sicurezza e sulle sollecitazioni a cui vengono sottoposti i piloti.

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