Romain Grosjean: quei 28 secondi di nulla

Romain Grosjean: quei 28 secondi di nulla

20 Febbraio 2021 0 Di Arianna Rossi
Tempo di lettura: 3 Minuti

“L’arte è la sola traccia del nostro passaggio sulla terra”

In occasione dell’uscita del trailer della prossima stagione Netflix “Drive To Survive”, un viaggio immaginario tra i pensieri di Romain Grosjean quel (maledetto) 29 novembre 2020.

3.

Solo 3 gare alla fine. Le ultime tre…le mie ultime su quell’auto.

Quell’auto nera e bianca firmata di rosso che tante volte ho odiato ma che so già, mi mancherà da morire.

Oggi la qualifica è andata come sempre ma la corsa è domani…la prima delle mie ultime tre.

Ho detto alla squadra di non pensare, devo solo divertirmi, dobbiamo solo divertirci.

Negli ultimi anni accanto al mio nome sono spuntati attributi come ‘imbranato’, ‘pericolo su ruote’, ‘incapace’…me ne dicono di ogni sui social, i giornalisti mi massacrano…i tifosi mi massacrano…i miei colleghi piloti semplicemente mi ignorano.

Voglio lasciare un bel ricordo, una bella immagine di me...almeno alla mia squadra…se lo merita.

Fa caldissimo.

Ancora pochi secondi e quei 5 semafori si accenderanno.

Sono tranquillo, rilassato. Non c’è motivo di agitarsi…voglio solo correre.

Seguire l’istinto, premere il piede sull’acceleratore…non pensare.

Questo fa un pilota. Questo è un pilota.

1..2..3..4..5

I semafori si spengono. Via. L’ultima di tre.

Alla prima curva sono nel traffico. Devo uscire da questo pantano, provare a prendere qualche posizione. Vedo uno spazio sulla destra, mi ci infilo senza pensare. La ruota urta una macchina alle mie spalle.

Come ho fatto a non vederla?

Esco fuori pista. Sono troppo veloce. Non vedo dove sto andando.

Non sento l’urto. Non mi accorgo dell’auto che si spezza a metà. Non sento l’esplosione.

Solo calore. Un tremendo calore su tutto il corpo.

La visiera è appannata. Il mio sguardo è cieco.

Il cuore mi batte forte, non lo sento neanche più. Come si fosse già fermato.

Mi manca il respiro…c’è fumo ovunque. Sono morto.

Poi l’istinto.

Tiro la leva per sganciare le cinture. Riesco ad alzarmi. Ho ancora le gambe. Trovo un varco nell’inferno e così, come quando sono in pista, mi ci infilo senza pensare. Scavalco qualcosa…solo dopo capirò di essere passato sul guar-rail squarciato dalla macchina.

La mia macchina. Quella che nonostante stesse per uccidermi…mi mancherà.

Due mani mi accolgono. Non le sento. Non le vedo. Non le riconosco.

Romain Grosjean Bahrain 2020

Voglio solo scappare. Un uomo mi ferma, mi parla ma le mie orecchie sorde non odono nessun suono.

Dolore alle mani, dolore ai piedi. Mi accorgo di essere senza una scarpa. Percepisco la sabbia del deserto sotto il tallone.

Romain Grosjean Bahrain 2020

Alzo la testa. I miei occhi possono ancora vedere il blu del cielo.

Guardo in basso. Il mio petto protegge ancora il battito del mio cuore.

Faccio un passo. Le mie gambe possono ancora camminare.

Respiro.

Io posso ancora vivere.

Vedo.

Io posso ancora guidare.

Sento.

Guidare per sopravvivere.

Semafori F1
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