Problema sicurezza dopo la pioggia di critiche di Spa con scadenza 2025.

Problema sicurezza dopo la pioggia di critiche di Spa con scadenza 2025.

12 Ottobre 2021 0 Di Sebastiano Blancardi

Dopo la gaffe della stagione corrente a Spa, bisogna rimettere sullo stesso piano due aspetti importanti: la sicurezza dei piloti e lo spettacolo

Se non si interviene in tempo si rischia di far scemare definitivamente lo spettacolo. Ma è veramente così? E la sicurezza? Vediamo quali sono i punti salienti per una situazione migliore per correre sul bagnato.

Spa 2021 e la pioggia

La gara di Spa di quest’anno è stata una pagliacciata.

Le monoposto percorsero 3 giri dietro alla Safety Car, ma poi tornarono ai box, senza più ripartire.

I piloti, stanchi e annoiati, che aspettavano di ripartire.

Gli ingegneri di pista hanno passato tutto il tempo con gli occhi sui radar meteo, sperando, ma nulla.

Il pubblico, inferocito e deluso, che piano piano abbandonò gli spalti, ad esclusione dei temerari e dei resilienti, coloro che sono veramente appassionati ed innamorati di questo sport.

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La regola del Parco Chiuso: una contraddizione sulla sicurezza.

Nel 2003, venne introdotta la regola del Parco Chiuso, una regola inutile, becera e pericolosa, che non permette il cambio degli assetti dopo le Qualifiche.

Esempio: nelle Qualifiche la pista è asciutta e in gara piove, non si può intervenire sugli assetti, rendendo di conseguenza, le monoposto instabili e insicure.

Si parla tanto di sicurezza, la quale però deve partire in primis dagli interventi meccanici sulle monoposto, altrimenti è meglio lasciar perdere questo argomento.

Suzuka 2014-regolamento 2017

Dopo l’incidente di Jules, a Suzuka, nel 2014, che avvenne sul bagnato, sembra che il Circus abbia paura a correre nelle omonime condizioni.

La sicurezza dei piloti, ovviamente, è il tema principale quando si corre in pista.

Bisogna però trovare un compromesso corretto tra sicurezza e spettacolo, che ci deve essere, altrimenti, la Formula Uno, diventa noiosa e prigioniera di sè stessa.

Entriamo nella tecnica delle monoposto attuali: nel 2017, ci fu un cambiamento regolamentare a livello aerodinamico, il quale stabiliva che le monoposto dovevano avere più carico aerodinamico.

Di pari passo, aumenta anche la Forza G.

Essa ha due compiti: attacare la monoposto al suolo all’aumentare della velocità e mandare in temperatura gli pneumatici.

Sul bagnato, la velocità è minore e l’aiuto della Forza G viene meno.

C’è però un altro problema, perchè la monoposto si carica aerodinamicamente, ma sul bagnato, il fondo delle monoposto, provoca un effetto di galleggiamento.

Per risolvere questo problema, si potrebbe tornare al passato: aumentare l’altezza da terra e il rollio, aggirando il problema odierno: poca escursione degli ammortizzatori, facendo lavorare di più le spalle degli pneumatici.

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Il cambio regolamentare del prossimo anno, potrebbe essere sfruttato per migliorare questa criticità.

Jean Todt, presidente F.I.A, ha dichiarato che, in vista dei regolamenti del 2025, bisogna pensare a monoposto meno sensibili sul bagnato.

GP Ungheria 2019-Hungaroring

Riprendendo ciò che c’è scritto poco sopra, gli pneumatici, a causa della loro larghezza, espellono molta acqua.

Quest’acqua, di conseguenza, limita la visibilità dei piloti.

Si è pensato addirittura a dei passaruota per ovviare a questo problema.

E’ solo un’ipotesi, ma vedremo a cosa penseranno di tangibile da qui a quattro anni.

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Un ragazzo di 22 anni, malatissimo di automobili, dalla storia alla tecnica, ma soprattutto di corse d'epoca, dagli anni '30 agli anni '80 e '90, senza però dimenticare le corse odierne.
Sono anche un grandissimo amante delle vecchie Gruppo C da pista degli anni '80, oltre che delle Gruppo B da rally del medesimo periodo, ma amo anche molto, sempre agli stessi livelli, le auto stradali....un appassionato a tutto tondo insomma.
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