Nuove sfumature si aggiungono alla vicenda. Secondo indiscrezioni giunte dall’Olanda, lo scontro in tribunale tra le due parti sembra inevitabile
La telenovela Piastri-Alpine rischia di trascinarsi per le lunghe. Come è emerso nelle scorse ore, il contratto tra l’Australiano e Alpine non può essere impugnato (è stato ritenuto valido dalla FIA). Proprio per questo, la situazione pare essersi ulteriormente complicata. Secondo varie indiscrezioni giunte dall’Olanda, la vicenda sarebbe ormai prossima allo sbarco in tribunale.
Come sappiamo, Piastri è legato ad Alpine per tutto il 2022. Il Team di Enstone godrebbe però di un’opzione per la prossima stagione, regolarmente esercitata dopo l’addio di Alonso. Proprio la situazione di stallo con l’Asturiano avrebbe giocato un ruolo decisivo. Piastri si sarebbe sentito come un ripiego, accordandosi segretamente con McLaren.
La vicenda è abbastanza spinosa e complicata. Secondo Racingnews365, il tutto rischia di protrarsi per le lunghe. Ecco i motivi.
Questione di clausole. La guerra tra Alpine e Piastri sembra destinata a continuare
Partiamo da Novembre 2021. In questa data, Piastri e Alpine firmano un contratto. L’accordo prevede la partecipazione dell’Australiano a prove libere e sviluppo della vettura. Secondo fonti di Racingnews365, il contratto (valido per il 2022 con opzione al 2023) non sarebbe direttamente legato ad Alpine F1, bensì alla Driver Academy Alpine. Per questo motivo, l’accordo non sarebbe stato registrato presso il CRB (che approva tutti i contratti di F1).

Il contratto tra le due parti si riferisce chiaramente al 2022, con Alpine pronta ad esercitare la clausola per la stagione successiva. Test con la vettura, prove libere in alcuni weekend di gara, indennità spese e stipendio. Ecco gli obblighi dei Transalpini nei confronti di Piastri. Come abbiamo visto, Alpine ha rispettato tutto ciò. Proprio per questo, il Team di Enstone rivendica il diritto di poter ingaggiare il pilota per la prossima stagione.
Attenzione. Come detto pocanzi, l’accordo tra l’Australiano e Alpine non è mai stato registrato al CRB (essendo un’accordo con l’Academy Alpine). Proprio per questo, Piastri non ha avuto problemi a trattare segretamente con McLaren. Alpine si vede dunque costretta a imboccare la via del tribunale.
Il caos dirigenziale potrebbe aver distratto Alpine
Come è noto, in seno alla squadra Francese c’è poca serenità. Laurent Rossi ha licenziato Prost e Budkowski, ridisegnando poi il ruolo di Davide Brivio (ancora poco chiaro). Gli alti e bassi della vettura, poi, non hanno certamente aiutato. L’arrivo di Otmar Szafnauer non ha risolto le cose, anzi. La tensione tra Alonso e la squadra (causa battaglie con Ocon) è culminata con il sorprendente addio dell’Asturiano.

Tutto questo caos potrebbe aver tolto il focus dal giovane Australiano, magari sentitosi messo da parte dal Team Francese. Effettivamente, la teoria sembrerebbe calzare a pennello. L’interesse della McLaren (delusa da Ricciardo) avrebbe fatto rizzare le orecchie a Piastri, voglioso di debuttare in F1. E Alpine? Dal loro canto, i Transalpini rivendicano tutte le risorse investite sul giovane pilota.
Nonostante l’accordo non sia stato registrato presso il CRB – Contract Recognition Board – Alpine pensa che abbia diritto d’ingaggio per il 2023. Effettivamente, le clausole presenti nell’accordo sembrano essere state rispettate. Però, anche Piastri e McLaren avrebbero effettuato il tutto in modo regolare. A questo punto, Alpine potrebbe pretendere un cospicuo rimborso finanziario. Il tribunale sembra più vicino.
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