F1 – Mick Schumacher meritava un’altra chance? I numeri parlano

F1 – Mick Schumacher meritava un’altra chance? I numeri parlano

11 Dicembre 2022 0 Di Martina Milia

A poco meno di un mese dalla fine del Mondiale 2022 di Formula 1, si pensa già al futuro, con la stagione 2023 che sembra lontana ma allo stesso tempo non è mai stata così vicina. Il nuovo mondiale che partirà ufficialmente in Bahrain il 5 marzo, vedrà l’ingresso di nuovi rookie e l’acquisto di piloti noti nel paddock: tra tutti Piastri in Mclaren, Sargeant in Williams e De Vries in AlphaTauri. Tuttavia tali scelte hanno comportato altrettante scelte di conseguenza. E lo sa bene Mick Schumacher che dal prossimo anno si ritroverà senza un sedile. La ferma decisione arrivata a mondiale in corso da parte di Guenther Steiner ha gelato tutti, ma non si fatica certo ad immaginarsi i motivo a seguito di una stagione poco soddisfacente per il pilota tedesco.

Nonostante l’andamento negativo in pista e i danni procurati dai tanti incidenti, c’è chi sostiene che un’altra chance al figlio d’arte andava data sicuramente, tra questi anche Toto Wolff che riflettendo sulla carriera del giovane pilota, può aprire delle porte interessanti al futuro di Mick Schumacher in Mercedes.

L’aver rivisto uno “Schumacher” in Formula 1 ha sicuramente fatto venire i brividi. Il giovane Mick, figlio di Michael, campione 2020 della Formula 2, ha gareggiato nelle ultime due stagioni con la Haas, grazie anche al supporto fornito dall’Academy Ferrari di cui ha fatto parte. Ma la scuderia americana, ultima ad annunciare la line-up per il 2023, non lo ha confermato, preferendo l’esperienza di Nico Hulkenberg rimasto sempre alla finestra.

Ma quant’è costato in termini economici l’esperienza in F1? La Haas potrebbe rispondere a grandi linee: oltre 3 milioni di euro.

I numerosi incidenti del classe 1999 hanno caratterizzato la sua esperienza nella massima serie, influenza di molto il suo rendimento poi in pista. Nel 2022 il confronto con il ritrovato Kevin Magnussen (dopo la parentesi Mazepin) è più che negativo: il danese infatti, dopo esser tornato in F1 dopo un anno di lontananza, ha ottenuto un bottino di punti più che doppio (25-12) rispetto a quello del tedesco. Le due sole occasioni in cui ha finito in top 10 non sono state sufficienti a far credere al team che potesse dare quel qualcosa in più. Ma nonostante ciò il confronto in pista non è totalmente negativo: nel confronto diretto delle 16 gare portate a termine sia da Schumacher che da Magnussen, il 23enne figlio di Michael ha battuto il compagno di squadra in ben 10 occasioni, contro le ‘sole’ sei in cui a chiudere davanti è stato il danese. Sul giro secco, invece, l’ex pilota di McLaren e Renault ha prevalso con un nettissimo 16-6, tra tutte l’incredibile pole position di Interlagos.

Mick Schumacher non è riuscito forse a dimostrare il suo valore in questa esperienza al volante della Haas, ottenendo come miglior risultato solamente un sesto posto in Austria, ma quanto veramente sarebbe servito a trattenerlo?

ALTE ASPETTATIVE

Il cognome Schumacher presagiva alte aspettative, è chiaro. La battaglia a Silverstone con Verstappen o quella con Lewis Hamilton in Austria nella Sprint Race avevano acceso qualche lumino di speranza affinché il talento tedesco potesse crescere, ma così non è stato. Ma c’è anche da mettere in conto il fatto che la Haas non fosse propriamente un bolide, dunque è risultato assai difficile conquistarsi un sedile con una vettura così. Per non parlare poi del fattore sfortuna. Cosa avrebbe fatto Mick con in mano una vettura leggermente più competitiva? Nessuno può saperlo, forse.

La Haas ha deciso, però, di puntare su un pilota sicuramente esperto ma con una carriera quasi al capolinea. Una scelta, dunque, che potrebbe anche rivelarsi errata con il corso del tempo. Quanto avrebbe fatto bene, soprattutto al morale, una piena conferma ad un giovane emergente come Mick per dimostrare che non è solo uno “Schumacher”?

LA MERCEDES APRE LE PORTE?

Nonostante la chiara delusione del tedesco che però ha dichiarato: “Lotterò per tornare”, non sono passate inosservate le dichiarazioni di Toto Wolff che commentando la carriera di Mick ha lasciato intendere grandi possibilità per lui, di entrare come terzo pilota.

“A me piace davvero tanto. Mi è sempre piaciuta la loro famiglia, il modo in cui hanno cresciuto i loro figli portando il famosissimo cognome. Io credo che lui meriti una seconda possibilità, d’altronde ha vinto nelle categorie minori, il che non è scontato. Certo le cose possono andarti contro il primo anno in Formula 1, e poi è stato messo sotto pressione, sicuramente non aiuta. Magari sperimentando un anno come terzo pilota potrebbe aiutarlo, simile alla situazione di Ricciardo. Può essere un ottimo modo per stabilizzarsi e rialzarsi, cercando di ottenere un posto migliore l’anno successivo. “Mi ha sempre impressionato la sua personalità. La prima volta che lo vidi , era il primo anno in Formula 3 a Hockenheim, davvero una brava persona. Ha vinto in Formula 3 e Formula 2, come ho detto prima, queste vittorie non possono essere sbucate dal nulla”.

Magari il cognome Schumacher doveva ricongiungersi al nome Mercedes, magari risentiremo parlare di Mick. Ma che bella storia la sua, ancora totalmente da scrivere.

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