Arrivati al punto più alto della nostra rubrica, oggi andremo a parlare del secondo pilota della nostra scuderia, vittima della vicenda più controversa del circus.
Senza indugiare troppo in futili introduzioni, oggi racconteremo delle gesta di Bertrand Gachot, personalità che per via delle sue azioni riuscì a smuovere l’intero paddock.
Bertrand Gachot: un inizio di carriera tardivo

Il belga inizia la sua avventura in Formula Uno alla veneranda età di 27 anni, esordendo nel 1989 con la Onyx. Nonostante il proprietario del team sia il facoltoso miliardario Pierre Van Mossern, la ORE-1 è una vettura poco performante, e relega Gachot a coprire stabilmente il fondo della griglia. Il suo primo mondiale è semplicemente da dimenticare.
L’approdo in Coloni: al peggio non c’è mai fine

Sfiduciato da un inizio non proprio entusiasmante, Gachot nel 1990 approda alla Coloni: nuova compagine italiana ad affacciarsi in Formula Uno in quel periodo. La vettura di quella stagione è la C3, la quale montava un 12 cilindri Subaru, dal mostruoso peso di 300 kg. La gigantesca mole del motore , però, appesantiva fortemente la vettura; rendendola poco maneggiabile e particolarmente lenta.
Se nel ’89 per Gachot era difficile smuoversi dalle ultime file, nel ’90 risulta impossibile persino qualificarsi alla gara. Di male in peggio.
Il passaggio in Jordan e l’incredibile notizia dell’arresto

Il belga cambia la terza scuderia in 3 anni. Questa volta tocca sedersi al volante della Jordan, team esordiente proprio in quella stessa stagione. Inconsuetamente, la Jordan 191 è molto più competitiva delle monoposto guidate precedentemente: Gachot riesce persino a segnare i suoi primi 4 punti in carriera.
Questa volta tutto sembra andare per il meglio, fino all’improvviso arresto del pilota. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno.
A Dicembre del 1990 Gachot si trova a Londra, e nel bel mezzo del traffico londinese tampona un tassista locale. Fra i due scoppia un accesissimo diverbio, alla fine del quale il nostro protagonista spruzza negli occhi del tassista dello spray orticante. Tutto più o meno nella norma, se non fosse che ai tempi lo spray al peperoncino fosse illegale; paragonato, dunque, a una qualsiasi altra arma da fuoco.
Il tribunale inglese lo condanna a ben 11 mesi di reclusione, ma grazie a una raccolta firme organizzata dai suoi colleghi; Gachot riesce ad ottenere un piccolo sconto di pena pari a 2 mesi.
Ricollegandoci al titolo dell’articolo, gli intrighi del belga lasciano un posto vacante per ben 6 gran premi. Per sopperire , dunque, a questa enorme mancanza, Eddie Jordan ritiene che il giovane prospetto Michael Schumacher sia il più adeguato fra i vari candidati ad affiancare Andrea De Cesaris. In quel momento nessuno è conscio di cosa stia per accadere, ma è l’inizio della carriera di quello che sarà il pilota più vincente di tutto il motorsport.

Il ritorno in pista e il ritiro

Tornato in libertà, Gachot corre le sue ultime stagioni in Larousse e successivamente in Pacific, mettendo a segno solo un punto in 3 anni. Ai margini del mondo Formula Uno per la sua cattiva nomea, nel 1995 il belga si fa da parte; capendo che il suo treno è ormai passato.
ambizioso, perfezionista e in cerca di migliorarsi costantemente.

