Fanno scalpore le parole di Michael Andretti sull’entrata in F1 del suo team, tanto da far intervenire anche lo stesso CEO della categoria, Stefano Domenicali. L’italiano ha tenuto a difendere la categoria, giustificando la necessità di controlli approfonditi.
Da anni ormai si parla di eventuali ingressi di altre scuderie all’interno della F1, aspetto che permetterebbe alla categoria di espandersi ulteriormente. Queste voci si sono moltiplicate dall’inizio della presidenza di Stefano Domenicali, e nell’ultimo periodo si è parlato anche di un possibile ingresso anche del team Andretti. Il proprietario della squadra statunitense, però, ha rivolto verso le altre scuderie parole poco carine, definendoli avidi, dal momento che sarebbero riluttanti all’ingresso di un altro team sulla griglia. Non dimentichiamo infatti che aggiungere un’altra squadra alla griglia significherebbe dividere gli introiti per 11 e non per 10, diminuendo la quota per ognuno.

Le parole di Domenicali
In un’intervista rilasciata a Sky sports F1, e riportata da motorsport.com, il CEO della F1, Stefano Domenicali, ha voluto controbattere alle affermazioni di Andretti. L’italiano ha infatti sottolineato come la categoria sia aperta e pronta ad accogliere chiunque porti valore al gareggiare. Non esiste un problema di accoglienza, quindi, sono state usate le parole sbagliate. Michael è stato esplicito riguardo le sue volontà, ma non è stata una mossa intelligente quella di definire gli altri team avidi.

Secondo l’ex AD di Lamborghini, quindi, sarebbe meglio utilizzare un tono più pacato, come stanno facendo altri marchi, pronti ad entrare in F1, ma che ancora non hanno manifestato le proprie intenzioni chiaramente.
Nessuno sconto
Il progetto della famiglia Andretti, comunque, sarà visceralmente analizzato dalla FIA, come avviene sempre in questi casi. Domenicali ha infatti precisato che assieme alla federazione si farà in modo che il processo sia rispettato, assicurandosi che tutti gli elementi siano al posto giusto. Non bisogna quindi cadere nella trappola di reagire in modo esagerato a causa del comportamento di qualcuno.

I tempi cambiano, d’altronde, e il valore di un investimento, da un punto di vista puramente commerciale è diverso da anche solo un paio di anni fa. La proposta degli Andretti, ha proseguito Domenicali, sarà analizzata in modo serio, e nessuno si farà prendere dall’ansia di prendere la decisione giusta perché qualcuno sbatte i pugni sul tavolo.
Non si devono ripetere gli errori passati
Per il CEO della F1, quindi, è necessario essere molto forti ed avere un piano valido per il futuro per entrare a far parte della categoria. Altrimenti, si rischia di cadere nello stesso errore degli ultimi anni, con molti team che continuavano ad entrare e ad uscire. Bisogna proteggere questo aspetto per il futuro e per il bene dello sport.

Le parole di Domenicali sono chiare: è inutile porre pressioni sulla federazione nella speranza di entrare a far parte della categoria, pur magari non rispettando tutti i parametri. La F1 non deve mai trascurare gli aspetti economici, al fine di evitare un crollo finanziario che porterebbe ad un’inevitabile crisi del sistema. Ben venga lo spettacolo, quindi, e l’imprevedibilità, raggiungibili con l’ingresso di nuovi team, ma non bisogna mai sottovalutare gli aspetti più pragmatici, anche se meno piacevoli.
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