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WRC | I Top e i Flop del Rally di Svezia

Il Rally di Svezia ci ha dato tante emozioni e tanti colpi di scena. Ci ha dato dei “top”, ma anche dei “flop”. Vediamo chi.

Si conclude anche il secondo rally dell’anno, quello di Svezia. E dunque, vediamo chi sulle nevi svedesi è stato Top e chi, purtroppo, è stato un Flop.

I top

Ott Tänak

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Credits: M-Sport

Gara perfetta del campione del mondo 2019, che ha portato la Puma alla vittoria dopo più di un anno. Tänak ha messo insieme caparbietà, velocità ma soprattutto costanza e intelligenza e ha portato a casa una vittoria importantissima per lui e per il team. Certo, ha vinto solo una prova speciale su 18, ma a volte a “fermarlo” è stata una questione di decimi, o di gomme delaminate. Ott durante tutto il weekend non è mai sceso sotto il 2° posto in classifica generale e non ha fatto alcun tipo di errore. Nel rally conta anche questo. Masterclass.

Craig Breen

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Credits: Red Bull Content Pool

Craig Breen torna in Hyundai e torna in forma strepitosa, forse ad un livello a cui non l’avevamo mai visto. Domina letteralmente il venerdì, a volte facendo stampare tempi imbarazzanti tanto è veloce sulla sua i20 N Rally1. In Svezia, essendo part-time, sarebbe dovuto essere “l’ultima ruota del carro”, e invece ha trainato i coreani, prendendosi il secondo posto in barba a Neuville, nonostante gli ordini di scuderia. Peccato per lo pneumatico delaminato e soprattutto i problemi all’ibrido di sabato che hanno compromesso la lotta con Tänak. Avesse vinto non avrebbe tolto niente a nessuno. “Io sono velocità”.

Oliver Solberg

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Credits: Red Bull Content Pool

Dopo un deludente 2022, il 2023 di Oliver Solberg è partito con tutt’altro piede. Già avevamo notato il diverso piglio dello svedese a Monte-Carlo, dove a tratti aveva dimostrato grande velocità in un weekend dove comunque non avrebbe segnato punti. Poi lo avevamo visto bello inviperito alla Race of Champions, sulla neve, e se due indizi non fanno una prova è bastata la Svezia per confermarci che quest’anno vedremo un Oliver con la cazzimma. In WRC-2 sembra aver trovato, per ora, la sua dimensione e la velocità supersonica che ha mostrato sul suolo di casa sembra il segno di un Solberg ritrovato e maturato. Missile.

I Flop

Toyota

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Credits: Red Bull Content Pool

Quando il gatto non c’è, i topi ballano. E M-Sport e Hyundai hanno ballato perché Toyota non c’è stata. O meglio, il 4° posto di Rovanperä e il 5° di Evans nessuno si sognerebbe di buttarli nel cestino, certo è che per quello che tra 2022 e Monte-Carlo di quest’annno ci hanno fatto vedere i giapponesi, ci si sarebbe aspettati qualcosa in più. Rovanperä è stato veloce, ma ha sbagliato approccio e scelte di setup e gestione gomme, mentre Evans non ha trovato il feeling con la GR Yaris in un revival del 2022. Condiamo tutto con Katsuta che al primo appuntamento da “point-scorer” ufficiale ha toppato con un brutto errore, ed ecco che la frittata svedese è servita. Tänak è a soli 3 punti da Kalle e il campionato è appena cominciato, ma serve sistemare ancora qualcosa. Passo indietro.

Emil Lindholm

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Credits: Red Bull Content Pool

In Svezia ha cominciato la sua stagione il campione in carica del WRC-2 Emil Lindholm, che però non è stato impeccabile, e anzi è risultato quasi il più lento dei piloti Toksport. Completamente eclissato da Solberg, Lindholm ha pagato pure nei confronti di Gryazin, Marco Bulacia e soprattutto il conterraneo Pajari al debutto in categoria. Frenato dall’errore di venerdì, ha dimostrato di essere veloce, però non è mai parso in grado di fare la differenza. Se le premesse sono queste, la difesa del titolo diventa dura. Perso.

Pirelli

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Credits: Toyota Racing

Tre piloti su nove in Rally1 hanno subito delaminazioni degli pneumatici Pirelli, e Lappi ha perso un possibile podio. Le gomme hanno perso il loro battistrada addirittura sul dritto, a quasi 200 km/h. Pericolosissimo, visto che non siamo in circuito. Il costruttore di mescole italiano si è giustificato dicendo che la causa scatenante sono state pressioni sbagliate. Non è però la prima volta che Pirelli usa questa “scusa”, soprattuttoin Formula 1. Probabilmente c’è dell’altro, e bisogna risolvere in fretta perché i team sono già sul piede di guerra. Sotto-pressione.

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