F1 | Le pagelle ironiche del Gran Premio dell’Arabia Saudita.

F1 | Le pagelle ironiche del Gran Premio dell’Arabia Saudita.

22 Marzo 2023 0 Di Alberto Ghioni

Terminato il weekend di F1, è il momento di dare i numeri, come il sottoscritto sa fare molto bene. Chi sarà promosso? E chi invece procalmo? Scopriamolo assieme! N.B. L’intento dell’autore non è quello di offendere, ma solo quello di strappare un sorriso con un po’ di ironia.

Sergio Perez: 10

Superato alla partenza dal magheggio di Alonso, lo svernicia in poco tempo, disegnando sulla pancia laterale dei graffiti non replicabili in fascia protetta. Dopo la Safety Car, mette il pilota automatico e si addormenta finché non gli dicono di non provare più a fare il giro veloce. Ancora intontito decide di seguire gli ordini, ma quando scende dalla macchina scopre che gli è stato soffiato dal compagno di squadra. Imbufalito, prende un cric e incomincia ad inseguire il povero Max, desistendo solo quando narcotizzato con una cerbottana spara proiettili ripieni di Tequila. Mexican standof-F1

F1 | Perez nella doppietta Red Bull a Jeddah, Ferrari deludente

Max Verstappen: 9

Per provare qualche emozione diversa, prima di scendere in pista per il Q2 si auto-sabota la macchina, smollando leggermente la vite del semi asse. Immaginate il suo stupore quando la macchina dopo qualche giro lo lascia a piedi, e, contestualmente, immaginate le divinità evocate dai meccanici, costretti a riparare il tutto. In gara poi fa il Max, aiutato anche dalla gentilezza dei commissari di F1 che fanno uscire la Safety Car per sbaglio, addormentandosi sul pulsante giallo con sotto scritto “non premere”. Arrivato al secondo posto decide di non spingere ulteriormente per evitare di rovinare la festa al suo compagno di squadra, ma vuole comunque lasciare il segno. Stacca la radio e va per il giro veloce, prendendosi la provvisoria leadership del mondiale. “Ahh ma avevo staccato il cavo, ops!”

verstappen

Fernando Alonso: 8

In partenza tenta di fare lo Gnorri e si posiziona più avanti di Sergio Perez, rubandogli la prima posizione dopo curva uno. Nonostante la sua grande abilità di dissimulatore i commissari si accorgono immediatamente del misfatto e lo penalizzano. Inoltre, viene immediatamente superato da Perez, rendendo lo sforzo clamorosamente vano e costringendolo a girare tutta la gara con disegni osceni sulle pance. Quando a fine gara scopre della penalità ulteriore inflitta, decide di incatenarsi ai tornelli dell’autodromo e minaccia di praticare lo sciopero della fame: per pietà, la penalità viene revocata e il buon Nando può godersi il suo centesimo podio in F1. Il nuovo vettel.

alonso

George Russell: 7

Passa due settimane con Hamilton che lo chiamava per lamentarsi della macchina e Toto Wolff che lo chiamava per lamentarsi di Hamilton che lo chiamava che al mercato mio padre comprò. Si presenta in Arabia con le cuffie isolanti e fa finta di aver disimparato totalmente a parlare qualsiasi lingua esistente a questo mondo. La strategia funziona perché grazie a questo escamotage ritrova la tranquillità e va ad un soffio dal podio: nulla può contro le minacce di Alonso. Avete un interprete?

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Charles Leclerc: 6,5

Non si fa sentire per tutta la settimana antecedente al GP, al fine di evitare di appendere di nuovo qualcuno al muro. Arrivato in Arabia la prima persona che incontra è il suo ingegnere di pista, che incomincia a tartassarlo di domande: Charles opta per una delle più classiche alzate del terzo dito. In gara, poi, rimonta fino a che quel cancello della SF23 glielo permette, plafonando dietro il suo compagno di squadra che lo sbeffeggia per tutta la durata del Gran Premio. Quando per il terzo giro di fila il suo ingegnere di pista continua a parlargli nelle orecchie decide di cambiare la frequenza su una radio neomelodica napoletana. Povero gabbiano, ha perduto (già) il mondiale.

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Alexander Albon: 6

Conduce una gara pressoché normale, fino a quando il suo pedale del freno decide di tirargli un brutto scherzo. Arrivato in curva uno Alex frena e nota che sul proprio Halo è comparso San Pietro con le proverbiali chiavi del paradiso in mano, mai ottimo segno. Decide di tornare ai box seguendo i limiti di velocità: arrivato a destinazione fa comunque un pit stop, ma non per cambiare le coperture. “Box-er Alex, Box-er!”

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Lance Stroll: s.v.

Colto dalla noia della gara, Lance prova a testare i vari pulsanti che trova sul proprio volante. Tocca che ri-tocca trova il tasto per spegnere contemporaneamente la propria vettura, metà Jeddah, il reattore nucleare della centrale nucleare del Bugey e il telefono di Sebastian Vettel (ma quello tanto era già spento). Si ferma in modo desolato a metà pista, coperto dagli insulti degli abitanti della città che si sono trovati di colpo senza luce e con tutti i surgelati andati a male. “Cosa tocchi con quelle manacce sporche? Sempre a toccare oh, con quelle mani unte”

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