Praticamente nessuna azione in pista per più di metà sessione, e quando la pista sembrava accendersi, una red flag a fermare tutto: prove libere da dimenticare.
Le prove libere della F3 a Barcellona? A confronto il Valium è un omeopatico. Praticamente nessuna azione in pista per più di metà sessione, e quando la pista sembrava accendersi, una red flag a fermare tutto. Nessuna indicazione, nessuna intuizione da ricavare, nulla da indicare, se non la top 3, che ha concluso con tempi sideralmente distanti da quelli che la pista avrebbe permesso: Barnard, Collet, Beganovic.
L’attività in pista è scattata alle 9:55, con un tracciato ancora tutto da pulire e gommare. I piloti conoscono bene il tracciato, dopo le due sessioni di test prestagionali. Il primo tempo lanciato è stato segnato addirittura a 37 minuti dalla fine da Roberto Faria in 1:33:026, che ha fatto anche siglare il secondo tempo lanciato, arrivato solo a 30 minuti dalla fine, per atlro più lento del tentativo precedente. La pista è riasta sostanzialmente ancora green, con pochissimi piloti in pista a gommarla.
Dopo quasi 25 minuti di ‘umarelling’ (dal milanese ‘umarell’, ‘uomo che guarda i cantieri’), a 21 minuti dalla fine i piloti hanno deciso di scendere in pista per segnare qualche tempo lanciato. A 15 minuti dalla fine sono iniziati ad arrivare i primi riferimenti interessanti, con Barnard e Collet che sono scesi subito sotto il ’28. Tra le pochissime emozioni e cose notabili delle libere, l’uscita di Piotr Wisnicki in curva 9 a 11 minuti dalla fine, che ha causato una bandiera rossa.
Nella ripressa dalla rossa nulla di fatto rispetto alla classifica dello stint precedente: Barnard comanda, seguito da Collet e Beganovic. Settimo Bortoleto, decimo Fornaroli, solo sedicesimo Minì.


