Lancia ECV rally car 1

WRC | Il gruppo che non fu: la non-storia del Gruppo S

Gli anni ’80, con il Gruppo B, hanno rappresentato il periodo più pazzo del WRC. E dire che avremmo potuto avere anche un Gruppo S!

I primi anni ’80, con l’avvento delle vetture Gruppo B, hanno probabilmente rappresentato uno dei punti più alti che il WRC ha raggiunto durante la sua storia. Le linee e l’insana potenza dei prototipi che si sfidavano tra le strade di tutto il mondo rimangono ancora negli occhi degli appassionati di lunga data di questo sport. Eppure, tra Gruppo B e il successivo Gruppo A, c’è un regolamento che non è mai stato adottato, e del quale vale la pena raccontare la storia. È quello del Gruppo S.

Le intenzioni della FISA

jean marie balestre le mans soymotor
World Copyright – LAT Photographic

Verso la fine del 1984, l’allora presidente della FISA (l’antenata della FIA), il francese Jean-Marie Balestre, avanzò una prima proposta di nuovo regolamento per il campionato mondiale di rally, denominato Gruppo S. Questo per andare incontro alle richieste dei costruttori, che lamentavano il numero troppo alto di prototipi stradali da omologare e vendere (200 esemplari), una pratica considerata difficile ed onerosa. Balestre propose dunque di ridurre il numero di prototipi da omologare e vendere come auto stradali a 10.

Più tardi, verso metà del 1985, fu redatta la prima bozza del regolamento Gruppo S, quasi del tutto simile al regolamento Gruppo B. La bozza stabiliva che le vetture avrebbero dovuto rimanere uguali per almeno 12 mesi e che i costruttori avrebbero dovuto omologare e vendere 10 esemplari stradali, rendendo di fatto la categoria ancora più improntata sui prototipi.

Questo perché con il regolamento Gruppo S si volle fare in modo che utilizzare il mondiale rally per testare e mostrare al mondo nuove innovazioni diventasse più economico per le case costruttrici. Si stabilì che il regolamento avrebbe dovuto partire nel 1988. Molti costruttori come Lancia, Audi e Mazda, però, si buttarono subito sullo sviluppo di una vettura Gruppo S da far esordire già nel 1987 senza però far segnare punti in campionato.

Il tramonto del Gruppo S

ToivonenH

Quando nel maggio del 1986 Henri Toivonen perse la vita durante il Tour de Corse assieme al navigatore Sergio Cresto, Balestre sorprese tutti bandendo il Gruppo B già dall’anno seguente. Balestre cancellò dunque anche il futuro programma Gruppo S. Ciò suscitò non poco la rabbia dei costruttori, che convinsero Balestre a ritrattare.

Ci si accordò su un regolamento più stringente. Esso avrebbe incluso delle limitazioni sui motori in modo da limitarli a 300 CV di potenza. Ciò attraverso l’utilizzo di carburanti con un più basso numero di ottani e delle restrizioni sulla cilindrata: 1200 cc per i motori turbocompressi e 2400 cc per i motori aspirati. In più si limitò l’aerodinamica e vietati materiali altamente infiammabili.

Non tutti i costruttori furono d’accordo con ciò che si pattuì. Ma essi concordarono sul fatto che fosse un buon compromesso per tenere lo standard delle performance del Gruppo B in un ambiete che fosse però più sicuro sia per i piloti che per gli spettatori.

Nell’ottobre 1986 venne svelato il regolamento ufficiale del Gruppo S. Esso vide obbligatorio l’utilizzo di restrittori all’aspirazione per limitare la potenza, alzando così il limite di cilindrata a 2000 cc per i motori turbo e a 3000cc per i motori aspirati. La lunghezza delle vettura non avrebbe potuto superare i 4,5 metri, e la larghezza non sarebbe potuta essere maggiore di 1,9 metri. In più, le vetture avrebbero dovuto ricreare le linee di modelli già in produzione, essere dotate di un roll-cage in ferro ed essere sottoposte a crash-test. Infine, il peso minimo sarebbe stato di 1000 Kg e non si sarebbero potuti utilizzare pneumatici slick.

Più tardi, però, Balestre decise di annullare del tutto il programma Gruppo S, temendo che lo stesso potesse evolversi di nuovo in un Gruppo B rivisitato e con le stesse problematiche. Il francese optò unilateralmente su un nuovo regolamento denominato Gruppo A, con vetture basate su modelli prodotti in serie. Inutile dire che i team si arrabbiarono e non poco, anche se non poterono nulla contro la decisione di Balestre che, di fatto, cancellò totalmente il regolamento Gruppo S

I prototipi

Come detto prima, all’annuncio del nuovo Gruppo S molte case si misero subito al lavoro per tirare fuori la loro vettura Gruppo S.

Lancia ECV

maxresdefault

In prima fila, ovviamente, si mise Lancia. Con ancora la Delta S4 fresca di vernice, la casa italiana non perse tempo. Utilizzò come base quest’ultima per sviluppare la ECV, considerata quasi la capostipite del Gruppo S.

La ECV fu dotata di un 1.7 4 cilindri alimentato da due turbocompressori KKK e raffreddati da 2 intercooler, con una potenza massima di 600 CV. Lancia ricavò il telaio interamente dalla fibra di carbonio, così da limitare il peso della vettura a soli 900 Kg. La ECV fu dotata poi di un sistema di trazione a quattro ruote motrici accoppiato ad un cambio manuale a 5 rapporti.

Si sviluppò poi un’evoluzione della ECV, la ECV2, con una potenza massima di 680 CV. Ovviamente Lancia sviluppò i due prototipi prima che la FISA decidesse di limitare la potenza delle vetture Gruppo S a 300 CV.

Audi RS002

Audi RS 002 2 930x698 1

Anche Audi, sviluppò la propria vettura Gruppo S. La Sport Quattro RS002 avrebbe dovuto avere elementi estetici e soluzioni tecniche ispirate alle vetture di Gruppo C che correvano in quegli anni a Le Mans. La RS002 avrebbe avuto quindi una carrozzeria totalmente in carbonio, un design ad effetto suolo e un grande alettone posteriore. Il motore sarebbe stato un 2.1 6 cilindri in linea montato in posizione centrale e, dopo le limitazioni al regolamento, un 1.2 turbo sempre 6 cilindri. Dopo due brevi test in Austria e in Germania, complice la cancellazione del Gruppo B e del Gruppo S, non se ne fece più nulla.

Toyota MR2 222D

toyota mr2 222d

Anche Toyota sviluppò un proprio prototipo Gruppo S già a partire dal 1985. La MR2 222D avrebbe dovuto essere spinta da un 4 cilindri in linea dalla potenza di ben 750 CV, scaricati a terra da un sistema di trazione a quattro ruote motrici. Il peso sarebbe dovuto essere di 750 Kg.

Peugeot Quasar

1984 peugeot quasar

Con una linea veramente futuristica, la Peugeot Quasar avrebbe dovuto esordire già nel 1987 raccogliendo la pesante eredità della vincente 205 T16 Turbo. La vettura avrebbe dovuto essere dotata di un 4 cilindri twin-turbo da 600 CV.

Altri prototipi

samara eva

Altri prototipi che avrebbero dovuto prendere parte al Gruppo S sono la Mazda RX-7S con motore Wankel, la Lada Samara Eva dotata di sola trazione posteriore, la Seat Ibiza Marathon, la Opel Vauxhall Astra 4S a trazione integrale e la Skoda 160 RS MTX.

Seguici sui canali social!

Sei un grande appassionato del WRC o della Formula 1? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

Rispondi