Ayrton Senna fu uno dei piloti più grandi di tutta la storia della Formula 1. Tuttora ispira grandi talenti, proprio come Lewis Hamilton.
Ayrton Senna, un uomo generoso e circondato da un’aria mistica fuori dai circuiti, ma che appena mette le mani al volante si trasforma in un mix di talento e spietatezza. Forse anche grazie a quel qualcosa di mistico che lo circondava, molti iniziarono a chiamarlo “Magic”. E grazie alla sua ostinazione nel voler vincere a tutti i costi, si guadagnò l’antipatia di non solo una persona nel paddock, giudicato da loro arrogante. Probabilmente era vero che Ayrton Senna era superiore alla maggior parte dei piloti in griglia. Un uomo che a quasi 30 anni dalla sua morte, fa ancora risuonare il suo nome nel cuore degli appassionati di questo sport
La nascita di un talento
Il 21 marzo 1960 a San Paolo nasce Ayrton Senna. Ha le corse nel sangue e una famiglia disposta a sostenerlo, così a quattro anni già guidava i kart. Una volta giunto in Italia divenne allievo di Achille Parilla della DAP, così da alzare l’asticelle a iniziare a battersi con kartisti più forti.
Il primo test glielo fecero fare a Parma nel 1978, doveva provare diversi motori, un lavoro a dir poco stressante. Durante questi test era presente anche il campione britannico Terry Fullerton, il pilota che lo steso Ayrton Senna definiva “Il migliore”, ma con sorpresa di molti il pilota brasiliano riuscì ad eguagliare e persino battere il pilota inglese. Era ormai chiaro a tutti che il pilota Senna era un talento naturale.
Gli anni successivi furono un’escalation per la categoria più ambita, la Formula 1. Nel 1981 vince il campionato di Formula Ford 1600, mentre nel 1983 vince il campionato britannico di Formula 3.

L’entrata in Formula 1
Le offerte non tardarono ad arrivare durante quella stagione, facendo persino un test con la McLaren con Brundle e Bellof, Ayrton Senna risultò comunque il migliore. Il suo primo anno in Formula 1, il 1984, lo passò alla guida della Toleman, vettura con inverse limitazioni tecniche. Il pilota brasiliano, nonostante i difetti della monoposto, né tirò fuori il meglio, e anche di più, stupendo il team.
Durante il Gran Premio di Monaco ci regalò il suo primo podio in Formula 1, dopo una magistrale prestazione sul bagnato, riuscendo così a fare una delle rimonte più famose nella storia del motorsport.
Nel 1985 passò alla Lotus Renault e proprio nel secondo Gran Premio ottiene la sua prima vittoria, sulla pista di Estoril in Portogallo. Confermò il fatto di essere un talento proprio nella famosa pista di Spa in Belgio. Nei due anni successivi rimane fedele alla Lotus dimostrando la sua sensibilità in pista al di sopra di qualsiasi aspettativa, che gli permette di spingere la macchina al limite, riuscendo a non compiere alcun errore di guida.

Il suo rivale, Alain Prost
Il 1988 arriva la chiamata in McLaren, al fianco del suo futuro più acerrimo avversario, Alain Prost, il pilota più temuto e vittoriosi di quei tempi, tanto da essere soprannominato “il Professore”. La stagione viene dominata dalla McLaren. Arrivati a Suzuka si giocò il Campionato Piloti, proprio tra Prost e Senna. La partenza favorì Alain, ma durante le battute finali il pilota brasiliano ottenne la vittoria del Gran Premio, nonché la sua prima vittoria del Campionato Piloti.
Ma la rivalità tra i due piloti arriva al suo massimo nella stagione del 1989, quando si giocò il mondiale, ancora una volta a Suzuka. Ayrton Senna parte dalla pole position, ancora una volta il pilota francese lo supera in partenza. Senna però non ci sta, affiancando il suo compagno prima della staccata dell’ultima chicane, il francese anticipò l’ingresso in curva, bloccando così le due monoposto. La vettura di Senna ripartì grazie alla spinte dei commissari, riuscendo così a tagliare il traguardo e guadagnarsi solo virtualmente il Campionato.
Nel 1990 Prost andò in Ferrari, i due piloti si batterono testa a testa per tutta la stagione, finendo a giocarsi il mondiale nuovamente a Suzuka. Qui però Ayrton Senna, ritardando volutamente una frenata, andò a colpire la Rossa di Prost. La classifica rimase comunque a favore del pilota brasiliano che così si guadagnò la sua seconda vittoria del Campionato Piloti. Durante un’intervista riguardo all’incidente Ayrton Senna commentò con. “A volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva.”

Imola, 1 maggio 1994
Con un salto di anni si arriva a quella che fu la sua ultima gara, Ayrton Senna guidava una Williams, quella che era la scuderia più ambita del momento. Il pilota brasiliano si mostrò strano già dall’inizio del weekend. Il venerdì, durante la sessione di prove libere il giovane Barrichello fa un incidente alla Variante Bassa, che per fortuna gli provoca solo qualche contusione. Mentre sabato la morte si porta via Ratzenberger alla curva Villenueve, solo che non era abbastanza per quel Gran Premio. Al settimo giro della gara, il piantone dello sterzo della macchina di Ayrton Senna cedette; il puntone della sospensione anteriore destra, finì nel casco del pilota brasiliano, provocando di danni fatali.
La bara di Ayrton Senna viene trasportata in Brasile in aereo, quasi come se quel viaggio fosse stata la sua veglia funebre. Sulla sua tomba, a San Paolo, venne fatta scolpire una citazione dalla Lettera dell’apostolo Paolo ai Romani 8,39: «Nada pode me separar do amor de Deus». Così ci lasciò una delle piò grandi e luminose stelle del motorsport, con fede e gentilezza ma anche un talento ed un ardore naturali.
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