24 Ottobre 1976: sul circuito del Fuji va in scena il primo GP del Giappone nella storia della F1. La “ Terra del Sol Levante” ospita l’ultima gara di un campionato dove sono in due a giocarsi il titolo del campionato Piloti: Niki Lauda e James Hunt.
I due sono separati solamente da tre punti (Lauda 68, Hunt 65) e la gara promette spettacolo anche grazie alla presenza della pioggia che potrebbe rimescolare tutte le carte. Per capire come siamo arrivati a questo punto è necessario, però, fare un salto indietro e ripercorrere quella che è stata una delle stagioni più emozionanti nella storia di questo sport.
L’inizio in Brasile
La stagione del 1976 si apre sul circuito di Interlagos, in Brasile: la Ferrari si presenta con la coppia dell’anno precedente composta dall’austriaco Niki Lauda e dallo svizzero Clay Regazzoni mentre la McLaren ha deciso di sostituire il brasiliano Emerson Fittipaldi, messosi in proprio fondando e gareggiando con la Copersucar, con il pilota inglese James Hunt che affiancherà il tedesco Mass.
Ed è proprio James Hunt a conquistare la prima pole position stagionale davanti a Lauda per soli 2 millesimi. In gara però le cose cambiano: le due Ferrari sopravanzano l’inglese con Ragazzoni che si porta in testa. Lo svizzero mantenne la prima posizione fino al nono giro, quando, una foratura all’anteriore destra lo costrinse a tornare ai box. Al giro 27 il primo colpo di scena stagionale: Hunt è costretto a rallentare per un problema al motore. La situazione peggiora cinque giri dopo quando una rottura all’impianto dell’olio costringe l’inglese al ritiro. Lauda va quindi a vincere davanti a Depailler e Pryce.
Altre due vittorie per la Ferrari
Nel secondo appuntamento stagionale è ancora lotta in qualifica tra Hunt e Lauda: l’inglese conquista la seconda pole in due gare battendo l’austriaco per 10 millesimi. Anche questa volta però è l’austriaco a trionfare in gara: Lauda prese da subito la testa della corsa e resistette, nonostante un detrito gli stesse creando problemi su uno degli pneumatici, al ritorno di Hunt ottenendo la seconda vittoria in stagione.
Si ritorna in America per il GP degli Stati Uniti d’America-Ovest: è il weekend di Clay Ragazzoni che otterrà pole, vittoria e giro veloce della gara. Hunt partito terzo, è costretto al ritiro dopo soli 4 giri dopo essere stato protagonista di una lotta con Depailler che in uscita dalla prima curva dopo il rettilineo lo accompagna contro le barriere. Lauda, dal canto suo, risale in seconda posizione dopo essere partito quarto.
Le modifiche regolamentari in Spagna
Nel successivo GP di Spagna del 2 Maggio vennero apportate alcune modifiche al regolamento che prevedeva tra le altre cose il divieto della presa d’aria a periscopio. In terra spagnola Hunt conquista la terza pole position su quattro e, ancora una volta, davanti a Lauda. Prima della gara le due McLaren vennero considerate non a norma per le posizioni dei tubi dell’olio e dei radiatori ma il CSI decise che potessero ugualmente correre.
Al via Lauda passa Hunt e manterrà la leadership fino al 32° giro quando verrà passato non solo dall’inglese Hunt ma anche dall’altra McLaren di Mass. Il tedesco si ritirerà al giro 66 per problemi permettendo a Lauda di riprendersi la seconda posizione. James Hunt ottenne la prima vittoria stagionale, una vittoria che gli venne inizialmente tolta per alcune irregolarità sugli pneumatici della sua monoposto. Tuttavia la vittoria gli fu riassegnata il 5 Luglio, dopo il GP di Francia.
In Belgio la Ferrari conquista la prima fila con Lauda che ottiene la prima pole position stagionale davanti a Regazzoni con Hunt che scatta dalla terza casella. Allo spegnimento dei semafori Lauda conserva la prima posizione mentre Hunt passa Regazzoni che si riprenderà la posizione al settimo giro. L’inglese perderà altre due posizioni a vantaggio di Laffite e Depailler e sarà costretto a ritirarsi al giro 35 per problemi al cambio. Lauda va a vincere davanti a Regazzoni regalando la quarta vittoria stagionale al team di Maranello.
La vittoria della Tyrrell in Svezia
Nel Principato di Monaco Lauda ottiene un’altra pole position ancora una volta davanti al suo compagno di squadra con Hunt che parte in quattordicesima posizione. Al via Lauda mantiene il comando mentre Regazzoni scivola in terza posizione. La gara di Hunt dura solamente 24 giri quando è costretto al ritiro per problemi al motore. Lauda vince davanti a Scheckter e Depailler.
Si arriva al GP di Svezia dove sarà proprio Scheckter con la sua Tyrrell a trionfare davanti al compagno di squadra Depailler. Lauda è terzo mentre Hunt è solo quinto. Il pilota inglese si rifà nel successivo GP di Francia ottenendo la pole davanti a Lauda. L’inglese andrà poi a vincere davanti a Depailler e Watson mentre la gara di Lauda dura solamente 8 giri per problemi al motore.
Il caotico Gp di Gran Bretagna
L’austriaco torna davanti a tutti in Gran Bretagna con Hunt che ottiene la seconda posizione. Alla partenza i due piloti della Ferrari si scontrano con Regazzoni che finisce in testacoda e colpisce a McLaren di Hunt. Venne esposta la bandiera rossa vista la quantità di detriti e olio in pista: secondo il regolamento potevano riprendere la corsa solo le vetture che avessero completato il giro. Hunt non era stato in grado di farlo mentre Regazzoni era riuscito a tornare ai box.
Tuttavia, Hunt venne riammesso alla gara con la vettura effettiva mentre al pilota Ferrari fu permesso di usare l’auto di riserva ovvero il “muletto”. Ma questo non si poteva fare e lo svizzero venne squalificato al giro 26 assieme a Laffite, costretto anch’egli ad usare il muletto. Hunt passa Lauda al giro 45 in seguito ad alcuni problemi al cambio sulla Ferrari dell’austriaco e andrà a vincere davanti al suo pubblico. La vittoria fu poi tolta all’inglese il 24 Settembre in quanto avrebbe usato il muletto per allinearsi sulla griglia di partenza con la vittoria che andrà quindi allo stesso Lauda.
Il tragico incidente del Nurburgring
Arriviamo alla gara più drammatica della stagione: al Nurburgring è ancora Hunt ad ottenere la pole su Lauda. La forte pioggia obbliga i piloti alle gomme da bagnato mentre Mass sceglie le gomme da asciutto. L’austriaco parte male e scala fino all’ottava casella mentre il comando viene preso dalla Ferrari di Regazzoni. Hunt è in terza posizione ma riesce a sopravanzare Laffite ottenendo la seconda piazza. Al secondo giro Lauda, dopo aver toccato il cordolo, esce di pista. Dopo aver toccato le barriere rientra in mezzo alla pista e viene centrato dalle vetture di Ertl e Lunger. L’austriaco riportò diverse ferite ed ustioni e nei giorni successivi lottò costantemente tra la vita e la morte. Alla seconda ripartenza è Hunt a prendere il comando e, successivamente, a vincere la corsa.
Il ritorno di Lauda e la vittoria finale di Hunt
In Austria la Ferrari decise di non correre vista la decisione della Federazione di riassegnare la vittoria in Spagna ad Hunt. Lo stesso Hunt otterrà la pole position sul suolo austriaco ma chiuderà la corsa in quarta posizione. La Ferrari si ripresenta in Olanda con il solo Regazzoni mentre Hunt ottiene un’importante vittoria che gli consente di ridurre il distacco su Lauda a 14 punti. Al GP d’Italia, fa il suo ritorno Niki Lauda a soli 42 giorni dall’incidente in Germania In qualifica ottiene il quinto tempo mentre in gara concluderà quarto. La gara di Hunt dura solamente 11 giri: l’inglese rimane coinvolto in un incidente con Tom Pryce ed è costretto al ritiro.
Le successive due gare del Canada e degli Stati Uniti d’America-Est vedono Hunt conquistare due pole position e due vittorie. Due vittorie molto importanti per l’inglese che gli consentiranno di ridurre il distacco da 17 a 3 punti.
Ed eccoci arrivati all’ultima gara dalla quale eravamo partiti: la forte pioggia posticipa l’inizio della gara. La pole è ottenuta da Mario Andretti con Hunt secondo e Lauda terzo. La gara di Lauda però durò solamente due giri in quanto ritenne che le condizioni fossero troppo pericolose per concludere in sicurezza la gara. La testa della corsa fu mantenuta da Hunt fino a quattro giri dal termine quando una foratura lo costrinse a tornare ai box. L’inglese ripartì quinto ma riuscì a superare sia Jones sia Regazzoni. Il terzo posto gli consentì di laurearsi campione per un solo punto su Lauda (69 contro i 68 dell’austriaco). Per l’inglese sarà l’unico titolo iridato mentre Lauda lo conquisterà l’anno successivo a scapito del compagno di squadra Carlos Reutemann.
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