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F1 | 5 riflessioni dopo il GP d’Ungheria

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Andiamo a vedere insieme i temi principali che hanno caratterizzato il GP corso a Budapest

Con il GP d’Ungheria, si è chiusa la prima parte del campionato di F1. Nella gara di ieri, abbiamo visto trionfare Lando Norris che si è dimostrato altamente competitivo nel corso del weekend anche grazie agli aggiornamenti portati dalla McLaren. Alle sue spalle Verstappen (autore di un bellissimo sorpasso su Hamilton) e Antonelli che ottiene un terzo posto importante in ottica campionato.

Al di sotto delle aspettative la gara della Ferrari mentre a centro gruppo bene Audi (ancora a punti) così come RB che, per la pria volta nella sua storia, raggiunge il quinto posto nella classifica Costruttori superando definitivamente l’Alpine.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio i principali spunti di riflessione del GP d’Ungheria.

1) McLaren: aggiornamenti ok ma ancora problemi tecnici

La scena del GP d’Ungheria se l’è presa la McLaren: il team papaya è stato decisamente il più veloce nel corso della gara specialmente nella prima parte. Nel corso del primo giro Piastri si era messo davanti a Norris con l’inglese che lo ha riscavalcato decidendo di rimanere più a lungo in pista nel corso del primo stint per poi stare davanti all’australiano dopo la sosta.

Lando Norris, vincitore del GP di F1 disputato in Ungheria

Quella di Norris è una vittoria importante non solo per il campione del mondo ma anche per la stessa McLaren: la scuderia si è presentata con un fondo completamente rivisto per questo GP e, questa prima modifica alla monoposto, sembra aver dato decisamente i suoi frutti.

La modifica è stata elogiata dallo stesso Norris al termine della gara e potrebbe fare la differenza anche nei prossimi GP: ulteriori upgrades, inoltre, verranno portati nel corso dei prossimi weekend con l’ultimo pacchetto che sarà a disposizione dei piloti nel weekend di Baku. Unico neo del weekend il problema al cambio per Piastri costretto a ritirarsi negli ultimi giri della corsa ma al netto di questo ennesimo inconveniente, la McLaren sembra potersi inserire nelle posizioni che contano anche nelle prossime gare.

2) Russell: ancora una gara complicata

Un GP d’Ungheria complicato per George Russell: l’inglese, dopo il ritiro nello scorso GP del Belgio, ha dovuto fare i conti con un problema tecnico durante la fase di partenza. Il pilota Mrcedes era scattato correttamente dalla settima casella ma la monoposto è andata immediatamente in fase di anti-stallo per poi ripartire poco dopo.

La gara di Russell, tuttavia, è stata compromessa: l’inglese si è ritrovato in quindicesima posizione ed è stato chiamato alla rimonta nel corso dei giri successivi chiudendo con un settimo posto finale (lo stesso dal quale era partito). Al termine della gara, il TP della Mercedes Wolff ha fatto mea culpa sul problema di Russell mentre l’inglese ai microfoni è apparso sconcertato dicendo di “non aver mai avuto una stagione del genere in carriera”. Russell ora dista 59 punti dal suo compagno di squadra Antonelli in classifica piloti: riuscirà a reinserirsi nella lotta al titolo?

3) Ferrari e un weekend al di sotto delle aspettative

Quella di Budapest doveva essere una gara favorevole alla Ferrari: la scuderia di Maranello, viste le caratteristiche del tracciato ungherese favorevoli alla SF-26, era considerata la vettura da battere nel corso di questo weekend. Un ritmo che sembrava esserci nella prima parte di weekend con i due piloti che hanno occupato le prime posizioni nel corso delle prime due prove libere.

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Anche in qualifica la Ferrari si era comportata abbastanza bene con Hamilton e Leclerc in seconda e terza posizione (il 44 poi è stato retrocesso in quinta per l’impeding su Piastri). In gara, tuttavia, sono arrivati i problemi: dopo un buon primo stint con la gomma rossa, la Ferrari ha optato per la gomma hard su entrambe le vetture. Una mescola che non si è rivelata competitiva per le Rosse e che non ha permesso ai due piloti di lottare – almeno – per il podio. Così come a Monaco, la squadra di Vasseur ha raccolto meno di quanto si aspettasse: il riscatto arriverà già nel prossimo GP d’Olanda?

4) Antonelli: un weekend positivo in ottica mondiale

Come già detto, Antonelli ha chiuso sul gradino più basso del podio il GP d’Ungheria: l’italiano, dopo essere partito in settima penalità a causa della penalità rimediata dopo la qualifica, è stato autore di un’ottima gara. Esattamente come Lando Norris, Antonelli ha esteso il primo stint riuscendo a guadagnare secondi preziosi per la seconda parte di gara.

Dopo due soste in cui ha montato gomma hard, Antonelli ha potuto approfittare (così come Verstappen) del ritiro di Piastri per salire sul podio: un risultato importante in ottica campionato che lo proietta a +50 sul primo inseguitore Hamilton. Una curiosa statistica a riguardo: nessun pilota ha mai vinto un mondiale rimontando un simile distacco in classifica. Cosa succederà nella seconda parte di stagione?

5) Le difficoltà di Williams e Haas, segnali Aston Martin?

In fondo al gruppo, continuano le difficoltà di Haas e Williams: le due scuderie proseguono il trend negativo che le vede fuori dalla top 10 da 5 GP consecutivi (ultimi punti per entrambe a Monaco). La Haas aveva iniziato bene andando costantemente a punti nei primi GP ma nel corso della gare la competitività iniziale si è persa; la Williams si era presentata con una vettura afflitta da numerosi problemi tecnici che i primi sviluppi sembravano aver parzialmente risolto.

Oltre alle difficoltà di queste due squadre, si segnalano i piazzamenti dei due piloti Aston Martin che hanno chiuso il GP in tredicesima e quattordicesima posizione: la squadra inglese si è presentata a questo weekend con una monoposto completamente rivoluzionata che – quantomeno – sembra averla tolta dalle posizioni di fondo della griglia. E’ chiaro come ci siano alcune cose da sistemare a livello motoristico e strutturale (vedi il cedimento della sospensione posteriore sinistra di Stroll durante le libere) ma il team sembra intravedere la luce in fondo al tunnel.

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