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Ecco perché il 2023 è stata una stagione positiva per la F1

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In una stagione 2023 più che dominata da Max Verstappen, non mancano anche gli aspetti positivi dal punto di vista dello spettacolo. Scopriamo quali sono!

Nonostante sia stata una stagione in cui Max Verstappen ha scritto la storia della Formula 1, molti appassionati non possono certo definirsi soddisfatti dallo spettacolo offerto dalle gare. Nella maggior parte delle occasioni, infatti, la vittoria non è mai stata in dubbio, per merito di una Red Bull e un Verstappen nettamente superiori a tutti gli avversari. Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: il 2023 ha i suoi aspetti positivi anche dal punto di vista dello spettacolo, molto importanti soprattutto in vista delle due prossime stagioni.

La crescita di McLaren e Aston Martin

Se alla fine della stagione 2022 qualcuno ci avesse detto che l’anno successivo McLaren e Aston Martin avrebbero conquistato 17 podi (lo stesso numero di Ferrari e Mercedes), sicuramente lo avremmo preso per visionario. E invece, le due scuderie inglesi si sono costantemente sedute al tavolo delle grandi. Questo è un aspetto che non va sottovalutato. Dal 2016 in poi, infatti, solamente Mercedes, Red Bull e Ferrari erano state capaci di essere competitive in maniera costante ad alto livello, tanto da spaccare la griglia in due: da un lato i 3 top team, dall’altro le restanti 7 squadre.

In questo 2023, invece, per prima volta, due nuovi team hanno dimostrato che per poter competere al massimo in Formula 1 non è per forza necessario avere un toro, un Cavallino o una stella a 3 punte sulla macchina. Oltrettutto, McLaren e Aston Martin sono cresciute in modi piuttosto diversi. Infatti, se la scuderia di Silverstone ha fatto il vero passo nell’inverno del 2023 per poi tendere a calare nel corso dell’anno, quella di Woking ha fatto sentire la propria voce con molta forza a stagionen in corso. Gli uomini di Andrea Stella non si sono fatti intimidire dall’inizio terribile (programmato, sì, ma pur sempre difficile da affrontare). Tutta la squadra ha creduto nel progetto, e il tanto atteso salto in avanti è arrivato in Austria. Inoltre, la McLaren ha mantenuto il passo delle rivali anche in termini di sviluppo, segnale molto importante in vista del 2024.

Il potenziale di crescita visto quest’anno all’interno della griglia di fatto è stata una (bella) sorpresa per tutti. Per Liberty Media, questo è fondamentale anche come pubblicità della categoria per eventuali nuove squadre: lottare per podi ed “entrare tra i top team” partendo dal basso è possibile. Questo è il messaggio che ci lascia il 2023.

F1, ecco perché il 2023 è stata una stagione positiva

Una griglia compatta

L’altro aspetto da tenere in considerazione quando si parla di 2023 è l’equilibrio e l’incertezza che hanno regnato alle spalle di Max Verstappen. Soprattutto in qualifica, ma anche in gara, abbiamo assistito a sessioni incredibilmente incerte, con tutta griglia racchiusa in un fazzoletto molto più ristretto rispetto ad altre occasioni. Per verificarlo, andiamo ad analizzare due weekend di gara disputati su piste ormai da anni in calendario e piuttosto diverse in questo finale di stagione: il GP di Abu Dhabi e quello del Texas.

In qualifica, ad esempio, ci sono diversi dati che evidenziano come nessuno, ad eccezione della Red Bull, possa stare tranquillo in questo momento in Formula 1. Infatti, nella Q1 di Abu Dhabi i piloti racchiusi in 3 decimi sono stati ben 11, di cui 8 vetture diverse (tutte ad eccezione di Alpine e Alfa Romeo). Inoltre, Carlos Sainz è stato eliminato dopo aver chiuso a 576 millesimi dalla prima posizione, mentre Guanyu Zhou (ultimo) ha fatto registrare un tempo di 999 millesimi più lento rispetto al migliore di Verstappen.

Anche in gara, se escludiamo Verstappen, le prestazioni sono state decisamente equilibrate. Ad esempio ad Abu Dhabi, Hulkenberg (che ha chiuso in P15) ha pagato circa 65 secondi a Leclerc (primo dietro Verstappen), il che significa 1,1 secondi al giro. Tra Leclerc e Hulkenberg sono arrivati al traguardo piloti di 9 scuderie diverse (tutte tranne Alfa Romeo). Tutte queste, quindi, hanno mantenuto una differenza di ritmo mediamente inferiore al secondo al giro.

Simili sono le statistiche del GP del Texas: 10 squadre raccolte in 1,2 secondi in qualifica, 9 in 1,2 secondi in gara se prendiamo in considerazione i distacchi come fatto sopra. In sostanza, possiamo affermare che in questo finale di stagione l’intera griglia è stata mediamente racchiusa in poco più di un secondo alle spalle di Verstappen.

F1, ecco perché il 2023 è stata una stagione positiva

Confronto con il 2022

Per capire che il passo in avanti è stato evidente, prendiamo in considerazione le stesse gare (Abu Dhabi, Austin) dello scorso, e calcoliamo quante squadre erano comprese in un secondo sia in qualifica che in gara. Nel caso di Abu Dhabi, le squadre racchiuse in un secondo erano state 8 in qualifica e 6 in gara. Sul tracciato americano, invece, nel range di 1,2 secondi lo scorso anno si trovavano 7 squadre, sia in qualifica che in gara (sempre non considerando Max Verstappen, vincitore in tutte e 4 le gare prese in analisi).

Come si è spesso detto, non fosse stato per Verstappen e per la Red Bull, il 2023 sarebbe ricordato come una delle stagioni più combattute e con più squadre in lotta per le posizioni di vertice. In vista del 2024 il potenziale è tanto: chissà che a questa griglia così compatta non possa aggiungersi anche la Red Bull, o che qualche altra squadra di centro gruppo non possa fare il salto di qualità…

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